L’utopia dell’allunaggio

Ricorre in questi giorni l’anniversario della missione sulla Luna e dell’allunaggio, ovvero della prima discesa (salita?) umana sul suolo lunare.

Gli esseri umani sono atterrati sulla Luna il 20 luglio 1969, all’apice di una gara spaziale tra URSS e Stati Uniti d’America, ispirata dalla guerra fredda.

Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu Neil Armstrong, comandante dell’Apollo 11. L’ultimo fu Eugene Cernan, che durante la missione Apollo 17 camminò sulla Luna il 14 dicembre 1972.

Da Wikipedia

La luna, però, non era certo suolo inesplorato: prima degli astronauti, prima delle sonde pioniere, prima dei progetti spaziali, sulla luna c’era già arrivata la nostra fantasia, spesso intessuta di desideri.

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Festival “Oltre lo specchio” a Milano – “Worlds of Ursula K. Le Guin”, panel con Giulia Abbate

Abbiamo già segnalato la prossima partenza di “Oltre lo specchio – Festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza”, dal 5 al 12 giugno 2019 a Milano.In quei giorni ci saranno una serie di proiezioni, incontri ed eventi in diversi cinema milanesi, tutti dedicati al fantastico, alla fantascienza e a quel che ci passa nel mezzo. [Leggi anche: Oltre lo specchio, un festival di cinema e fantascienza a Milano]

Ci sarà anche una metà del dodo: Giulia Abbate parteciperà alla proiezione del (meraviglioso!) documentario dedicato a Ursula Le Guin “Worlds of Ursula K. Le Guin”, che sarà presentato in anteprima proprio da Oltre lo Specchio.

Worlds of Ursula K. Le Guin Official Trailer from Arwen Curry on Vimeo.

“Worlds of Ursula K. Le Guin” verrà proiettato presso il MIC – Museo interattivo del cinema il giorno 2 giugno 2019 alle ore 19:00. Il documentario è in versione originale con sottotitoli in italiano e dura 68 minuti.
L’ingresso è libero!
A seguire, ci sarà una discussione sul documentario intitolata “Fantascienza femminile singolare“, nella quale parleremo insieme di Ursula Le Guin e di altre autrici significative, coinvolgendo ovviamente il pubblico in un dibattito.

Il panel sarà coordinato da Mariana Marenghi, libraia del bellissimo “Covo della Ladra” che in pochissimo tempo si è imposto come un punto di riferimento per appassionat* milanesi, grazie ai tanti incontri e iniziative di qualità. Parteciperanno Franci Conforti, scrittrice milanese Premio Odissea e finalista Urania, Elisabetta Di Minico, studiosa e autrice del saggio “Il futuro in bilico” dedicato alla distopia, e Giulia Abbate, scrittrice, editor e dodo che vi scrive.

 

Leggi QUI il calendario e i dettagli degli eventi

@ MIC – Museo Interattivo del Cinema, viale Fulvio Testi 121, Milano
Sabato 8 giugno 2019 dalle ore 19:00
Documentario: “Worlds of Ursula K. Le Guin” di Arwen Curry (68′, sott. ita)
Panel: “Fantascienza, singolare femminile”
Con Mariana Marenghi, Franci Conforti, Elisabetta Di Minico, Giulia Abbate
Ingresso libero

Vi aspettiamo per una serata oltre lo specchio, nei mondi di Ursula!

Festival Oltre lo Specchio: le proiezioni
Festival Oltre lo Specchio: gli eventi collaterali

Oltre lo specchio – Un festival di cinema e fantascienza

Dal 5 al 12 giugno Milano ospiterà un nuovo festival: Oltre lo specchio.

Sono previsti presentazioni di libri, dibattiti, panel con esperti, workshop e mostre, per un approfondimento a 360° del fantastico e della fantascienza.

La sfida è proporre temi stimolanti che possano offrire al pubblico milanese uno sguardo coinvolgente e inedito sulla forza e l’importanza dell’immaginazione […] per aprirsi alla possibilità di sognare, ideare e progettare un presente e un futuro diversi.

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Scrivere fantascienza bene oggi: il manuale di scrittura!

Giovedì 28 febbraio 2019 esce in libreria il “Manuale di scrittura di fantascienza” scritto da Franco Ricciardiello e da me, Giulia Abbate, per Odoya editore.

