Festival “Oltre lo specchio” a Milano – “Worlds of Ursula K. Le Guin”, panel con Giulia Abbate

Abbiamo già segnalato la prossima partenza di “Oltre lo specchio – Festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza”, dal 5 al 12 giugno 2019 a Milano.In quei giorni ci saranno una serie di proiezioni, incontri ed eventi in diversi cinema milanesi, tutti dedicati al fantastico, alla fantascienza e a quel che ci passa nel mezzo. [Leggi anche: Oltre lo specchio, un festival di cinema e fantascienza a Milano]

Ci sarà anche una metà del dodo: Giulia Abbate parteciperà alla proiezione del (meraviglioso!) documentario dedicato a Ursula Le Guin “Worlds of Ursula K. Le Guin”, che sarà presentato in anteprima proprio da Oltre lo Specchio.

Worlds of Ursula K. Le Guin Official Trailer from Arwen Curry on Vimeo.

“Worlds of Ursula K. Le Guin” verrà proiettato presso il MIC – Museo interattivo del cinema il giorno 2 giugno 2019 alle ore 19:00. Il documentario è in versione originale con sottotitoli in italiano e dura 68 minuti.
L’ingresso è libero!
A seguire, ci sarà una discussione sul documentario intitolata “Fantascienza femminile singolare“, nella quale parleremo insieme di Ursula Le Guin e di altre autrici significative, coinvolgendo ovviamente il pubblico in un dibattito.

Il panel sarà coordinato da Mariana Marenghi, libraia del bellissimo “Covo della Ladra” che in pochissimo tempo si è imposto come un punto di riferimento per appassionat* milanesi, grazie ai tanti incontri e iniziative di qualità. Parteciperanno Franci Conforti, scrittrice milanese Premio Odissea e finalista Urania, Elisabetta Di Minico, studiosa e autrice del saggio “Il futuro in bilico” dedicato alla distopia, e Giulia Abbate, scrittrice, editor e dodo che vi scrive.

 

Leggi QUI il calendario e i dettagli degli eventi

@ MIC – Museo Interattivo del Cinema, viale Fulvio Testi 121, Milano
Sabato 8 giugno 2019 dalle ore 19:00
Documentario: “Worlds of Ursula K. Le Guin” di Arwen Curry (68′, sott. ita)
Panel: “Fantascienza, singolare femminile”
Con Mariana Marenghi, Franci Conforti, Elisabetta Di Minico, Giulia Abbate
Ingresso libero

Vi aspettiamo per una serata oltre lo specchio, nei mondi di Ursula!

Festival Oltre lo Specchio: le proiezioni
Festival Oltre lo Specchio: gli eventi collaterali

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Scrivere fantascienza bene oggi: il manuale di scrittura!

Giovedì 28 febbraio 2019 esce in libreria il “Manuale di scrittura di fantascienza” scritto da Franco Ricciardiello e da me, Giulia Abbate, per Odoya editore.

Si tratta di un saggio sia teorico che pratico, per dare ad aspiranti autori e autrici di fantascienza delle coordinate valide e metterli in condizione di capire e scrivere fantascienza con cognizione di causa, magari divertendosi anche.
Ci sono schede su libri importanti, consigli di lettura, c’è un metodo pratico per scrivere e ci sono tanti consigli di scrittura creativa applicati specificatamente al genere.

Abbiamo scritto questo manuale perché ci siamo trovati d’accordo sull’idea di unire la mentalità della scrittura creativa e professionale con il genere della fantascienza, cosa che facciamo da molto con incontri, post e conferenze e che abbiamo sintetizzato in questo manuale.
[Leggi ad esempio: DIDATTICA DELLA FANTASCIENZA]

Inoltre, abbiamo sentito il bisogno di riflettere sulla fantascienza qui e ora: in Italia ci sono tantissimi esperti e studi di alto livello, che riguardano più spesso la fantascienza storica e del passato e considerano poco i contemporanei.
Quindi abbiamo cercato di colmare questa lacuna, inserendo nel manuale tante citazioni da titoli contemporanei e italiani, e soprattutto discorsi attuali e necessari come la diversità, il queer, il femminismo, la commistione dei generi, le nuove correnti SF. Non prima di aver fornito una definizione di fantascienza basata sul canone, ma con una chiave interpretativa originale. 

