Stranimondi2018: il dodoreport

[Reposted da Studio83]

Sabato 6 e domenica 7 ottobre si è svolta a Milano la quarta edizione di Stranimondi, la convention dedicata alla letteratura fantastica.

Noi  abbiamo partecipato alla convention sin dal primo anno, dandole contributi di diverso tipo [Leggi anche i nostri precedenti report a tema Stranimondi].

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“Le Visionarie” @ Book Pride – 25 marzo 2018 – Report e commento

Domenica 25 marzo il dodo era a spasso al Book Pride, la fiera milanese dell’editoria indipendente.  Ne ho scritto un resoconto piuttosto sbilanciato sull’entusiastico, qui: Studio83 a Book Pride: ecco com’è andata!

Oggi compilo un altro resoconto, che all’entusiasmo per la validità del libro presentato unisce un po’ di sofferenza, per alcuni modi e definizioni con le quali faccio fatica a integrarmi.

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Antologie al femminile: è discriminazione?

Ogni tanto esce qualche nuova antologia. Ogni tanto (più raramente) esce qualche nuova antologia dedicata alla fantascienza delle donne, quindi con racconti scritti esclusivamente da donne.

E ogni tanto (puntualmente) parte la critica: sole donne? Ma questa è discriminazione!

Di solito, a rivolgere questa critica sono per lo più uomini. Ma (più raramente) l’argomentazione è sollevata anche dalle donne e dagli altri cinque sessi tralfamadoriani (sono in incognito qui sulla Terra, quindi questa si tratta di una dodosupposizione per la parità di percentuale).

Dragon Pride by Kaenith – SERIE

Ecco quindi un dodovademecum, ovvero una serie di considerazioni utili a mettere la questione in una prospettiva più ampia. Per aiutare la discussione e facilitare chi non ha ben chiaro cosa sia una discriminazione: il che non è una colpa, ma una ignoranza anche provvidenziale (non sei mai stat* discriminat* e non hai mai assistito a una discriminazione di genere? Evviva, beat* te!) che può essere colmata grazie a una riflessione aperta e onesta.

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Margaret Atwood allo IULM di Milano – Ecco com’è andata!

Mercoledì 6 dicembre Milano ha accolto Margaret Atwood, autrice di fama internazionale, per conferirle il prestigioso premio Raymond Chandler alla carriera e accoglierla nella convention Noir in Festival.

La scrittrice ha ricevuto il premio alle 18:00 presso la Fondazione Feltrinelli dove è stata introdotta dalla scrittrice e intellettuale Chiara Valerio.

Ma… poche ore prima, alle 12:00, Atwood è stata ospite all’Università delle Lingue e Scienze della Comunicazione, ovvero lo IULM, per un incontro con il pubblico presentato da Antonio Scurati, tradotto da Giovanna Sommerman e nel quale è intervenuta Nicoletta Vallorani.

Il dodo era lì!

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Evitandomi la ressa feltrinelliana, sono andata ad ascoltare la lectio nella “Sala dei 146”, dove il tutto esaurito tra le poltroncine non mi ha impedito di trovare un ottimo punto di osservazione su un confortevole scalino a pochi metri dal consesso dei relatori (provocandomi anche una piccola fitta di nostalgia verso la mia vita universitaria, ormai persa nelle nebbie del tempo.)

Parto con il report!

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Starcon 2017, seconda parte: Dodo’s Death Note

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte del nostro reportage dalla Starcon 2017, che si è tenuta a Chianciano lo scorso weekend. Abbiamo parlato dei panel, della giornata di sabato, della premiazione serale e di tutti i contenuti interessanti e le persone che abbiamo incontrato. [Leggi: “Il Dodo all’Italcon: the day after”]

Oggi passiamo alla seconda parte, che abbiamo deciso di scorporare per due motivi: uno, ci sembrava corretto parlare delle cose belle dell’Italcon al netto dei disagi; due, l’articolo era già piuttosto lungo e non volevamo pregiudicarne la leggibilità.

