Corpo cammina con me – Incontro alla Libreria “Il Covo della ladra” per #tempodidonne

[A cura di Giulia Abbate]

Questa mattina sono stata a una presentazione interessante: “Corpo cammina con me – Manipolazioni, trasmutazioni e fantascienze”, con Nicoletta Vallorani, Caterina Mortillaro e Alberto Grandi, condotto da Mariana Marenghi, presso la libreria di quest’ultima: il “Covo della Ladra di libri”, un luogo relativamente nuovo, ma già conosciuto e direi ormai imprescindibile per chi ami leggere e conversare di letture qui a Milano.

Continua a leggere

Annunci

L’utopia dell’allunaggio

Ricorre in questi giorni l’anniversario della missione sulla Luna e dell’allunaggio, ovvero della prima discesa (salita?) umana sul suolo lunare.

Gli esseri umani sono atterrati sulla Luna il 20 luglio 1969, all’apice di una gara spaziale tra URSS e Stati Uniti d’America, ispirata dalla guerra fredda.

Il primo astronauta a camminare sulla superficie lunare fu Neil Armstrong, comandante dell’Apollo 11. L’ultimo fu Eugene Cernan, che durante la missione Apollo 17 camminò sulla Luna il 14 dicembre 1972.

Da Wikipedia

La luna, però, non era certo suolo inesplorato: prima degli astronauti, prima delle sonde pioniere, prima dei progetti spaziali, sulla luna c’era già arrivata la nostra fantasia, spesso intessuta di desideri.

Continua a leggere

Festival “Oltre lo specchio” a Milano – “Worlds of Ursula K. Le Guin”, panel con Giulia Abbate

Abbiamo già segnalato la prossima partenza di “Oltre lo specchio – Festival dell’immaginario fantastico e di fantascienza”, dal 5 al 12 giugno 2019 a Milano.In quei giorni ci saranno una serie di proiezioni, incontri ed eventi in diversi cinema milanesi, tutti dedicati al fantastico, alla fantascienza e a quel che ci passa nel mezzo. [Leggi anche: Oltre lo specchio, un festival di cinema e fantascienza a Milano]

Ci sarà anche una metà del dodo: Giulia Abbate parteciperà alla proiezione del (meraviglioso!) documentario dedicato a Ursula Le Guin “Worlds of Ursula K. Le Guin”, che sarà presentato in anteprima proprio da Oltre lo Specchio.

Worlds of Ursula K. Le Guin Official Trailer from Arwen Curry on Vimeo.

“Worlds of Ursula K. Le Guin” verrà proiettato presso il MIC – Museo interattivo del cinema il giorno 2 giugno 2019 alle ore 19:00. Il documentario è in versione originale con sottotitoli in italiano e dura 68 minuti.
L’ingresso è libero!
A seguire, ci sarà una discussione sul documentario intitolata “Fantascienza femminile singolare“, nella quale parleremo insieme di Ursula Le Guin e di altre autrici significative, coinvolgendo ovviamente il pubblico in un dibattito.

Il panel sarà coordinato da Mariana Marenghi, libraia del bellissimo “Covo della Ladra” che in pochissimo tempo si è imposto come un punto di riferimento per appassionat* milanesi, grazie ai tanti incontri e iniziative di qualità. Parteciperanno Franci Conforti, scrittrice milanese Premio Odissea e finalista Urania, Elisabetta Di Minico, studiosa e autrice del saggio “Il futuro in bilico” dedicato alla distopia, e Giulia Abbate, scrittrice, editor e dodo che vi scrive.

 

Leggi QUI il calendario e i dettagli degli eventi

@ MIC – Museo Interattivo del Cinema, viale Fulvio Testi 121, Milano
Sabato 8 giugno 2019 dalle ore 19:00
Documentario: “Worlds of Ursula K. Le Guin” di Arwen Curry (68′, sott. ita)
Panel: “Fantascienza, singolare femminile”
Con Mariana Marenghi, Franci Conforti, Elisabetta Di Minico, Giulia Abbate
Ingresso libero

Vi aspettiamo per una serata oltre lo specchio, nei mondi di Ursula!

