Corpo cammina con me – Incontro alla Libreria “Il Covo della ladra” per #tempodidonne

[A cura di Giulia Abbate]

Questa mattina sono stata a una presentazione interessante: “Corpo cammina con me – Manipolazioni, trasmutazioni e fantascienze”, con Nicoletta Vallorani, Caterina Mortillaro e Alberto Grandi, condotto da Mariana Marenghi, presso la libreria di quest’ultima: il “Covo della Ladra di libri”, un luogo relativamente nuovo, ma già conosciuto e direi ormai imprescindibile per chi ami leggere e conversare di letture qui a Milano.

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Antologie al femminile: è discriminazione?

Ogni tanto esce qualche nuova antologia. Ogni tanto (più raramente) esce qualche nuova antologia dedicata alla fantascienza delle donne, quindi con racconti scritti esclusivamente da donne.

E ogni tanto (puntualmente) parte la critica: sole donne? Ma questa è discriminazione!

Di solito, a rivolgere questa critica sono per lo più uomini. Ma (più raramente) l’argomentazione è sollevata anche dalle donne e dagli altri cinque sessi tralfamadoriani (sono in incognito qui sulla Terra, quindi questa si tratta di una dodosupposizione per la parità di percentuale).

Dragon Pride by Kaenith – SERIE

Ecco quindi un dodovademecum, ovvero una serie di considerazioni utili a mettere la questione in una prospettiva più ampia. Per aiutare la discussione e facilitare chi non ha ben chiaro cosa sia una discriminazione: il che non è una colpa, ma una ignoranza anche provvidenziale (non sei mai stat* discriminat* e non hai mai assistito a una discriminazione di genere? Evviva, beat* te!) che può essere colmata grazie a una riflessione aperta e onesta.

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Margaret Atwood allo IULM di Milano – Ecco com’è andata!

Mercoledì 6 dicembre Milano ha accolto Margaret Atwood, autrice di fama internazionale, per conferirle il prestigioso premio Raymond Chandler alla carriera e accoglierla nella convention Noir in Festival.

La scrittrice ha ricevuto il premio alle 18:00 presso la Fondazione Feltrinelli dove è stata introdotta dalla scrittrice e intellettuale Chiara Valerio.

Ma… poche ore prima, alle 12:00, Atwood è stata ospite all’Università delle Lingue e Scienze della Comunicazione, ovvero lo IULM, per un incontro con il pubblico presentato da Antonio Scurati, tradotto da Giovanna Sommerman e nel quale è intervenuta Nicoletta Vallorani.

Il dodo era lì!

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Evitandomi la ressa feltrinelliana, sono andata ad ascoltare la lectio nella “Sala dei 146”, dove il tutto esaurito tra le poltroncine non mi ha impedito di trovare un ottimo punto di osservazione su un confortevole scalino a pochi metri dal consesso dei relatori (provocandomi anche una piccola fitta di nostalgia verso la mia vita universitaria, ormai persa nelle nebbie del tempo.)

Parto con il report!

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“Il catalogo delle vergini” di Nicoletta Vallorani – Recensione

Il catalogo delle vergini” è una raccolta di tre racconti brevi di Nicoletta Vallorani, uscita ieri per la collana Future Fiction (Mincione Edizioni) diretta da Francesco Verso.

I racconti hanno ambientazione, voci e temi affini, e sono incentrati sul sistema di mercimonio e sopraffazione impiegato per lo sfruttamento del corpo principalmente femminile.

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Fantaletture autunnali

Pace, prosperità e che la Forza sia con il vostro spirito, miei ventiquattro fantalettori! Ci apprestiamo al passaggio all’inverno, e io sono ancora in tempo per un report delle mie letture fantascientifiche autunnali.

Per il momento parlo di racconti Delos, che sono una garanzia. Ho poi scaricato e letto diversi titoli di altre case editrici (Future Fiction e Zona42) che finiranno in un prossimo resoconto o avranno recensioni a sé.

In questi tre mesi ho letto:

Immersione

Aliette De Bodard, Delos

Un racconto dallo stile elegante e dalla resa suggestiva, dove la relazione non facile tra culture viene interpretata in modo leggiadro e drammatico insieme. Si vede chiaramente che De Bodard sa di cosa parla, questo argomento la tocca e che ha rielaborato in modo incredibilmente creativo e fruttuoso l’enorme difficoltà dell’esule, del migrante, del diverso, da una prospettiva di “integrazione” che non sempre è equa verso entrambe le parti in causa.

Per questi suoi punti di forza, il racconto avrebbe meritato un po’ di spazio in più, proprio come nel caso di “Preghiere di fucine e fornaci”.

Anche leggere e capire De Bodard necessita di un’immersione, e ho trovato frustrante il fatto che appena si inizia a respirare nel suo liquido finisce tutto.

Fratello della nave

Aliette De Bodard, Delos

Anche qui: troppo poco spazio per un racconto comunque tra i migliori letti quest’anno. Le relazioni familiari, la maternità, la gelosia tra fratello e sorella; e insieme il difficile rapporto tra vecchio e nuovo: tra la tradizione, spesso ingiusta e a volte violenta, e il nuovo, magari un po’ confuso, ma portatore di istanze nuovamente umane e ancora sincermente empatiche, per davvero.
E sarebbe quasi un’ingustizia verso la bellezza di tutto questo, se lo raccontassi basandomi sulla trama in sé: il percorso di consapevolezza familiare del fratello umano di un’astronave, raccontato dalla loro madre.