Annoyed Dodo

Ci limiamo quindi gli artigli delle zampe pennute e procediamo a esaminare una serie di questioni piuttosto fastidiose, con una riflessione finale che non vuole essere una critica fine a se stessa, piuttosto un modo per analizzare il presente in vista del futuro. Tra l’altro, è stato comunicato che la prossima Italcon (2018) si terrà all’interno della convention Stranimondi: notizia che non può che farci piacere.

Partiamo con la black list…

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Il DODO all’Italcon: the day after

Il Dodo è rientrato ieri dopo un weekend tra le fresche frasche di Chianciano Terme, dove si è tenuta l’Italcon, convention annuale dedicata alla letteratura fantascientifica e fantastica italiana. L’Italcon fa parte del trio Starcon, che include anche la Sticcon (convention dei fan di Star Trek) e YavinCon (convention di Star Wars).

Quest’anno le manifestazioni sono state slegate fisicamente una dall’altra e si sono tenute in differenti hotel di Chianciano. Noi abbiamo partecipato all’Italcon sia come pubblico che come relatrici.

Eravamo lì, infatti, anche per presentare insieme all’editore Silvio Sosio la collana di fantascienza sociale “Futuro Presente”, che dallo scorso anno curiamo per la casa editrice Delos Digital.

Inoltre, al termine della giornata era prevista la cerimonia di assegnazione del Premio Italia, riconoscimento annuale per romanzi editi, racconti, collane, curatori e altre categorie che operano nel fantastico italiano.

Anche noi eravamo candidate:

Di seguito parleremo dell’Italcon, dei vari panel e della giornata di sabato in generale: abbiamo seguito diverse presentazioni, preso appunti e riporteremo qui quello che ci ha colpite, sipirate, e il succo dei vari incontri ai quali abbiamo assistito.

Ci sono poi altre considerazioni da fare, più generali, e che contengono materiale potenzialmente esplosivo.

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Intervista a Philip K. Dick

Ogni anno, sono in molti a parlarne: il 2 marzo 1982 moriva Philip K. Dick, oggi mostro sacro della letteratura fantascientifica.

I suoi romanzi hanno mostrato un modo “altro” di intendere e vivere la fantascienza, partendo da un’indagine filosofica e non scientifica dei “mondi futuri immaginati”.

Non stiamo qui a ripercorrere vita e opere, di certo lo faranno in tanti e molto più accuratamente.

Noi abbiamo fatto di meglio.

In occasione del trentesimo anniversario dalla sua morte, avvenuta il 2 marzo 1982 a Santa Ana in California, siamo riusciti a incontrare Philip K. Dick e a sottoporgli il nostro format di sei domande, alle quali lo scrittore ha gentilmente risposto.

Studio83: Iniziamo con una domanda scontatissima. Philip, lei è morto da trent’anni: cosa si prova a trovarsi nella sua condizione?

Philip K. Dick: Io sono vivo. Voi siete tutti morti.

S83: Quando era in vita ha faticato molto per farsi conoscere e apprezzare, ma oggi è un autore di culto, amato profondamente da tantissimi lettori e scrittori di fantascienza. Si sente orgoglioso di quello che ha realizzato?

PKD:  Dei sette vizi capitali, l’orgoglio è il peggiore. È la rappresentazione della relazione soggettiva che una persona intrattiene con se stessa. È narcisismo portato all’estremo.

S83: Lo prendiamo per un sì.  Parliamo ora di fantascienza, della sua fantascienza. Ai suoi tempi questo genere letterario non era neppure considerato tale, e anche lei ha ammesso che, almeno all’inizio della carriera, avrebbe voluto sfondare come autore mainstream. Alcuni dei suoi romanzi rispecchiano le richieste del mercato dell’epoca o è sempre riuscito a metterci del proprio? Ci sono opere che rimpiange di aver scritto?