Festival Oltre lo Specchio: le proiezioni
Festival Oltre lo Specchio: gli eventi collaterali

Duecento anni di Frankenstein e sei racconti romantici & gotici su Mary Shelley e il suo Prometeo moderno

L’articolo originale è stato pubblicato in occasione dei duecento anni della prima pubblicazione di “Frankenstein”, per la rubrica “La fantascienza delle donne” di Giulia Abbate e Elena Di Fazio su Andromeda – Rivista di fantascienza – Articolo a cura di Giulia Abbate

Primo

La madre di Mary Shelley era Mary Wollstonecraft, filosofa e scrittrice considerata fondatrice del femminismo liberale.

Donna avventurosa e indipendente, va via di casa dopo un’infanzia segnata dai maltrattamenti del padre alcolista sulla madre e su fratelli e sorelle. Inizia a lavorare per mantenersi, e nel frattempo completa la sua istruzione da autodidatta. Insieme alla sorella Elizabeth e all’amica Fanny Blood, tenta più volte di aprire delle scuole a Londra.

tumblr_mouy8ySoWB1qzw06xo1_1280

Dopo la morte di Fanny a causa di una gravidanza, Mary prosegue il suo percorso pubblicando nel frattempo libelli, articoli, saggi, libri per l’infanzia e traduzioni dei maggiori intellettuali europei suoi contemporanei. Dopo un legame con il pittore Füssli, al quale propone una convivenza inclusiva della moglie di lui (esperimento rifiutato dalla signora Füssli), Mary si sposta a Parigi proprio nel periodo rivoluzionario e vive lì i giorni del Terrore. Ha una figlia, Fanny, dall’avventuriero Imlay, dal quale però Mary si separa: tenta il suicidio a Londra, ma poi si riprende. Si lega al filosofo anarchico Willian Godwin: entrambi sono contrari all’istituzione del matrimonio, quindi portano avanti la loro relazione senza convivere.

Da questo amore, il 30 agosto 1797 nasce Mary Wollstonecraft Godwin, futura “Mary Shelley”. Che però non avrà il dono di conoscere la sua eccezionale madre: Mary Wollstonecraft muore pochi giorni dopo averla data alla luce, per una setticemia.

Vorrei che le donne avessero potere non sugli uomini, ma su loro stesse.”

[Mary Wollstonecraft, da “Rivendicazione dei diritti della donna”, 1792]

Secondo

Anche Mary Wollstonecraft Godwin visse una vita più libera delle sue contemporanee, nella quale combatté per la propria indipendenza e rifiutò le convenzioni imposte al suo genere: a prezzo di ristrettezze, fughe, incomprensioni, fatiche immani e una “perseveranza invincibile”, parole di suo padre.

66a7bcd1b16abe73fce257f4a7aa6a27

Cresciuta con una matrigna che non l’amava, interiorizza comunque le convinzioni antimatrimoniali e anticonvenzionali di suo padre. Cresce in casa di amici di Godwin, radicali a loro volta, e quando diciassettenne incontra il poeta Percy Shelley, si lega a lui (con un giuramento, si racconta, di fronte alla tomba di Mary Wollstonecraft) in un amore che segnerà la vita di entrambi e terminerà solo alla morte dell’uomo, in mare, nel 1822.

Secondo una leggenda, il poeta viene cremato, ma il suo cuore brucia solo in parte e verrà consegnato proprio a Mary: lei lo custodirà insieme alle ciocche dei tre figlioletti morti bimbi, e al poema inedito “Adonis”. Il tutto è ritrovato dopo la sua morte da Percy Florence, il quarto figlio di Mary e unico rimasto in vita, che le resta accanto e la assiste con amore insieme alla moglie. E che vorrà il cuore di suo padre sepolto nella propria stessa tomba.

Terzo

La vita di Mary è segnata dalla perdita dei suoi bambini nati e non nati. Nel suo diario, in un periodo di poco precedente alla stesura di Frankenstein, Mary racconta di un sogno: in esso, riesce a riportare in vita la sua prima figlioletta Clara, morta poco dopo la nascita, riscaldandone il corpicino senza vita.

E in un articolo circostanziato e convincente, la giornalista Ruth Franklin mette in relazione Frankenstein con il fatto che, negli stessi anni in cui fu composto, pubblicato e poi di nuovo revisionato, Mary ha a che fare con la maternità e con il lutto: nel 1815 perde Clara, e con quella ferita si prende cura del secondogenito William proprio nei giorni svizzeri in cui compone Frankenstein e nei quali dà alla luce Clara Everina. Entrambi i bimbi morranno di malattia nel giro di pochi anni: prima della seconda edizione di Frankenstein del 1831 a Mary resta solo il piccolo Percy Florence.

