Scritti dalla città mondo: traiettorie celesti – La fantascienza cinese in Italia – Report

Il 18 novembre 2017 sono stata una bella presentazione nell’ambito della manifestazione Milanese Bookcity: la conferenza dal titolo “Scritti dalla città mondo: traiettorie celesti – La fantascienza cinese in Italia”.

by YUE MINJUN

Conducevano il dibattito Francesco Verso, scrittore ed editore Future Fiction; Alessandra  Lavagnino, docente di Lingua e di Cultura Cinese dell’Università di Milano e Direttora dell’Istituto Confucio; il noto critico e saggista Carlo Pagetti. Era attesa anche la partecipazione di Darko Suvin, critico assurto ormai a guru, ma per problemi di salute non è potuto essere presente.

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Margaret Atwood allo IULM di Milano – Ecco com’è andata!

Mercoledì 6 dicembre Milano ha accolto Margaret Atwood, autrice di fama internazionale, per conferirle il prestigioso premio Raymond Chandler alla carriera e accoglierla nella convention Noir in Festival.

La scrittrice ha ricevuto il premio alle 18:00 presso la Fondazione Feltrinelli dove è stata introdotta dalla scrittrice e intellettuale Chiara Valerio.

Ma… poche ore prima, alle 12:00, Atwood è stata ospite all’Università delle Lingue e Scienze della Comunicazione, ovvero lo IULM, per un incontro con il pubblico presentato da Antonio Scurati, tradotto da Giovanna Sommerman e nel quale è intervenuta Nicoletta Vallorani.

Il dodo era lì!

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Evitandomi la ressa feltrinelliana, sono andata ad ascoltare la lectio nella “Sala dei 146”, dove il tutto esaurito tra le poltroncine non mi ha impedito di trovare un ottimo punto di osservazione su un confortevole scalino a pochi metri dal consesso dei relatori (provocandomi anche una piccola fitta di nostalgia verso la mia vita universitaria, ormai persa nelle nebbie del tempo.)

Parto con il report!

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Starcon 2017, seconda parte: Dodo’s Death Note

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte del nostro reportage dalla Starcon 2017, che si è tenuta a Chianciano lo scorso weekend. Abbiamo parlato dei panel, della giornata di sabato, della premiazione serale e di tutti i contenuti interessanti e le persone che abbiamo incontrato. [Leggi: “Il Dodo all’Italcon: the day after”]

Oggi passiamo alla seconda parte, che abbiamo deciso di scorporare per due motivi: uno, ci sembrava corretto parlare delle cose belle dell’Italcon al netto dei disagi; due, l’articolo era già piuttosto lungo e non volevamo pregiudicarne la leggibilità.

Annoyed Dodo

Ci limiamo quindi gli artigli delle zampe pennute e procediamo a esaminare una serie di questioni piuttosto fastidiose, con una riflessione finale che non vuole essere una critica fine a se stessa, piuttosto un modo per analizzare il presente in vista del futuro. Tra l’altro, è stato comunicato che la prossima Italcon (2018) si terrà all’interno della convention Stranimondi: notizia che non può che farci piacere.

Partiamo con la black list…

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Il DODO all’Italcon: the day after

Il Dodo è rientrato ieri dopo un weekend tra le fresche frasche di Chianciano Terme, dove si è tenuta l’Italcon, convention annuale dedicata alla letteratura fantascientifica e fantastica italiana. L’Italcon fa parte del trio Starcon, che include anche la Sticcon (convention dei fan di Star Trek) e YavinCon (convention di Star Wars).

Quest’anno le manifestazioni sono state slegate fisicamente una dall’altra e si sono tenute in differenti hotel di Chianciano. Noi abbiamo partecipato all’Italcon sia come pubblico che come relatrici.

Eravamo lì, infatti, anche per presentare insieme all’editore Silvio Sosio la collana di fantascienza sociale “Futuro Presente”, che dallo scorso anno curiamo per la casa editrice Delos Digital.

Inoltre, al termine della giornata era prevista la cerimonia di assegnazione del Premio Italia, riconoscimento annuale per romanzi editi, racconti, collane, curatori e altre categorie che operano nel fantastico italiano.

Anche noi eravamo candidate:

Di seguito parleremo dell’Italcon, dei vari panel e della giornata di sabato in generale: abbiamo seguito diverse presentazioni, preso appunti e riporteremo qui quello che ci ha colpite, sipirate, e il succo dei vari incontri ai quali abbiamo assistito.

Ci sono poi altre considerazioni da fare, più generali, e che contengono materiale potenzialmente esplosivo.

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Premio Italia: fase finale!