PKD: Dovunque tu vada, ti sarà richiesto di fare cose che ritieni sbagliate. È una condizione costante della vita quella di essere costretti a violare la propria identità. Una volta o l’altra, ogni creatura vivente si trova costretta ad agire così. È l’ultima ombra, la disfatta della creazione. Questa è una maledizione che alimenta tutta la vita. Dappertutto nell’universo.

S83: Un tema che ha affrontato spesso è quello della realtà: cosa è reale, cosa percepiamo come tale, e cosa percepiamo come tale perché così ci viene mostrato. Il mondo e la tecnologia si sono evoluti da allora: pensa che le nuove tecnologie irrotte nella società abbiano modificato il rapporto con la realtà, o abbiano cristallizzato la sua rappresentazione fasulla (per esempio da parte del potere)?

PKD: In questa vita ci mostrano soltanto i trailer. Quando si vive dentro, al sicuro, e si guarda fuori, e il muro è percorso da corrente elettrica e le guardie sono armate, perché mai si dovrebbe pensare alle sofferenze altrui? Quando un certo errore comincia a essere commesso da un bel po’ di persone, allora diviene un errore sociale, uno stile di vita. E in questo particolare stile di vita il motto è: “Sii felice oggi perché domani morirai”; ma s’incomincia a morire ben presto e la felicità è solo un ricordo.

S83: Tiriamo un po’ le somme di tanti anni di carriera e di tanti romanzi scritti. Crede che ci sia un discorso conclusivo, comprensivo di tutte le singole parti, che voleva comunicare al mondo con le sue opere? Cosa si nasconde davvero dietro quello che ha scritto?

PKD: Ognuno ha dei… segreti tecnici. Lei ha i suoi, io ho i miei. Lei deve leggere i miei libri e accettarli per il loro valore nominale, così come io accetto ciò che vedo. Senza chiederle se quello che c’è sotto è autentico, o se è fatto di cavi, stecche e imbottitura di gommapiuma. Non è forse questa la fiducia nella natura delle persone e in ciò che si vede in generale?

S83: Abbiamo iniziato con una domanda scontata, facciamo lo stesso in chiusura. Lei è morto. Cosa può o vuole dirci a proposito dell’esistenza di un qualunque Ubik… a proposito del divino?

PKD: Volevo solo dirti una cosa. Due, al massimo. Primo, che lui, sai di chi parlo, esiste davvero, c’è davvero. Anche se non come l’abbiamo pensato e ne abbiamo fatto esperienza finora… o come riusciremo mai a farlo. E secondo… non può aiutarci più di tanto. Forse un po’. Ma se ne sta a mani vuote; capisce, vuole aiutare. Ci prova, ma… non è così semplice, tutto lì. Non mi chiedere perché. Forse non lo sa nemmeno lui. Forse è perplesso anche lui. Persino dopo tutto il tempo che ha avuto per pensarci su.

 (Philip K. Dick e io a Santa Ana)

Ringraziamo Philip K. Dick per il tempo che ci ha concesso, augurandogli che, al più presto, giunga una Fase Hobart per riportarlo a camminare tra noi.

Un saluto!

cropped-dodocon-banner3.jpgIntervista apparsa originariamete sul blog di Studio83: Intervista a Philip K. Dick

Nicoletta Vallorani: scrittura, fantascienza e città del futuro

Venerdì  18 novembre 2016, nuova trasferta del dodo a Senago.
Per i venerdì con l’autore organizzati dalla biblioteca (il primo con Alan D. Altieri e le guerre del futuro), un venerdì con l’autrice: Nicoletta Vallorani, scrittrice e docente universitaria, con il contrappunto del suo dottorando Daniele Croci, ha raccontato a un pubblico piuttosto attento la sua esperienza di scrittura attraverso vari generi letterari.

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