Ecco a voi una parte dell’introduzione del manuale, e più avanti l’indice, per dare un’idea dei contenuti che troverete. Buona lettura!

cover

 

Introduzione – Scrivere fantascienza

I firmly believe that science fiction, far from being and unimportant minor offshoot, in fact represents the main literary tradition of the 20th century.

Sono fermamente convinto che la fantascienza, lungi dall’essere un trascurabile ramo minore, rappresenti di fatto la principale tradizione letteraria del Ventesimo secolo.

J.G. Ballard, Introduzione all’edizione francese di Crash (1973)

Scrivere fantascienza è un’attività che arricchirà sicuramente il tuo percorso di autore e autrice: una sfida intensa e divertente. Ti impegnerà molto, lasciandoti in cambio una “cassetta degli attrezzi” più ricca, funzionale e soprattutto efficace, che potrai utilizzare per qualsiasi altro genere letterario al quale sceglierai di dedicarti successivamente.

Parliamo per diretta esperienza personale.

Io, Franco Ricciardiello, ho iniziato a scrivere fantascienza da adolescente, quando una ragazza suggerì al mio migliore amico, perdutamente appassionato come me, di provare a scrivere qualcosa da inviare a Urania; io, che già coltivavo il segreto desiderio di imitare gli autori che mi facevano sognare, mi dissi “e perché lui sì e io no”? Da quel giorno cominciai a scrivere raccontini per inviarli non solo alla redazione di Urania, battaglia perduta in partenza, ma anche a Galassia, all’Editrice Nord e alle fanzine che stavano per vivere la loro seconda, grande stagione. Per arrivare davvero a pubblicare su Urania sarebbero poi occorsi venti anni…

Io, Giulia Abbate, ho iniziato a scrivere fantascienza quasi per gioco, in una sfida virtuosa con Elena Di Fazio, la mia socia (tuttora) molto più ferrata di me in questo complesso genere letterario. Man mano che scrivevo e che pubblicavo racconti, mi sono accorta che il metodo di creazione e scrittura dei miei mondi “fantascientifici” mi ha arricchita di elementi preziosi: l’abilità di cogliere le implicazioni di aspetti generali della vita sui quali sceglievo di concentrarmi, ad esempio; la capacità di reggere la difficile domanda “e se?” per la durata di un’intera narrazione; e l’attitudine a farmi domande, tante domande, attitudine che ho portato con me non solo nelle altre scritture, ma nella vita di tutti i giorni, che ne è risultata decisamente più ricca, piena di sfumature che prima ero incapace di cogliere.

Per tutte queste ragioni, abbiamo pensato di aprire l’introduzione di questo manuale con un perché: perché scrivere fantascienza?

La nostra risposta è semplice: la fantascienza è forse il genere più difficile da scrivere. Impara a farlo in modo efficace e ogni altro genere, ogni stile, tutto ciò che vorrai scrivere in seguito ti sembrerà molto più facile e rilassante.

Non spaventarti: la fantascienza è anche molto divertente, e ti permetterà di affrontare questioni capitali dell’esistenza in modo anticonvenzionale, giocoso, rischioso, bizzarro, spensierato, eversivo, assolutamente pazzo, o quello che vorrai. Permette margini di libertà che sta a te ridefinire. La fantascienza è uno sguardo obliquo, un occhio alieno che autori e autrici sviluppano naturalmente dopo una serie di buone letture e un ragionevole periodo di apprendimento e pratica.

Abbiamo scritto questo manuale pensando proprio a questo. Vorremmo metterti in condizione di:

  • capire questo genere letterario;
  • imparare la scrittura di fantascienza nelle sue specificità;
  • invogliarti a leggere i romanzi più belli (in assoluto, non solo “più belli tra quelli di fantascienza”!).

Ti daremo un’infarinatura teorica, ti consiglieremo letture mirate e ti proporremo strategie operative, grazie alle quali potrai intraprendere un percorso autonomo… e non vedrai l’ora di cominciare!

Fantascienza: cos’è?