Si tratta di un saggio sia teorico che pratico, per dare ad aspiranti autori e autrici di fantascienza delle coordinate valide e metterli in condizione di capire e scrivere fantascienza con cognizione di causa, magari divertendosi anche.
Ci sono schede su libri importanti, consigli di lettura, c’è un metodo pratico per scrivere e ci sono tanti consigli di scrittura creativa applicati specificatamente al genere.

Abbiamo scritto questo manuale perché ci siamo trovati d’accordo sull’idea di unire la mentalità della scrittura creativa e professionale con il genere della fantascienza, cosa che facciamo da molto con incontri, post e conferenze e che abbiamo sintetizzato in questo manuale.
[Leggi ad esempio: DIDATTICA DELLA FANTASCIENZA]

Inoltre, abbiamo sentito il bisogno di riflettere sulla fantascienza qui e ora: in Italia ci sono tantissimi esperti e studi di alto livello, che riguardano più spesso la fantascienza storica e del passato e considerano poco i contemporanei.
Quindi abbiamo cercato di colmare questa lacuna, inserendo nel manuale tante citazioni da titoli contemporanei e italiani, e soprattutto discorsi attuali e necessari come la diversità, il queer, il femminismo, la commistione dei generi, le nuove correnti SF. Non prima di aver fornito una definizione di fantascienza basata sul canone, ma con una chiave interpretativa originale. 

Ecco a voi una parte dell’introduzione del manuale, e più avanti l’indice, per dare un’idea dei contenuti che troverete. Buona lettura!

cover

 

Introduzione – Scrivere fantascienza

I firmly believe that science fiction, far from being and unimportant minor offshoot, in fact represents the main literary tradition of the 20th century.

Sono fermamente convinto che la fantascienza, lungi dall’essere un trascurabile ramo minore, rappresenti di fatto la principale tradizione letteraria del Ventesimo secolo.

J.G. Ballard, Introduzione all’edizione francese di Crash (1973)

Scrivere fantascienza è un’attività che arricchirà sicuramente il tuo percorso di autore e autrice: una sfida intensa e divertente. Ti impegnerà molto, lasciandoti in cambio una “cassetta degli attrezzi” più ricca, funzionale e soprattutto efficace, che potrai utilizzare per qualsiasi altro genere letterario al quale sceglierai di dedicarti successivamente.

Parliamo per diretta esperienza personale.

Io, Franco Ricciardiello, ho iniziato a scrivere fantascienza da adolescente, quando una ragazza suggerì al mio migliore amico, perdutamente appassionato come me, di provare a scrivere qualcosa da inviare a Urania; io, che già coltivavo il segreto desiderio di imitare gli autori che mi facevano sognare, mi dissi “e perché lui sì e io no”? Da quel giorno cominciai a scrivere raccontini per inviarli non solo alla redazione di Urania, battaglia perduta in partenza, ma anche a Galassia, all’Editrice Nord e alle fanzine che stavano per vivere la loro seconda, grande stagione. Per arrivare davvero a pubblicare su Urania sarebbero poi occorsi venti anni…

Io, Giulia Abbate, ho iniziato a scrivere fantascienza quasi per gioco, in una sfida virtuosa con Elena Di Fazio, la mia socia (tuttora) molto più ferrata di me in questo complesso genere letterario. Man mano che scrivevo e che pubblicavo racconti, mi sono accorta che il metodo di creazione e scrittura dei miei mondi “fantascientifici” mi ha arricchita di elementi preziosi: l’abilità di cogliere le implicazioni di aspetti generali della vita sui quali sceglievo di concentrarmi, ad esempio; la capacità di reggere la difficile domanda “e se?” per la durata di un’intera narrazione; e l’attitudine a farmi domande, tante domande, attitudine che ho portato con me non solo nelle altre scritture, ma nella vita di tutti i giorni, che ne è risultata decisamente più ricca, piena di sfumature che prima ero incapace di cogliere.

Per tutte queste ragioni, abbiamo pensato di aprire l’introduzione di questo manuale con un perché: perché scrivere fantascienza?

La nostra risposta è semplice: la fantascienza è forse il genere più difficile da scrivere. Impara a farlo in modo efficace e ogni altro genere, ogni stile, tutto ciò che vorrai scrivere in seguito ti sembrerà molto più facile e rilassante.