9a3643374ad7fcff7801eeba980cd602--mary-shelley-frankenstein

Franklin trova diverse corrispondenze a sostegno di questa lettura “maternale” di Frankenstein, già affrontata da altr*. Ad esempio: nel romanzo alcuni termini come labor, travaglio, indicano anche la nascita della creatura. E William è anche il nome di un personaggio del libro, la prima vittima della creatura: un bambino.

Frankenstein non è solo la trovata letteraria di una figlia del proprio tempo, presa dallo straniamento e dal timore di fronte al progredire della scienza. Non è esclusivamente monito alla superbia umana che si vuole sostituire a Dio, ma è anche il canto stanco di una donna cresciuta nel lutto. Il tema del ritorno alla vita, così inquietante e grottesco, diviene forse tentativo di guargione: Mary è capace di avere bambini, ma le muoiono uno dopo l’altro – questa vitalità che svanisce in fretta, crudele.

[Da “Mary Shelley: la morte per compagna (e la vita come aspirazione)” di Alessia Ghisi Migliari su Psicolab]

MS09Family3REVISE

Quarto

Le circostanze della nascita del romanzo Frankenstein sono universalmente note.

“Nell’estate del 1816 visitammo la Svizzera e diventammo amici di Lord Byron […] Ma quella si rivelò un’estate umida e inclemente, e una pioggia che non finiva mai ci confinava spesso in casa per giorni.”

Mary Wollstonecraft Shelley, insieme a Percy Shelley, Lord Byron, Claire Clermont, James Polidori, gruppo di amici uniti da relazioni liquide che oggi chiameremmo forse poliamorose, iniziano su proposta di Byron un gioco letterario: ognuno di loro avrebbe dovuto scrivere una storia di fantasmi.

Proprio il 1816 è ricordato negli annali come “l’anno senza estate”: tre grandi eruzioni (nei Caraibi 1812, Filippine 1814, Indonesia 1815) hanno un forte impatto sul clima terrestre a causa del denso strato di ceneri riversate nell’atmosfera, che abbassa la temperatura globale e smorza l’azione della luce del sole, già tenue proprio in quel periodo incluso nel Minimo di Dalton.

È un po’ ingiusto dare alla pioggia il merito della nascita di Frankenstein, come fa Chiara Valerio nella sua lettura comunque appassionata e appassionante. Dopotutto, la scrittura fu una scelta precisa: con la pioggia e un gruppo di poliamore le possibilità alternative di impiegare il tempo erano praticamente infinite.

MS07Byron

Quinto

Mary sfrutta al meglio le suggestioni datele dagli inquietanti sviluppi del galvanismo: proprio in quegli anni, medici come Giovanni Aldini, allievo proprio di Luigi Galvani, sperimentavano l’elettricità sui cadaveri pubblicando poi articoli e resoconti entusiastici.

Frankenstein, il Prometeo moderno, non è la creatura, ma il dottore: Viktor, colpevole di ubris e nonostante tutto compianto dalla sua creatura, che sceglie di uccidersi solo dopo averne provocato e poi pianto la morte. Viktor Frantenstein (che si presenta come esperto anche di sartoria, non dimentichiamolo!) è preclaro allievo dell’Università di Ingolstad, quella che sforna anche il Faust di Christopher Marlowe. Viktor è anche un figlio che non accetta la morte di sua madre, e che da lì fa scaturire la sua ubris, inconcepibile da mente di uomo – ma di donna sì: di Mary.

Viktor è il Prometeo moderno, è l’ennesimo Prometeo dell’immaginazione occidentale: un simbolo ambivalente, un cristo malfattore, un titano benefattore, un trasgressore delle leggi divine, un portatore di fuoco punito con lo sventramento e il rappezzamento quotidiano. Rappresenta anche la creatività poetica e l’irriducibile ribellione al potere.

Titano! Ai quali occhi immortali

Le sofferenze terrene

Apparivano nella loro triste realtà,

e non in disprezzo come ad altri Divini;

Quale fu la ricompensa per questa tua pietà?

Solo una silenziosa e profonda sofferenza; […]

Come te, l’Uomo è in parte divino,

Un fiume tormentato ma con una fonte pura;

Ed in parte, egli può prevedere il suo futuro […]

e sa trionfare in ogni sua sfida,

Facendo della Morte una vera Vittoria.