Il racconto fa parte di un corpus più ampio, ed è lo spin-off di un romanzo. La cosa però non pesa assolutamente, se non altro perché è faticoso da capire proprio come tutti gli altri racconti, anche quelli a sé. E questo a causa della scrittura molto condensata di De Bodard, che come ho detto sfida il lettore a immergersi nel suo mondo per poi finire senza permettergli di nuotare oltre.

Qualcuno dica a De Bodard che il detto wildiano del piacere perfetto che deve lasciarti ancora insoddisfatto è solo un detto. Non vale per tutti, io non voglio alzarmi da tavola insoddisfatta, voglio strafogarmi, sennò che vivo a fare.

Rinascita

Ken Liu, Delos

Ken Liu è meno criptico di De Bodard, e in un racconto lungo concede respiro e molti elementi in più per potersi godere il suo mondo. Godere per modo di dire, perché siamo comunque in una distopia dove il famigerato multiculturalismo avviene tra umani ed extraterrestri, tra invasi e invasori; tra una memoria apparentemente cancellabile, ma in realtà inscritta nelle tremule carni, e un popolo di alieni brutali e smemorini, di predicati viventi, la cui cura è peggiore del male e la cui consolazione incredibilmente violenta.

Anche qui: un racconto con dei contenuti, delle suggestioni, dei significati simili non potrebbe essere stato scritto da una persona nata e vissuta comoda. Solo chi percorre faticosamente il ponte dell’incontro tra culture diverse, solo chi è lacerato può lacerare in questo modo.
Non che la fiction e la bravura a volte non facciano miracoli, solo che è molto più difficile che accada senza un sostrato di esperienza vissuta.

Tra parentesi: “Rinascita” mi ha ricordato tantissimo “Sposa di guerra” di Rick Wilber, racconto contenuto nell’eccezionale antologia “Alien Sex”. Curato nel 1990 da Ellen Datlow e pubblicato nel 2003 da Mondadori con traduzione di Nicoletta Vallorani, questo apparente fantasex con la solita aliena tettona in copertina è in realtà una delle più interessanti antologie SF che trattano temi allora attuali, oggi urgenti: la disparità di genere, la dominazione, lo stupro, la difficile relazione e i possibili, dolorosi percorsi da costruire e percorrere.Consiglio a tutti di trovarlo e leggerlo, ci sono racconti che lasciano il segno.

Zinne ne abbiamo?
Zinne ne abbiamo?

Il testo di Ken Liu fa lo stesso affrontando le disparità culturali e da figlio di questi tempi, nei quali alla narrazione si intreccia la rielaborazione emotiva.

Come nascono i bambini

Nancy Kress, Delos

Kress fa una bella operazione di approfondimento, che io amo chiamare “letteratura delle implicazioni”.

Cosa implica la clonazione, sulle persone che se ne servono? E che impatto ha su quelle che la subiscono? E chi è che subisce una clonazione? Cosa succede in una famiglia, in una bambina, quando si entra in contatto con le conseguenze di grandi mutamenti tecnologici, ai quali siamo emotivamente, persino intellettualmente impreparati?

Bello questo modo di lavorare, bello lo sviluppo, bello il racconto e la sua conclusione.

Trentasette centigradi

Lino Aldani, Delos

Il secondo racconto che leggo di Lino Aldani (il primo è stato “Arie di Roma andalusa”) contiene un’intuizione molto vicina a quello che sta succedendo oggi in Italia, dove uno Stato paternalista e ignorante vorrebbe imporci modi e metodi di cura, in un modoirritante almeno quanto lo sono gli ispettori assicurativi che ti misurano la febbre facendoti perdere l’autobus.

“Trentasette centigradi” è un buon racconto, con un italiano retro e un’ambientazione vintage che deliziano. Ma non mi ha entusiasmata e contiene a mio avviso un errore, o comunque un punto interrogativo abbastanza grande, nel finale. Quindi diciamo che a fronte di un’idea interessante e foriera di riflessione, l’intreccio pecca di plausibilità proprio a fronte della stessa idea di base.

SPOILER, per leggerlo seleziona il testo:
il racconto esce nel 1963. La vaccinazione antitetanica in quel periodo non è ancora obbligatoria, tuttavia il concetto di vaccinazione obbligatoria già c’è: (l’antidifterica è obbligatoria dal 1939 e dal 1938 lo è l’antitetanica per i militari), quindi mi riesce molto difficile pensare che in una situazione di “totalitarismo medico”, nella quale è obbligatorio persino misurarsi la febbre, non sia obbligatorio vaccinarsi per il tetano.

Per ora è tutto. Prossime fantaletture dopo Natale. Auguri! 🙂

 

Nicoletta Vallorani: scrittura, fantascienza e città del futuro

Venerdì  18 novembre 2016, nuova trasferta del dodo a Senago.
Per i venerdì con l’autore organizzati dalla biblioteca (il primo con Alan D. Altieri e le guerre del futuro), un venerdì con l’autrice: Nicoletta Vallorani, scrittrice e docente universitaria, con il contrappunto del suo dottorando Daniele Croci, ha raccontato a un pubblico piuttosto attento la sua esperienza di scrittura attraverso vari generi letterari.

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