Non spaventarti: la fantascienza è anche molto divertente, e ti permetterà di affrontare questioni capitali dell’esistenza in modo anticonvenzionale, giocoso, rischioso, bizzarro, spensierato, eversivo, assolutamente pazzo, o quello che vorrai. Permette margini di libertà che sta a te ridefinire. La fantascienza è uno sguardo obliquo, un occhio alieno che autori e autrici sviluppano naturalmente dopo una serie di buone letture e un ragionevole periodo di apprendimento e pratica.

Abbiamo scritto questo manuale pensando proprio a questo. Vorremmo metterti in condizione di:

  • capire questo genere letterario;
  • imparare la scrittura di fantascienza nelle sue specificità;
  • invogliarti a leggere i romanzi più belli (in assoluto, non solo “più belli tra quelli di fantascienza”!).

Ti daremo un’infarinatura teorica, ti consiglieremo letture mirate e ti proporremo strategie operative, grazie alle quali potrai intraprendere un percorso autonomo… e non vedrai l’ora di cominciare!

Fantascienza: cos’è?

La fantascienza è un genere letterario nato nella seconda metà del Diciannovesimo secolo e sviluppatosi poi nel Ventesimo. Oggi, già quasi nel terzo decennio del secolo successivo, è molto diversa dagli albori e dai suoi decantati fasti novecenteschi; e ci troviamo da molti anni con un problema di definizione che crea discussioni, e a volte contrasti, nel mondo dei e delle fan.

La storia della fantascienza nel Ventesimo secolo porta una pesante eredità: una serie di definizioni teoriche inesatte che ormai fanno parte del senso comune. Esse contribuiscono a confondere sia i lettori, che gli autori stessi, e fanno spesso litigare i fan.

Eppure, questo destino pare scaturire dalla natura di un genere mutevole che malgrado in apparenza racconti del futuro, si fa interprete di istanze legate al presente, e quindi è intrinsecamente soggetto a una sorta di obsolescenza (solo riguardo certi aspetti, per fortuna).
Inoltre, la fantascienza è versatile: una “coperta larga” che può essere usata in molti modi. È davvero stata intesa in accezioni molto diverse, talvolta perfino opposte, e comprende testi che possono sembrare assolutamente agli antipodi.

Facciamo alcuni esempi.
Il viaggio spaziale non è necessario perché possiamo parlare di fantascienza, né da solo è sufficiente a rendere fantascientifica una narrazione. Stesso discorso per gli alieni: non necessari, né sufficienti. Il viaggio nel tempo è sufficiente perché si possa parlare di fantascienza, se se ne prendono in esame i paradossi; ma non è necessario, si può anche raccontare tutt’altro. La fantascienza non è (più) un genere positivista, e le tanto decantate premesse scientifiche dalle quali dovrebbe prendere le mosse non sono affatto necessarie (lo erano nel Diciannovesimo secolo, forse), né invero sufficienti per costituire da sole fantascienza. La speculazione filosofico-esistenziale, che negli ultimi anni sta vivendo una nuova fortuna critica e di pubblico, è necessaria perché si possa parlare di fantascienza, ma non è sufficiente

Continua…

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Manuale di scrittura di fantascienza – SOMMARIO

 

Manuale di scrittura di fantascienza – INDICE delle schede di lettura e dei BOX

INDICE-BOX
Indice dei box e delle schede di lettura

“Manuale di scrittura di fantascienza – Passaporto per l’eternità”

Giulia Abbate e Franco Ricciardiello

Odoya Edizioni

Copertina di Mauro Cremonini

282 pagine – € 18,00 – ISBN 9788862885119

In tutte le librerie da giovedì 28 febbraio

Leggi il comunicato stampa: Scrivere fantascienza bene oggi

I mondi di Ursula K. Le Guin: cinque parole chiave

Lo scorso 22 gennaio è scomparsa, all’età di ottantotto anni, Ursula K. Le Guin. Un’autrice che ha lasciato, nella storia della letteratura fantascientifica, un’impronta indelebile. Che ha dato lustro e vigore alla cosiddetta “soft sci-fi”, portando l’antropologia, la sociologia, la psicologia nel genere. Che ha abbattuto le barriere letterarie spaziando tra i confini del fantastico in senso più ampio. Che ha parlato di ambientalismo, anarchia, identità di genere, influenzando autori e autrici che sarebbero venuti dopo di lei.