[da “Prometeo”, Lord Byron, 1816, traduzione di Paolo Rolleri]

MS08Frankenstein RGB

Sesto

La notte di Villa Diodati resta comunque un pilastro della letteratura che verrà.

La creatura di Frankenstein è un personaggio capitale che verrà ripreso in innumerevoli altre opere. Frankenstein è un classico dell’orrore, un pilastro del gotico, un padre del weird, narrato in forma epistolare secondo la tradizione ottocentasca, ma con tre punti di vista contenuti l’uno nell’altro in scatole cinesi. Inutile specificare che è ormai ritenuto dai più come uno dei romanzi fondanti della letteratura fantascientifica.

Dalla sfida letteraria di Villa Diodati ha origine un altro personaggio imprescindibile: John Polidori infatti dà vita al Vampiro, che servirà anche a Bram Stoker nell’elaborazione del suo Conte Dracula.

Interessante notare come sia Polidori che Shelley stessa soffrirono di problemi di attribuzione delle loro opere. Polidori, giovane e timido medico del ben più famoso e fascinoso Lord Byron, vide cadere sotto l’ombra del compagno anche la propria creazione. E Mary Shelley… beh, Mary Shelley era donna, ventenne, compagna di un poeta affermato: per molto tempo la critica e il pubblico faticarono a credere che Frankenstein fosse davvero farina del suo sacco, e persino oggi si mette molto in risalto il fatto che Mary ebbe in sogno l’idea iniziale del romanzo e che fu incoraggiata dagli altri a svilupparla. “Un’opera eccellente per un uomo, ma addirittura straordinaria per una donna” uno dei commenti più lunsighieri del tempo. Tanto per dire.

Ciò detto, Mary riuscì a mantenersi per il resto della sua vita grazie alla sua scrittura e alla sua… non scrittura. Con i proventi dei suoi testi aiutò finanziariamente anche suo padre. E garantì il benessere del suo amato Percy Florence mediante un accordo con Timoty Shelley, nonno del ragazzo: la condizione era che lei evitasse di scrivere la biografia di Percy Shelley. Mary accettò e tenne fede a quell’impegno per sempre. Trovò pure il tempo di aiutare un’amica scrittrice, che pubblicava con pseudonimo maschile, a coronare positivamente una fuga d’amore con la sua compagna. E dopo Frankestein pubblicò molto altro: romanzi come “L’ultimo uomo”, forse uno dei primi survival fantascientifici (prima traduzione italiana: 1996. Tanto per dire); pezzi per enciclopedie e per riviste femminili; curatele, tra le quali quella delle poesie (almeno) di Percy Shelley.

Nel frattempo, tutti i partecipanti alla sfida di Villa Diodati erano morti giovani e tragicamente. Mary si spense per ultima più tardi: a cinquantaquattro anni, presumibilmente per un tumore al cervello. Ferita e indomita, nubile e libera, come sua madre.

E nella Storia.

MS14Legacy RGB

FONTI consultabili online:

IMMAGINI

“Mary Shelley, an illustrated Biography” by Derek Marks

http://www.derekmarks.net/mary-shelley-an-illustrated-biography/6sen4s7mfa40jzr20rc3l90v1hhiuh

TESTI E CITAZIONI

“Was ‘Frankenstein’ Really About Childbirth?” by Ruth Franklin

https://newrepublic.com/article/101435/mary-shelley-frankenstein-godwin-bodleian-oxford

Mary Shelley: la morte per compagna (e la vita come aspirazione) di Alessia

http://www.psicolab.net/2007/mary-shelley-la-morte-per-compagna-e-la-vita-come-aspirazione/

Mary Shelley, la vera storia dell’autrice di Frankenstein

https://www.robadadonne.it/552/mary-shelley-la-vera-storia-dell-autrice-di-frankestein/

8 cose su Frankenstein

https://www.ilpost.it/2016/06/16/frankenstein-mary-shelley

Chiara Valerio racconta Frankenstein di Mary Shelley

https://www.illibraio.it/frankenstein-mary-shelley-490360/

La figura di Prometeo nelle letterature moderne

http://www.rivistazetesis.it/prometeo.htm

Prometeo di Lord Byron, traduzione di Paolo Rolleri

http://www.prtanslations.com/it_IT/2018/01/11/prometeo-lord-byron/

Prometeo di Lord Byron, traduzione di Corrado Aiello

11 marzo: buon compleanno mr. Frankenstein

http://www.telesanterno.com/11-marzo-buon-compleanno-mr-frankenstein-0311.html

Shelley’s ghosth: reshaping the image of a literary family

http://shelleysghost.bodleian.ox.ac.uk/

Scrivere fantascienza bene oggi: il manuale di scrittura!