Venerdì scorso sono stati annunciati i finalisti del Premio Italia su fantascienza.com (qui l’articolo), e con grande, infinita gioia abbiamo scoperto di essere in finale in ben quattro categorie:

Romanzo di autore italiano – Fantascienza: con Nelson di Giulia Abbate (Delos Digital)

Collana: con Futuro Presente, curata da Elena Di Fazio e Giulia Abbate (Delos Digital)

Articolo su pubblicazione amatoriale: con “La fantascienza è delle donne – Panel Stranimondi 2016” di Giulia Abbate, pubblicato su lezionisuldomani.wordpress.com

Antologia di uno o più autori italiani: con “Oltre Venere“, curata da Gian Filippo Pizzo (AAVV, Edizioni Della Vigna)

Inizia adesso la fase finale della votazione, in cui gli aventi diritto (circa duemila!) sono chiamati a indicare un solo nome o titolo per categoria.

I vincitori saranno annunciati alla premiazione ufficiale durante l’Italcon, che si terrà a Chianciano dal 25 al 28 maggio prossimo.

Per prima cosa, in bocca al lupo a tutt*, finalisti e finaliste, compagn* di viaggio in questa bellissima avventura. Il Premio Italia sarà soprattutto una splendida occasione per conoscersi o rivedersi nel contesto dell’Italcon.

Per chi volesse sostenerci votandoci nelle varie categorie, di seguito elenchiamo i nostri suggerimenti, accompagnando il tutto con un GRAZIE a chi finora ci ha dato fiducia e ci ha aiutato ad arrivare in finale: un risultato che ci commuove e ci ripaga di tanto lavoro svolto negli ultimi anni.
Happy Dodo! 🙂

COLLANA

Collana: Futuro Presente, Delos Digital

“Futuro Presente” è una collana che curiamo per Delos Digital e che ha un tema specifico: la fantascienza sociale, la proiezione del presente nel futuro per darne una rilettura critica, facendo ciò che la fantascienza sa fare meglio di qualunque altro genere letterario, ovvero porre domande. Abbiamo selezionato, editato e promosso titoli di autori ricchi di idee, alcuni dei quali nientedimeno che Premi Urania!

E non è tutto: in puro stile dodo – alias – Studio83, abbiamo risposto a tutti gli autori, anche quelli che non abbiamo scelto per la pubblicazione, con una scheda di valutazione del loro racconto. Per ringraziarli di averci mandato i loro lavori, per aiutarli nella loro strada espressiva, per lasciar loro qualcosa, comunque, dall’esperienza di Futuro Presente. Molti di loro hanno poi rimesso mano ai racconti e ce li hanno rimandati. Alcuni ci hanno convinte e li abbiamo pubblicati! Insomma, un grandissimo lavoro di scouting e selezione per la miglior fantascienza possibile e per crescere insieme.

Qui potete trovare tutti i titoli di Futuro Presente usciti finora, per farvi un’idea più precisa della collana e delle sue finalità 🙂

La selezione dei racconti è ancora in corso, è sempre in corso! Qui il regolamento con le caratteristiche richieste per i testi.

ROMANZO DI AUTORE ITALIANO – FANTASCIENZA

Nelson“, Giulia Abbate, Delos Digital

Un romanzo di storia, fantastoria, amore, pirati e viaggi nel tempo. Arrivato in finale unicamente grazie ai voti dei lettori e dei sostenitori e senza nessun appoggio “ufficiale” alle spalle. Grazie!

Un romanzo di mare coniugato al genere fantascientifico: il protagonista è Claude Anthony Nelson, ammiraglio a capo di una flotta corsara della Marina Britannica all’inizio del Seicento.
Ma il tempo in cui vive Nelson è diverso da quello che conosciamo: sono infatti giunti dalle Epoche Future uomini e donne che hanno portato con sé conoscenze e tecnologie del domani e hanno sconvolto la Storia, modificando l’ordine politico mondiale.
Un giorno, a bordo della nave di Nelson viene portata la giovane Pearl Lorna Shelley: una donna dall’identità misteriosa che Nelson è deciso a scoprire.

Ecco l’incipit del romanzo:

Lì nell’abisso, il mare era ancora blu. Il vento increspava la superficie dell’acqua e gradazioni sempre nuove di colore si infrangevano in creste di schiuma argentea sul bagnasciuga della nave.

Claude Nelson osservava quei colori netti e pensava alla definizione di “blu oltremare”: era il colore profondo, ancora puro, che apparteneva a un mondo di oceani lontani dalla terra brulicante di compromessi, e dai mari chiusi delle acque commerciali, sporche, macchiate di pece e di rifiuti liquefatti.