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La sua storia e la sua bibliografia sono ampie per trattarle in un solo articolo: andiamo quindi a ricordare Ursula K. Le Guin attraverso cinque parole chiave che ci schiudono, pur senza pretesa di esaustività, i suoi mondi.

Hopi Corn Dance“Hopi corn dance”, Tonita Peña

  1. LINGUAGGIO

Il linguaggio è una tematica importantissima nella narrativa di Le Guin: l’autrice creò vere utopie linguistiche, attraverso le quali parlò di lingua scritta e orale, percezione del mondo e dell’identità di genere, gerarchie, poesia, musica. Al suo romanzo “Sempre la valle” (Always coming home, 1986) accompagnò non solo un glossario e un dizionario dell’immaginaria lingua Kesh, ma anche un’audiocassetta che conteneva canti e poesie del popolo di cui aveva narrato.

My_World_is_not_Flat,_2011_by_M._Bagshaw“My world is not flat”, Margarete Bagshaw

  1. CALIFORNIA

E, più nello specifico, la California degli anni ’50 e ’60: un luogo di impressionante fermento artistico, culturale, rivoluzionario, che influenzò la formazione di Le Guin e le diede ampie chiavi di lettura del mondo. Frequentò la Berkeley High School insieme a Philip K. Dick (sebbene i due non si conoscessero), trascorse le sue estati in una fattoria chiamata “Kishamish” nella Napa Valley, tra colline e vigneti, ma soprattutto nel mezzo delle stimolanti frequentazioni dei suoi genitori: scrittori, poeti, scienziati, nativi americani… un contesto culturale che avrebbe caratterizzato l’identità della sua narrativa.

Flyingheadacorn“Flying head terrified of woman cooking and eating acorn”, David Cusick

  1. FEMMINISMO

Ruoli di genere, disparità sociali, maternità, patriarcato: sono temi centrali in quello che forse è il romanzo più importante di Le Guin, “La mano sinistra delle tenebre” (The left hand of darkness, 1969). Come sarebbe una società di ermafroditi, in cui i ruoli riproduttivi siano perfettamente interscambiabili? Da questa domanda parte un incredibile lavoro di world-building e una lunga riflessione sulla parità di genere, di cui la fantascienza diventa un campo d’indagine e di sperimentazione.

Blackhawk-spiritbeing“Dream or vision of himself changed to a destroyer and riding a buffalo eagle”, Black Hawk

  1. PACIFISMO

Antimilitarista e antimperialista, Ursula K. Le Guin trattò spesso questi argomenti attraverso i suoi romanzi. La sopraffazione, il valore della non-violenza e soprattutto della comunicazione sono elementi fondamentali nelle sue opere, così come la sperimentazione e l’analisi dell’utopia anarchica di un altro suo masterpiece, “I reietti dell’altro pianeta” (The dispossessed, 1974), storia di due pianeti gemelli e opposti: il feroce e capitalista Urras, l’anarchico Anarres.

At_the_Sand_Creek_Massacre,_1874-1875“The Sand Creek massacre”, Howling Wolf

  1. AMBIENTALISMO

La controcultura anni ‘60 e l’interesse di Le Guin per la storia dei nativi americani influenzarono l’etica ambientalista che emerge dai suoi romanzi, in cui guerra e imperialismo passano anche per le devastazioni ambientali. Le Guin è stata definita “ecofemminista”, laddove rimarca una cultura di prevaricazione storicamente maschile e gerarchica; e racconta di civiltà legate alla terra, in cui la parità sociale tra i generi si accompagna a profondo rispetto e simbiosi verso la natura.

Credere che la narrativa realistica sia per definizione superiore alla narrativa dell’immaginazione è come pensare che l’imitazione sia superiore all’invenzione.

Ursula Kroeber Le Guin, 1929-2018

Questo post a firma Elena Di Fazio è stato pubblicato su Andromeda – Rivista di Fantascienza, per la rubrica mensile “La fantascienza delle donne” curata da noi, il dodo.
Post originale qui: I mondi di Ursula K. Le Guin: cinque parole chiave

La fantascienza delle donne

“Le Visionarie” @ Book Pride – 25 marzo 2018 – Report e commento

Domenica 25 marzo il dodo era a spasso al Book Pride, la fiera milanese dell’editoria indipendente.  Ne ho scritto un resoconto piuttosto sbilanciato sull’entusiastico, qui: Studio83 a Book Pride: ecco com’è andata!