Giovedì 28 febbraio 2019 esce in libreria il “Manuale di scrittura di fantascienza” scritto da Franco Ricciardiello e da me, Giulia Abbate, per Odoya editore.

Si tratta di un saggio sia teorico che pratico, per dare ad aspiranti autori e autrici di fantascienza delle coordinate valide e metterli in condizione di capire e scrivere fantascienza con cognizione di causa, magari divertendosi anche.
Ci sono schede su libri importanti, consigli di lettura, c’è un metodo pratico per scrivere e ci sono tanti consigli di scrittura creativa applicati specificatamente al genere.

Abbiamo scritto questo manuale perché ci siamo trovati d’accordo sull’idea di unire la mentalità della scrittura creativa e professionale con il genere della fantascienza, cosa che facciamo da molto con incontri, post e conferenze e che abbiamo sintetizzato in questo manuale.
[Leggi ad esempio: DIDATTICA DELLA FANTASCIENZA]

Inoltre, abbiamo sentito il bisogno di riflettere sulla fantascienza qui e ora: in Italia ci sono tantissimi esperti e studi di alto livello, che riguardano più spesso la fantascienza storica e del passato e considerano poco i contemporanei.
Quindi abbiamo cercato di colmare questa lacuna, inserendo nel manuale tante citazioni da titoli contemporanei e italiani, e soprattutto discorsi attuali e necessari come la diversità, il queer, il femminismo, la commistione dei generi, le nuove correnti SF. Non prima di aver fornito una definizione di fantascienza basata sul canone, ma con una chiave interpretativa originale. 

Ecco a voi una parte dell’introduzione del manuale, e più avanti l’indice, per dare un’idea dei contenuti che troverete. Buona lettura!

cover

 

Introduzione – Scrivere fantascienza

I firmly believe that science fiction, far from being and unimportant minor offshoot, in fact represents the main literary tradition of the 20th century.

Sono fermamente convinto che la fantascienza, lungi dall’essere un trascurabile ramo minore, rappresenti di fatto la principale tradizione letteraria del Ventesimo secolo.

J.G. Ballard, Introduzione all’edizione francese di Crash (1973)

Scrivere fantascienza è un’attività che arricchirà sicuramente il tuo percorso di autore e autrice: una sfida intensa e divertente. Ti impegnerà molto, lasciandoti in cambio una “cassetta degli attrezzi” più ricca, funzionale e soprattutto efficace, che potrai utilizzare per qualsiasi altro genere letterario al quale sceglierai di dedicarti successivamente.

Parliamo per diretta esperienza personale.

Io, Franco Ricciardiello, ho iniziato a scrivere fantascienza da adolescente, quando una ragazza suggerì al mio migliore amico, perdutamente appassionato come me, di provare a scrivere qualcosa da inviare a Urania; io, che già coltivavo il segreto desiderio di imitare gli autori che mi facevano sognare, mi dissi “e perché lui sì e io no”? Da quel giorno cominciai a scrivere raccontini per inviarli non solo alla redazione di Urania, battaglia perduta in partenza, ma anche a Galassia, all’Editrice Nord e alle fanzine che stavano per vivere la loro seconda, grande stagione. Per arrivare davvero a pubblicare su Urania sarebbero poi occorsi venti anni…

Io, Giulia Abbate, ho iniziato a scrivere fantascienza quasi per gioco, in una sfida virtuosa con Elena Di Fazio, la mia socia (tuttora) molto più ferrata di me in questo complesso genere letterario. Man mano che scrivevo e che pubblicavo racconti, mi sono accorta che il metodo di creazione e scrittura dei miei mondi “fantascientifici” mi ha arricchita di elementi preziosi: l’abilità di cogliere le implicazioni di aspetti generali della vita sui quali sceglievo di concentrarmi, ad esempio; la capacità di reggere la difficile domanda “e se?” per la durata di un’intera narrazione; e l’attitudine a farmi domande, tante domande, attitudine che ho portato con me non solo nelle altre scritture, ma nella vita di tutti i giorni, che ne è risultata decisamente più ricca, piena di sfumature che prima ero incapace di cogliere.