La fantascienza è un genere letterario nato nella seconda metà del Diciannovesimo secolo e sviluppatosi poi nel Ventesimo. Oggi, già quasi nel terzo decennio del secolo successivo, è molto diversa dagli albori e dai suoi decantati fasti novecenteschi; e ci troviamo da molti anni con un problema di definizione che crea discussioni, e a volte contrasti, nel mondo dei e delle fan.

La storia della fantascienza nel Ventesimo secolo porta una pesante eredità: una serie di definizioni teoriche inesatte che ormai fanno parte del senso comune. Esse contribuiscono a confondere sia i lettori, che gli autori stessi, e fanno spesso litigare i fan.

Eppure, questo destino pare scaturire dalla natura di un genere mutevole che malgrado in apparenza racconti del futuro, si fa interprete di istanze legate al presente, e quindi è intrinsecamente soggetto a una sorta di obsolescenza (solo riguardo certi aspetti, per fortuna).
Inoltre, la fantascienza è versatile: una “coperta larga” che può essere usata in molti modi. È davvero stata intesa in accezioni molto diverse, talvolta perfino opposte, e comprende testi che possono sembrare assolutamente agli antipodi.

Facciamo alcuni esempi.
Il viaggio spaziale non è necessario perché possiamo parlare di fantascienza, né da solo è sufficiente a rendere fantascientifica una narrazione. Stesso discorso per gli alieni: non necessari, né sufficienti. Il viaggio nel tempo è sufficiente perché si possa parlare di fantascienza, se se ne prendono in esame i paradossi; ma non è necessario, si può anche raccontare tutt’altro. La fantascienza non è (più) un genere positivista, e le tanto decantate premesse scientifiche dalle quali dovrebbe prendere le mosse non sono affatto necessarie (lo erano nel Diciannovesimo secolo, forse), né invero sufficienti per costituire da sole fantascienza. La speculazione filosofico-esistenziale, che negli ultimi anni sta vivendo una nuova fortuna critica e di pubblico, è necessaria perché si possa parlare di fantascienza, ma non è sufficiente

Continua…

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Manuale di scrittura di fantascienza – SOMMARIO

 

Manuale di scrittura di fantascienza – INDICE delle schede di lettura e dei BOX

INDICE-BOX
Indice dei box e delle schede di lettura

“Manuale di scrittura di fantascienza – Passaporto per l’eternità”

Giulia Abbate e Franco Ricciardiello

Odoya Edizioni

Copertina di Mauro Cremonini

282 pagine – € 18,00 – ISBN 9788862885119

In tutte le librerie da giovedì 28 febbraio

Leggi il comunicato stampa: Scrivere fantascienza bene oggi

“Next-Stream. Visioni di realtà contigue”, Kipple – Prefazione di Giulia Abbate

“Next-Stream. Visioni di realtà contigue” è una raccolta di racconti di autori e autrici italian* che si sono misurati con la fantasia per costruire storie avvincenti, che possano arrivare anche a chi normalmente non legge fantastico e fantascienza.

L’antologia è stata curata dall’editore Kipple e plurivincitore di premi letterari vari, Lukha B. Kremo, e da Giulia Abbate, vostra umile mezza dodo.

Contiene racconti di Alessandra Cristallini, Andrea Pomes, Domenico Mastrapasqua, Francesca Fichera, Franci Conforti, Giovanni de Matteo, Irene Drago, Laura Silvestri, Linda De Santi, Marco Milani, Matt Briar, Sandro Battisti, Stefano Trucco, Valeria Barbera. Con l’introduzione di Kremo e la copertina di Ksenja Laginja, contributi che valgono come due racconti in più.

Ecco qui di seguito la prefazione di Giulia Abbate: riassume un po’ il senso del lavoro fatto insieme, e il bello che c’è dentro questa Next-Stream!

A volte capita all’improvviso. Altre volte è il risultato di una sequenza di avvenimenti e relazioni, un percorso impercettibile che si rivela solo al compimento, e che dopo assume i crismi della necessità.

Capita di trovarsi all’improvviso in mezzo a una rivelazione. Di risvegliarsi in territori sconosciuti e chiedersi che tipo di bussola usare, e dove trovarla.
Capita a molti personaggi nei racconti di questa raccolta: vivono passaggi, irruzioni, epifanie; oppure arrivano alla realtà contigua passo dopo passo, dopo percorsi oscuri, ma intrinsecamente inevitabili.