Oggi compilo un altro resoconto, che all’entusiasmo per la validità del libro presentato unisce un po’ di sofferenza, per alcuni modi e definizioni con le quali faccio fatica a integrarmi.

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Intervista a Leggere Distopico – Leggere fantascienza oggi

Venerdì scorso abbiamo pubblicato sul blog della nostra agenzia di servizi letterari Studio83 un’intervista che abbiamo realizzato con lo staff di Leggere distopico: un gruppo di lettori molto attivi e focalizzati sul (sotto?)genere fantascientifico della distopia.

Grazie alle loro risposte molto preparate e assolutamente non banali, abbiamo ricavato praticamente un pezzo sullo stato della distopia oggi: come è letta, come viene percepita e come è interpretata dai lettori e dalle lettrici attuali.

Sulla distopia si può ragionare con diverse chiavi di lettura.

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Premio Italia: fase finale!

Venerdì scorso sono stati annunciati i finalisti del Premio Italia su fantascienza.com (qui l’articolo), e con grande, infinita gioia abbiamo scoperto di essere in finale in ben quattro categorie:

Romanzo di autore italiano – Fantascienza: con Nelson di Giulia Abbate (Delos Digital)

Collana: con Futuro Presente, curata da Elena Di Fazio e Giulia Abbate (Delos Digital)

Articolo su pubblicazione amatoriale: con “La fantascienza è delle donne – Panel Stranimondi 2016” di Giulia Abbate, pubblicato su lezionisuldomani.wordpress.com

Antologia di uno o più autori italiani: con “Oltre Venere“, curata da Gian Filippo Pizzo (AAVV, Edizioni Della Vigna)

Inizia adesso la fase finale della votazione, in cui gli aventi diritto (circa duemila!) sono chiamati a indicare un solo nome o titolo per categoria.

I vincitori saranno annunciati alla premiazione ufficiale durante l’Italcon, che si terrà a Chianciano dal 25 al 28 maggio prossimo.

Per prima cosa, in bocca al lupo a tutt*, finalisti e finaliste, compagn* di viaggio in questa bellissima avventura. Il Premio Italia sarà soprattutto una splendida occasione per conoscersi o rivedersi nel contesto dell’Italcon.

Per chi volesse sostenerci votandoci nelle varie categorie, di seguito elenchiamo i nostri suggerimenti, accompagnando il tutto con un GRAZIE a chi finora ci ha dato fiducia e ci ha aiutato ad arrivare in finale: un risultato che ci commuove e ci ripaga di tanto lavoro svolto negli ultimi anni.
Happy Dodo! 🙂

COLLANA

Collana: Futuro Presente, Delos Digital

“Futuro Presente” è una collana che curiamo per Delos Digital e che ha un tema specifico: la fantascienza sociale, la proiezione del presente nel futuro per darne una rilettura critica, facendo ciò che la fantascienza sa fare meglio di qualunque altro genere letterario, ovvero porre domande. Abbiamo selezionato, editato e promosso titoli di autori ricchi di idee, alcuni dei quali nientedimeno che Premi Urania!

E non è tutto: in puro stile dodo – alias – Studio83, abbiamo risposto a tutti gli autori, anche quelli che non abbiamo scelto per la pubblicazione, con una scheda di valutazione del loro racconto. Per ringraziarli di averci mandato i loro lavori, per aiutarli nella loro strada espressiva, per lasciar loro qualcosa, comunque, dall’esperienza di Futuro Presente. Molti di loro hanno poi rimesso mano ai racconti e ce li hanno rimandati. Alcuni ci hanno convinte e li abbiamo pubblicati! Insomma, un grandissimo lavoro di scouting e selezione per la miglior fantascienza possibile e per crescere insieme.

Qui potete trovare tutti i titoli di Futuro Presente usciti finora, per farvi un’idea più precisa della collana e delle sue finalità 🙂

La selezione dei racconti è ancora in corso, è sempre in corso! Qui il regolamento con le caratteristiche richieste per i testi.

ROMANZO DI AUTORE ITALIANO – FANTASCIENZA

Nelson“, Giulia Abbate, Delos Digital

Un romanzo di storia, fantastoria, amore, pirati e viaggi nel tempo. Arrivato in finale unicamente grazie ai voti dei lettori e dei sostenitori e senza nessun appoggio “ufficiale” alle spalle. Grazie!

