L’utopia dell’allunaggio

Ricorre in questi giorni l’anniversario della missione sulla Luna e dell’allunaggio, ovvero della prima discesa (salita?) umana sul suolo lunare.

Gli esseri umani sono atterrati sulla Luna il 20 luglio 1969, all’apice di una gara spaziale tra URSS e Stati Uniti d’America, ispirata dalla guerra fredda.

Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu Neil Armstrong, comandante dell’Apollo 11. L’ultimo fu Eugene Cernan, che durante la missione Apollo 17 camminò sulla Luna il 14 dicembre 1972.

Da Wikipedia

La luna, però, non era certo suolo inesplorato: prima degli astronauti, prima delle sonde pioniere, prima dei progetti spaziali, sulla luna c’era già arrivata la nostra fantasia, spesso intessuta di desideri.

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Ghost in the shell di Mamoru Oshii – Recensione

Quando nel 1999 ho visto Matrix e ho assistito all’epifania commossa dei miei amici/parenti con me in sala… vi dirò: ho alzato un sopracciglio. In pratica, a parte gli effetti speciali davvero belli e Keanu Reeves in media forma, poco mi ha davvero sorpresa.

Perché?

Perché avevo già visto Ghost in the Shell. Tutto qui.

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Stranger Things, gli anni Ottanta e tutto quanto

Ha debuttato lo scorso 15 luglio la serie tv “Stranger Things”, ideata dai Duffer Brothers (Matt e Ross) per la piattaforma Netflix, che si è conclusa con i primi otto episodi in attesa di una seconda stagione nel 2017.

Immaginate Stephen King che incontra X-Files che incontra Carpenter che incontra Spielberg. Sembra una gran figata, vero? E infatti lo è. Immediatamente amata da chiunque sia rimasto sotto gli anni Ottanta, “Stranger Things” sfodera un irresistibile mix di omaggi alla cultura popolare dell’epoca, una sceneggiatura impeccabile e un cast azzeccatissimo, a partire dalla rediviva Winona Ryder, da tempo dimenticata dal cinema e ora passata – come sembra sia di moda a Hollywood anche tra gli attori più popolari – al piccolo schermo.

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