Sotto i miei piedi ci sono ancora conchiglie.

Sotto i suoi piedi, sotto la massa oceanica, esistevano a milioni, gusci a spirale che proteggevano le vite ripiegate al loro interno, resistevano all’incommensurabile pressione dell’oltremare.

Resistono ancora. Non verranno pescate tutte.

Qualcuno chiamò: “Mio Commodoro.”

Qui la recensione del romanzo, firmata da una delle due metà del dodo, ovvero Elena Di Fazio: Nelson – Recensione

ARTICOLO SU PUBBLICAZIONE AMATORIALE

La fantascienza è delle donne – Panel Stranimondi 2016 di Giulia Abbate, lezionisuldomani.wordpress.com

Si tratta del bellissimo reportage scritto da Giulia Abbate sul panel “La fantascienza è delle donne”, che si è tenuto alla convention Stranimondi a Milano lo scorso autunno.

Tricia Sullivan, Nicoletta Vallorani, Giulia Iannuzzi ed Emanuela Valentini sono intervenute parlando di un tema specifico: la presenza delle donne nella fantascienza. Cosa significa essere donna in questo settore? Quali idee e tematiche può portare l’approccio femminile al genere?

 

Per quanto riguarda le altre categorie, ce ne sono quattro che vorremmo segnalare comunque:

Romanzo di autore italiano – Fantasy:

“Asad e il segreto dell’acqua”, Alberto Cola, Piemme

Si tratta di un bellissimo romanzo per ragazzi pubblicato da Piemme nella storica collana del Battello a Vapore (alzi la mano chi è cresciuto leggendo i loro libri! ❤ ).

È inoltre una pubblicazione ad alta leggibilità, adatta anche a bambini con DSA, illustrata dal bravissimo Madrigal.

Rivista o sito web non professionale:

Andromeda, http://andromedasf.altervista.org/

Andromeda è una rivista che seguiamo con grande interesse, ricca di spunti e tematiche, che offre tanti approfondimenti, recensioni e articoli. Li segnaliamo con piacere perché apprezziamo il loro lavoro, come appassionate e lettrici di fantascienza in primis: inoltre, la nostra Giulia Abbate è da poco entrata a far parte dei collaboratori della rivista!

Curatore

Gian Filippo Pizzo

Il grande Gian Filippo Pizzo, con cui abbiamo lavorato e che ha curato diverse antologie a cui abbiamo partecipato anche noi, come “Oltre Venere”, e che è in finale anche con l’antologia di fanta-arte “Continuum Hopper”, curata insieme a Luca Ortino e Roberto Chiavini.

Il mio scopo principale è quello di arrivare al lettore generico e convincerlo che la fantascienza non è poi quella cosa strana e fuori dal mondo che ci viene presentata da cinema e televisione ma può essere una lettura seria e stimolante. Per questo motivo propongo le mie antologie in prima istanza a editori generalisti e scelgo argomenti di interesse generale, che possano attrarre un pubblico più vasto e allo stesso tempo presentare diversi punti di vista su quell’argomento.

Da “Gian Filippo Pizzo… e le fantantologie”, intervista a G.F. Pizzo di Filippo Radogna su La Zona Morta

Traduttore

Roberto Chiavini

Un traduttore versatile e affidabile, che è anche una garanzia sulla qualità dei testi: li sceglie molto bene ed è anche un saggista pluripremiato.

Proprio Chiavini ha tradotto la bella antologia che ha portato Stanley Weinbaum in Italia: Volo su Titano, recensito anche dal dodo. E ha tradotto anche pulp, western e l’horror caraibico del Reverendo Whitehead, anch’esso in finale al Premio Italia come miglior testo internazionale.

Tradurre racconti e romanzi così datati è un’esperienza affascinante, che però mi consente di scrivere in un italiano più “arcaico” o “arcaicizzante”, che è molto più nelle mie corde di quello contemporaneo.

Da “Roberto Chiavini: professione traduttore” su Thrillermagazine.it

Qui l’elenco completo dei finalisti sul sito della World SF Italia.

Scegliere tra i tanti titoli e artisti proposti è davvero arduo, perché in ogni categoria ci sono più candidature eccellenti! Rinnoviamo quindi il nostro in bocca al lupo a tutt*, ci si vede a Chianciano per tanti, tanti brindisi! ❤

E alla ciurma che voterà dodo, una razione di grog assicurata.