Un romanzo di mare coniugato al genere fantascientifico: il protagonista è Claude Anthony Nelson, ammiraglio a capo di una flotta corsara della Marina Britannica all’inizio del Seicento.
Ma il tempo in cui vive Nelson è diverso da quello che conosciamo: sono infatti giunti dalle Epoche Future uomini e donne che hanno portato con sé conoscenze e tecnologie del domani e hanno sconvolto la Storia, modificando l’ordine politico mondiale.
Un giorno, a bordo della nave di Nelson viene portata la giovane Pearl Lorna Shelley: una donna dall’identità misteriosa che Nelson è deciso a scoprire.

Ecco l’incipit del romanzo:

Lì nell’abisso, il mare era ancora blu. Il vento increspava la superficie dell’acqua e gradazioni sempre nuove di colore si infrangevano in creste di schiuma argentea sul bagnasciuga della nave.

Claude Nelson osservava quei colori netti e pensava alla definizione di “blu oltremare”: era il colore profondo, ancora puro, che apparteneva a un mondo di oceani lontani dalla terra brulicante di compromessi, e dai mari chiusi delle acque commerciali, sporche, macchiate di pece e di rifiuti liquefatti.

Sotto i miei piedi ci sono ancora conchiglie.

Sotto i suoi piedi, sotto la massa oceanica, esistevano a milioni, gusci a spirale che proteggevano le vite ripiegate al loro interno, resistevano all’incommensurabile pressione dell’oltremare.

Resistono ancora. Non verranno pescate tutte.

Qualcuno chiamò: “Mio Commodoro.”

Qui la recensione del romanzo, firmata da una delle due metà del dodo, ovvero Elena Di Fazio: Nelson – Recensione

ARTICOLO SU PUBBLICAZIONE AMATORIALE

La fantascienza è delle donne – Panel Stranimondi 2016 di Giulia Abbate, lezionisuldomani.wordpress.com

Si tratta del bellissimo reportage scritto da Giulia Abbate sul panel “La fantascienza è delle donne”, che si è tenuto alla convention Stranimondi a Milano lo scorso autunno.

Tricia Sullivan, Nicoletta Vallorani, Giulia Iannuzzi ed Emanuela Valentini sono intervenute parlando di un tema specifico: la presenza delle donne nella fantascienza. Cosa significa essere donna in questo settore? Quali idee e tematiche può portare l’approccio femminile al genere?

 

Per quanto riguarda le altre categorie, ce ne sono quattro che vorremmo segnalare comunque:

Romanzo di autore italiano – Fantasy:

“Asad e il segreto dell’acqua”, Alberto Cola, Piemme

Si tratta di un bellissimo romanzo per ragazzi pubblicato da Piemme nella storica collana del Battello a Vapore (alzi la mano chi è cresciuto leggendo i loro libri! ❤ ).

È inoltre una pubblicazione ad alta leggibilità, adatta anche a bambini con DSA, illustrata dal bravissimo Madrigal.

Rivista o sito web non professionale:

Andromeda, http://andromedasf.altervista.org/

Andromeda è una rivista che seguiamo con grande interesse, ricca di spunti e tematiche, che offre tanti approfondimenti, recensioni e articoli. Li segnaliamo con piacere perché apprezziamo il loro lavoro, come appassionate e lettrici di fantascienza in primis: inoltre, la nostra Giulia Abbate è da poco entrata a far parte dei collaboratori della rivista!

Curatore

Gian Filippo Pizzo

Il grande Gian Filippo Pizzo, con cui abbiamo lavorato e che ha curato diverse antologie a cui abbiamo partecipato anche noi, come “Oltre Venere”, e che è in finale anche con l’antologia di fanta-arte “Continuum Hopper”, curata insieme a Luca Ortino e Roberto Chiavini.

Il mio scopo principale è quello di arrivare al lettore generico e convincerlo che la fantascienza non è poi quella cosa strana e fuori dal mondo che ci viene presentata da cinema e televisione ma può essere una lettura seria e stimolante. Per questo motivo propongo le mie antologie in prima istanza a editori generalisti e scelgo argomenti di interesse generale, che possano attrarre un pubblico più vasto e allo stesso tempo presentare diversi punti di vista su quell’argomento.