Per tutte queste ragioni, abbiamo pensato di aprire l’introduzione di questo manuale con un perché: perché scrivere fantascienza?

La nostra risposta è semplice: la fantascienza è forse il genere più difficile da scrivere. Impara a farlo in modo efficace e ogni altro genere, ogni stile, tutto ciò che vorrai scrivere in seguito ti sembrerà molto più facile e rilassante.

Non spaventarti: la fantascienza è anche molto divertente, e ti permetterà di affrontare questioni capitali dell’esistenza in modo anticonvenzionale, giocoso, rischioso, bizzarro, spensierato, eversivo, assolutamente pazzo, o quello che vorrai. Permette margini di libertà che sta a te ridefinire. La fantascienza è uno sguardo obliquo, un occhio alieno che autori e autrici sviluppano naturalmente dopo una serie di buone letture e un ragionevole periodo di apprendimento e pratica.

Abbiamo scritto questo manuale pensando proprio a questo. Vorremmo metterti in condizione di:

  • capire questo genere letterario;
  • imparare la scrittura di fantascienza nelle sue specificità;
  • invogliarti a leggere i romanzi più belli (in assoluto, non solo “più belli tra quelli di fantascienza”!).

Ti daremo un’infarinatura teorica, ti consiglieremo letture mirate e ti proporremo strategie operative, grazie alle quali potrai intraprendere un percorso autonomo… e non vedrai l’ora di cominciare!

Fantascienza: cos’è?

La fantascienza è un genere letterario nato nella seconda metà del Diciannovesimo secolo e sviluppatosi poi nel Ventesimo. Oggi, già quasi nel terzo decennio del secolo successivo, è molto diversa dagli albori e dai suoi decantati fasti novecenteschi; e ci troviamo da molti anni con un problema di definizione che crea discussioni, e a volte contrasti, nel mondo dei e delle fan.

La storia della fantascienza nel Ventesimo secolo porta una pesante eredità: una serie di definizioni teoriche inesatte che ormai fanno parte del senso comune. Esse contribuiscono a confondere sia i lettori, che gli autori stessi, e fanno spesso litigare i fan.

Eppure, questo destino pare scaturire dalla natura di un genere mutevole che malgrado in apparenza racconti del futuro, si fa interprete di istanze legate al presente, e quindi è intrinsecamente soggetto a una sorta di obsolescenza (solo riguardo certi aspetti, per fortuna).
Inoltre, la fantascienza è versatile: una “coperta larga” che può essere usata in molti modi. È davvero stata intesa in accezioni molto diverse, talvolta perfino opposte, e comprende testi che possono sembrare assolutamente agli antipodi.

Facciamo alcuni esempi.
Il viaggio spaziale non è necessario perché possiamo parlare di fantascienza, né da solo è sufficiente a rendere fantascientifica una narrazione. Stesso discorso per gli alieni: non necessari, né sufficienti. Il viaggio nel tempo è sufficiente perché si possa parlare di fantascienza, se se ne prendono in esame i paradossi; ma non è necessario, si può anche raccontare tutt’altro. La fantascienza non è (più) un genere positivista, e le tanto decantate premesse scientifiche dalle quali dovrebbe prendere le mosse non sono affatto necessarie (lo erano nel Diciannovesimo secolo, forse), né invero sufficienti per costituire da sole fantascienza. La speculazione filosofico-esistenziale, che negli ultimi anni sta vivendo una nuova fortuna critica e di pubblico, è necessaria perché si possa parlare di fantascienza, ma non è sufficiente

Continua…

back

Manuale di scrittura di fantascienza – SOMMARIO

 

Manuale di scrittura di fantascienza – INDICE delle schede di lettura e dei BOX

INDICE-BOX
Indice dei box e delle schede di lettura

“Manuale di scrittura di fantascienza – Passaporto per l’eternità”

Giulia Abbate e Franco Ricciardiello

Odoya Edizioni

Copertina di Mauro Cremonini

282 pagine – € 18,00 – ISBN 9788862885119

In tutte le librerie da giovedì 28 febbraio

Leggi il comunicato stampa: Scrivere fantascienza bene oggi