È capitato anche a me, quando Kremo mi ha chiesto di curare insieme a lui il progetto connettivista della nuova Next Stream.

– Io non sono connettivista – ho risposto.
– Allora sei perfetta – ha detto lui.  – Ho bisogno di mainstream.
– Giusto cielo. Anche io! Dove lo trovo, dove?
– Ok, senti questa allora. Ho bisogno di autrici fantastiche.
– Quelle le trovo. Andata!

La questione femminile è un’altra delle rivelazioni che ti trovi addosso quando inizi a scrivere e a lavorare nell’editoria. Sembra che le femmine scarseggino, in questo aureo mondo. Basta aprire un indice qualsiasi, di un’antologia qualsiasi, per imbattersi in questa penuria di genere.

Era il 2017 quando Pat Cadigan ha affrontato la questione, durante un suo panel tenutosi alla convention del libro fantastico Stranimondi. Io c’ero e l’ho sentita. Ed ecco: un altro passaggio improvviso, un altro colpo rivelatore.

«Non puoi sempre pretendere e ottenere una esatta parità di genere nelle antologie. Io stessa non sono riuscita a essere sempre in un’antologia, perché avevo… avevo mia madre, da curare!
Sono consapevole del fatto che probabilmente si rivolge la call a più donne di quel che poi risulti, perché loro poi non possono esserci. Perché magari sono madri e devono prendersi cura dei loro figli, o hanno la responsabilità della cura dei loro genitori anziani…
Per questi motivi, da parte mia non sono severa, non voglio esattamente il cinquanta per cento di donne e uomini. A volte è semplicemente chiedere troppo.»

A volte è chiedere troppo.

È chiedere troppo che un’antologia possa appianare una discriminazione presente ben prima della selezione editoriale, che determina vite e mentalità, e di conseguenza appare anche negli indici dei libri.
È chiedere troppo che una donna possa dedicare alla scrittura la stessa cura che può infondervi un uomo, a parità di lavoro e di famiglia ma non sempre di tempo davvero libero.
Inoltre, è chiedere troppo che una donna lavori per un’antologia perché è una donna: perché poi allora non ti lamentare che non ci sono abbastanza donne. Magari il tema della raccolta non le interessa, la consegna non è nelle sue corde autoriali, e così via. Le occasioni sono poche, non per questo sono obbligatorie. È ingiusto che anche in questo campo il semplice no sia una risposta che scatena rappresaglie.
Dovrebbero esserci più occasioni per tutt*, e la libertà di prenderle o meno. Punto e basta.

E dovrebbero esserci tutt* coloro che lo vogliono: perché lo vogliono e perché a parità di qualità non ci siano altre disparità che alla radice impediscano di provarci.
Il mio ideale non è il cinquanta per cento di donne e il cinquanta per cento di uomini, tant’è che in questa antologia non va così.
Qui ci sono più donne che uomini. Mi spiace.
Il mio ideale è che appaiano e si trovino in giro più di due generi, tanti generi, diversi, complessi e assolutamente dichiarati e riconoscibili. C’è un concetto che viene spesso ripreso, quando si parla “solo” di uomini e donne e di cosiddette quote rosa: «In un mondo ideale e libero da pregiudizi il genere non si dovrebbe nemmeno notare!» Non è vero, è un sillogismo da tastiera che nega la complessità del mondo: il genere sarà sempre importante, sarà sempre tematizzato e problematizzato, perché saremo sempre noi e ciò che riteniamo davvero importante di noi, per noi. Solo, non dovrà essere giudicato nel suo valore, non dovrà essere soppresso, negato, insultato, ignorato o negletto.
Ci dovranno essere sempre più racconti e libri di persone di tutti i generi possibili. In modo che, da qualche parte, altre persone notino la loro esistenza e si dicano: «allora esisto anche io. Allora posso anche io.» E in modo che altre persone non li notino: magari lo facciano dopo essersi gustati la bellezza di una prosa… lo vedo capitare spesso, alcuni lettori ammettono la loro sorpresa nello scoprire che una certa cosa che hanno letto e gradito è stata scritta da una donna. Un’altra rivelazione, una destabilizzazione, un mondo contiguo nel quale muoversi a piccoli passi cercando nuove bussole.
E torniamo qui: a ciò che mettono in scena tanti racconti di questa raccolta.