Da “Gian Filippo Pizzo… e le fantantologie”, intervista a G.F. Pizzo di Filippo Radogna su La Zona Morta

Traduttore

Roberto Chiavini

Un traduttore versatile e affidabile, che è anche una garanzia sulla qualità dei testi: li sceglie molto bene ed è anche un saggista pluripremiato.

Proprio Chiavini ha tradotto la bella antologia che ha portato Stanley Weinbaum in Italia: Volo su Titano, recensito anche dal dodo. E ha tradotto anche pulp, western e l’horror caraibico del Reverendo Whitehead, anch’esso in finale al Premio Italia come miglior testo internazionale.

Tradurre racconti e romanzi così datati è un’esperienza affascinante, che però mi consente di scrivere in un italiano più “arcaico” o “arcaicizzante”, che è molto più nelle mie corde di quello contemporaneo.

Da “Roberto Chiavini: professione traduttore” su Thrillermagazine.it

Qui l’elenco completo dei finalisti sul sito della World SF Italia.

Scegliere tra i tanti titoli e artisti proposti è davvero arduo, perché in ogni categoria ci sono più candidature eccellenti! Rinnoviamo quindi il nostro in bocca al lupo a tutt*, ci si vede a Chianciano per tanti, tanti brindisi! ❤

E alla ciurma che voterà dodo, una razione di grog assicurata.

Fantaletture autunnali

Pace, prosperità e che la Forza sia con il vostro spirito, miei ventiquattro fantalettori! Ci apprestiamo al passaggio all’inverno, e io sono ancora in tempo per un report delle mie letture fantascientifiche autunnali.

Per il momento parlo di racconti Delos, che sono una garanzia. Ho poi scaricato e letto diversi titoli di altre case editrici (Future Fiction e Zona42) che finiranno in un prossimo resoconto o avranno recensioni a sé.

In questi tre mesi ho letto:

Immersione

Aliette De Bodard, Delos

Un racconto dallo stile elegante e dalla resa suggestiva, dove la relazione non facile tra culture viene interpretata in modo leggiadro e drammatico insieme. Si vede chiaramente che De Bodard sa di cosa parla, questo argomento la tocca e che ha rielaborato in modo incredibilmente creativo e fruttuoso l’enorme difficoltà dell’esule, del migrante, del diverso, da una prospettiva di “integrazione” che non sempre è equa verso entrambe le parti in causa.

Per questi suoi punti di forza, il racconto avrebbe meritato un po’ di spazio in più, proprio come nel caso di “Preghiere di fucine e fornaci”.

Anche leggere e capire De Bodard necessita di un’immersione, e ho trovato frustrante il fatto che appena si inizia a respirare nel suo liquido finisce tutto.

Fratello della nave

Aliette De Bodard, Delos

Anche qui: troppo poco spazio per un racconto comunque tra i migliori letti quest’anno. Le relazioni familiari, la maternità, la gelosia tra fratello e sorella; e insieme il difficile rapporto tra vecchio e nuovo: tra la tradizione, spesso ingiusta e a volte violenta, e il nuovo, magari un po’ confuso, ma portatore di istanze nuovamente umane e ancora sincermente empatiche, per davvero.
E sarebbe quasi un’ingustizia verso la bellezza di tutto questo, se lo raccontassi basandomi sulla trama in sé: il percorso di consapevolezza familiare del fratello umano di un’astronave, raccontato dalla loro madre.

Il racconto fa parte di un corpus più ampio, ed è lo spin-off di un romanzo. La cosa però non pesa assolutamente, se non altro perché è faticoso da capire proprio come tutti gli altri racconti, anche quelli a sé. E questo a causa della scrittura molto condensata di De Bodard, che come ho detto sfida il lettore a immergersi nel suo mondo per poi finire senza permettergli di nuotare oltre.

Qualcuno dica a De Bodard che il detto wildiano del piacere perfetto che deve lasciarti ancora insoddisfatto è solo un detto. Non vale per tutti, io non voglio alzarmi da tavola insoddisfatta, voglio strafogarmi, sennò che vivo a fare.