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne – I nostri post a tema

Oggi è il 25 novembre, e oltre a essere il black friday (dispenser per mangime di dodo con glitter e musichetta di Beethoven, a me!) è la Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne.

feminist-leilaIn questo umile blog che tratta di umile fantascienza, ci siamo più volte confrontate con temi quali il femminicidio, il maschilismo e il femminismo, perché sono temi presenti, sentiti e discussi anche nella fiction di fantascienza… e a volte nella vita delle scrittrici di fantascienza.

homeL’articolo La fantascienza delle donne italiane, il femminicidio e altre amenità è stato il primo post del genere. Con l’occasione dell’uscita di due antologie fanta femminili, abbiamo parlato della scrittura femminile e anche del femminicidio. Qui trovi una storia del termine, quando è nato e perché, e perché è necessario che sia usato.

La parola femminicidio ha una storia: ricordo bene di averla sentita per la prima volta per un luogo, un tempo e una situazione precisa. Quella di  Ciudad Juarez, la città che uccide le donne.
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homeL’articolo La fantascienza è delle donne è la relazione della conferenza tenutasi a Stranimondi (convention del libro fantastico) con lo stesso titolo. Cinque tra autrici e critiche si sono confrontate su cosa significa essere donna e scrivere fantascienza oggi, hanno raccontato un po’ della loro esperienza, e hanno dato tantissimi spunti di riflessione.

Dagli anni ’70 si afferma un tipo di fantascienza nuovo rispetto al passato: si abbassa la percentuale di tecnologia e si alza quella di utopia, e più in generale dell’attenzione rispetto al presente e alla società già in essere, per criticarla o sviluppare la speculazione in merito.
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homeL’articolo Milena Debenedetti: Il maschilismo si annida nei dettagli è il racconto in prima persona di una delle autrici di sf italiana con la più lunga esperienza e militanza sul campo. Grandi temi e piccoli dettagli, apparentemente insignificanti ma invece molto significativi, per metterci un po’ nei panni di chi deve combattere stereotipi e a volte vere e proprie mistificazioni.

Se anche avessi descritto uno sbudellamento nei dettagli iperrealistici, qualcuno avrebbe senz’altro detto di vedervi la tipica sensibilità e delicatezza femminile.
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homeIn questo umilissimo spazio, abbiamo poi recensito Memorie di una sopravvissuta di Doris Lessing. Lessing nella seconda parte della sua vita e carriera ha polemizzato con le femministe, dalle quali si è allontanata per diversi, ottimi motivi (lo dico da femminista. Anzi, da dodofemminista). La sua opera, e questo romanzo, sono comunque dei fari, dei pilastri per esperire il mondo con una chiave di lettura femminile e di donna, che può arricchire tantissimo anche i lettori e gli autori dell’altra metà del cielo (i maschi, dico ! ^_^)

Sono felice di aver letto “Memorie di una sopravvissuta” prima di avere delle figlie, perché allora ho potuto sopportare meglio la sensazione di smarrimento che emerge dalle pagine più potenti di questo misterioso romanzo. E perché anche grazie a esso sono una madre migliore.
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homePoi un link esterno (da dove ho pescato la Leila femminista): un bel pacco di slide semplici e chiare sul Feminist Literary Criticism, ovvero la critica letteraria di stampo femminista. La sua storia. Le sue madri ed esponenti. I suoi limiti e difetti. I suoi effetti. So’ du’ slaid. Che ce vo’.

homeInfine, le anticipazioni. Presto sul nostro umilerrimo spazio il report di un incontro con Nicoletta Vallorani. E le recensioni a “Il racconto dell’ancella” di Margaret Atwood e di “Seme selvaggio” di Octavia Butler. Roba forte. Stay Tuned!

Nel frattempo: domani a Roma, superpoteri per tutti e per tutte. Non una di meno.

Foto arrubata dal profilo di Simona Polla, da questo link
Foto dal profilo di Simona Polla, da questo link

Alan D. Altieri e la guerra del futuro

Venerdì sera il dodo è uscito di nuovo: un raid a Senago, nell’hinterland milanese, per ascoltare Sergio “Alan D.” Altieri in un incontro con l’autore organizzato dalla biblioteca comunale.

altieri-locandina Altieri lo avevo, anzi avevamo, già incontrato il dodo al completo: Elena e io abbiamo avuto il piacere di suoi commenti ai nostri racconti in “Oltre Venere”, nel corso della presentazione torinese del libro, tenutasi al MuFant venerdì 9 ottobre. Ci aveva colpito, oltre all’indiscussa capacità oratoria e interlocutoria di Altieri, anche la sua grande professionalità: aveva letto tutti i racconti del libro, si era appuntato delle note,  nonostante non sapesse che noi avremmo partecipato aveva ben presente i racconti. Ha proposto interpretazioni profonde, alcune oltre le nostre stesse intenzioni. Segno che quando un racconto viene pubblicato va per la sua strada, e se poggia su basi ben costruite può prestarsi a letture nuove, inedite, impensate. Il bello di scrivere e di leggere è anche questo!