Il bello è che noi non avevamo dato indicazioni di merito, tuttavia ci sono arrivate storie incredibilmente affini, adiacenti e correlate, richiamantesi con sincronicità affascinanti.
La realtà contigua è un altrove che è già qui: e l’irruzione del non familiare in un contesto già spiazzante, nel quale i personaggi si muovono attingendo a competenze misteriose, istintive, seguendo pulsioni di vita, confidando nella possibilità di cogliere qualcosa di vero ovunque si trovino a vagare.
Alcuni racconti mettono in scena da subito dei mondi iperreali, fantasmagorici e spalancati nei quali cadiamo senza appigli: Conforti e Fichera usano leggi del reale, la matematica, la musica, per darci delle esplosioni cenestetiche, intense e divertentissime, a loro modo struggenti. I personaggi di De Matteo, Trucco, Battisti, Bryar viaggiano in mondi alterati, forse spostati, nei quali le sensazioni di estraneità e familiarità sono altrettanto forti e le storie sono permeate di significati vicini, troppo vicini, non solo contigui: a vista. Barbera crea rivoli di possibilità, accende e spegne, entra ed esce da scenari paralleli che si autoescludono eppure esistono insieme. Drago dà una precisa collocazione alla sua ambientazione contigua, ma poi ne cambia la cornice, ed ecco che cambia anche il senso.

Un’altra linea narrativa comune è proprio il cambiamento: la mutazione non indolore dei personaggi. De Santi e Silvestri configurano modifiche fisiche strumentali, che poi diventano strutturali: incidono sulle biografie, alterano le sostanze. Mastrapasqua confonde e replica il suo stesso protagonista che non vuole, non può mutare, per non dissolversi. Cristallini e Pomes, con le loro flash novel sparpagliate nell’antologia a separare e riunire gli altri racconti, inseguono pezzo dopo pezzo un cambiamento che forse sarebbe stato meglio evitare.

L’ultimo racconto, quello di Laginja, è in copertina. Anche una sola frase di commento è superflua da parte mia, pensala tu, trova quel che ti serve. Io ci intravedo una luna, è impossibile, eppure eccola lì. Mi fa davvero felice.
E così il lavoro fatto per Next Stream. Non me lo aspettavo, non lo credevo possibile, e invece. A volte un invece capita all’improvviso, altre volte lo si costruisce… altre volte ancora, qualcosa da fuori chiede di agire per farti cambiare, e tu scopri che, giusto cielo, è giusto assecondare quel qualcosa.

Qui dentro ci sono un po’ tutte queste modalità, e anche di più, in storie avvincenti ed emozionanti. Spero che piacciano anche a te che leggi, spero che ti facciano felice, spero che ti accompagnino nelle loro realtà contigue e che ti diano lo slancio per vedere, creare, aprire le tue.

Buone visioni!

maggio 2015 – i post

Lo so, lo so, questo non è un blog di storia. Stiamo mettendo a punto un software che sostituisca i riepiloghi mensili con la previsione dei post del mese prossimo.

Purtroppo i problemi sono molteplici, possiamo lavorarci solo strafatte ma non abbiamo più il fisico (è scappato, era stufo di dover sintetizzare sostanze per una paga da fame).
Inoltre ogni volta che ne mettiamo a punto una versione beta quella si innamora di Paolo Fox e ci scarica prima di farsi caricare.

Vi terremo aggiornati. Ma prevedo guai.

homePrimo post del blog: Fantascienza perché

homeTanto tempo fa, in una galassia lontana lontana… Starcon 2015, Bellaria – Impressioni prive di riflessioni

Recensioni come se piovesse:

homeCrazy friend – io e Philip K. Dick  di Jonathan Lethem

homeDesolation Road  di Ian McDonald

homeL’uomo di Marte  di Andy Weir

 

 

 

 

Colpo di scena: Lezioni Sul Domani è anche un libro. C’è nel menu ma non si vede.
homeLezioni Sul Domani: il Libro

Ti sei rotto le scatole della Fantascienza? Finta di niente e un click in scioltezza sui post di Studio83 di maggio 205. Si parla anche di tanto altro.

Arileggerci, cosmonauti!