Rinascita

Ken Liu, Delos

Ken Liu è meno criptico di De Bodard, e in un racconto lungo concede respiro e molti elementi in più per potersi godere il suo mondo. Godere per modo di dire, perché siamo comunque in una distopia dove il famigerato multiculturalismo avviene tra umani ed extraterrestri, tra invasi e invasori; tra una memoria apparentemente cancellabile, ma in realtà inscritta nelle tremule carni, e un popolo di alieni brutali e smemorini, di predicati viventi, la cui cura è peggiore del male e la cui consolazione incredibilmente violenta.

Anche qui: un racconto con dei contenuti, delle suggestioni, dei significati simili non potrebbe essere stato scritto da una persona nata e vissuta comoda. Solo chi percorre faticosamente il ponte dell’incontro tra culture diverse, solo chi è lacerato può lacerare in questo modo.
Non che la fiction e la bravura a volte non facciano miracoli, solo che è molto più difficile che accada senza un sostrato di esperienza vissuta.

Tra parentesi: “Rinascita” mi ha ricordato tantissimo “Sposa di guerra” di Rick Wilber, racconto contenuto nell’eccezionale antologia “Alien Sex”. Curato nel 1990 da Ellen Datlow e pubblicato nel 2003 da Mondadori con traduzione di Nicoletta Vallorani, questo apparente fantasex con la solita aliena tettona in copertina è in realtà una delle più interessanti antologie SF che trattano temi allora attuali, oggi urgenti: la disparità di genere, la dominazione, lo stupro, la difficile relazione e i possibili, dolorosi percorsi da costruire e percorrere.Consiglio a tutti di trovarlo e leggerlo, ci sono racconti che lasciano il segno.

Zinne ne abbiamo?
Zinne ne abbiamo?

Il testo di Ken Liu fa lo stesso affrontando le disparità culturali e da figlio di questi tempi, nei quali alla narrazione si intreccia la rielaborazione emotiva.

Come nascono i bambini

Nancy Kress, Delos

Kress fa una bella operazione di approfondimento, che io amo chiamare “letteratura delle implicazioni”.

Cosa implica la clonazione, sulle persone che se ne servono? E che impatto ha su quelle che la subiscono? E chi è che subisce una clonazione? Cosa succede in una famiglia, in una bambina, quando si entra in contatto con le conseguenze di grandi mutamenti tecnologici, ai quali siamo emotivamente, persino intellettualmente impreparati?

Bello questo modo di lavorare, bello lo sviluppo, bello il racconto e la sua conclusione.

Trentasette centigradi

Lino Aldani, Delos

Il secondo racconto che leggo di Lino Aldani (il primo è stato “Arie di Roma andalusa”) contiene un’intuizione molto vicina a quello che sta succedendo oggi in Italia, dove uno Stato paternalista e ignorante vorrebbe imporci modi e metodi di cura, in un modoirritante almeno quanto lo sono gli ispettori assicurativi che ti misurano la febbre facendoti perdere l’autobus.

“Trentasette centigradi” è un buon racconto, con un italiano retro e un’ambientazione vintage che deliziano. Ma non mi ha entusiasmata e contiene a mio avviso un errore, o comunque un punto interrogativo abbastanza grande, nel finale. Quindi diciamo che a fronte di un’idea interessante e foriera di riflessione, l’intreccio pecca di plausibilità proprio a fronte della stessa idea di base.

SPOILER, per leggerlo seleziona il testo:
il racconto esce nel 1963. La vaccinazione antitetanica in quel periodo non è ancora obbligatoria, tuttavia il concetto di vaccinazione obbligatoria già c’è: (l’antidifterica è obbligatoria dal 1939 e dal 1938 lo è l’antitetanica per i militari), quindi mi riesce molto difficile pensare che in una situazione di “totalitarismo medico”, nella quale è obbligatorio persino misurarsi la febbre, non sia obbligatorio vaccinarsi per il tetano.

Per ora è tutto. Prossime fantaletture dopo Natale. Auguri! 🙂

 

Nicoletta Vallorani: scrittura, fantascienza e città del futuro

Venerdì  18 novembre 2016, nuova trasferta del dodo a Senago.
Per i venerdì con l’autore organizzati dalla biblioteca (il primo con Alan D. Altieri e le guerre del futuro), un venerdì con l’autrice: Nicoletta Vallorani, scrittrice e docente universitaria, con il contrappunto del suo dottorando Daniele Croci, ha raccontato a un pubblico piuttosto attento la sua esperienza di scrittura attraverso vari generi letterari.

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