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Museo della Fantascienza di Torino, 9 ottobre 2016: “Oltre Venere”. Foto di Paolo S. Cavazza

Nell’incontro di questo venerdì, Altieri non ha deluso le aspettative e ha confermato la mia idea di un professionista della scrittura che non è solo autore (e traduttore), ma conosce i meccanismi editoriali e li vive con abilità, presenza di spirito e distacco. Non in senso negativo: sentirsi traditi per una virgola spostata e/o vilipesi per uno pseudonimo scelto al volo può portare un  autore sensibile ad allontanarsi, litigare, mollare e andare a ingrossare le fila dei “in questo paese la cultura non”. Ne abbiamo conosciuti tanti. Ovviamente per arrivare al livello di Altieri ci vuole ben altra pasta.

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Alan D. Altieri, Roberto Mauri, Maria Grazia De Ponti. Foto del dodo

L’incontro è stato introdotto dall’Assessora alla Cultura di Senago Maria Grazia De Ponti. Sempre gradito vedere una persona delle Istituzioni interessata e trainante. Un funzionario della biblioteca di Senago, Roberto Mauri, ha moderato l’incontro.

Mauri: Tu, Sergio, sei un autore di nicchia.

Altieri: Iniziamo bene!

Prima di cominciare, primo applauso proposto da Altieri ai “veri eroi”: noi astanti, lì presenti all’ascolto, e in generale noi lettori senza i quali “gli autori non esistono”. E anche la captatio benevolentiae l’abbiamo brillantemente portata a casa!

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Altieri a Senago, foto dalla sua pagina FB

È stato bello ascoltare gli inizi di Altieri dal sé medesimo. La scelta dello pseudonimo, che per un esordio noir suonava meglio in americano e doveva comunque stare in un certo modo nella composizione della copertina (fosse stata di un altro tipo, avremmo avuto, non so, Ebenizer D. Altieri!) e la gioia  per essere stato a capo di importanti collane da edicola Mondadori, una delle quali, la “Segretissimo”, la leggeva anche da piccolo, andando a pescare i volumi dalla biblioteca di sua nonna.
Ma che nonna aveva Altieri? WOW!

(Anche io sono stata, da piccina, una lettrice di Altieri. Di Sniper, il secondo ciclo di Altieri, e ricordarmelo lì, all’improvviso, mentre lo ascoltavo, è stato un coupe de theatre per il mio lato tenero. Sua nonna era tosta ma anche mio padre se la comandava.)

Altieri ha parlato poi della sua scrittura, dei temi caldi che tornano nei suoi libri, dove principalmente mette in scena una cosa:

lo scontro contro un potere gigantesco, e per definizione infame, che come un’entità maligna vive per perpetuare se stessa, e dove il meglio che ci può capitare è sopravvivere.
Alzi la mano chi crede che il potere sia infame!

Colpo di scena: non tutti hanno alzato la mano.

I racconti di Altieri si sono poi concentrati su alcuni temi principali, anche su richiesta del moderatore e su sollecitazione del pubblico.

Ci ha raccontato qualcosa della sua esperienza americana: quindici anni passati negli Stati Uniti, facendo mille lavori, scrivendo sceneggiature per il cinema e vivendo a contatto con il pazzo pazzo mondo hollywoodiano. Di questo aveva parlato anche in quei di Torino, nel corso della cena svoltasi dopo la presentazione al MuFant, raccontandoci episodi e personaggi da far drizzare le piume in dorso a qualsiasi dodo.

img-20161024-wa0003Interessanti i numeri da lui forniti, che possono essere uno spunto di riflessione per qualsiasi autore sogni in grande.

A Hollywood esistono tre grandi sindacati con cui l’industria cinematografica (le tre major principali) deve fare i conti: il sindacato degli scrittori, che conta il 75% di disoccupazione cronica tra i suoi iscritti; il sindacato registi, che ha l’85% di disoccupati cronici; il sindacato attori, che vince con il 92% di percentuale di chi è a spasso sempre. Anche parlando di idee e loro realizzazione, c’è una tragica discrepanza tra l’ipotizzato e il realizzato: trentamila titoli (idee, concept, sintesi, descrizioni di sceneggiature) registrati come idee, contro cinquecento effettive produzioni l’anno. E una menzione agli sceneggiatori: l’industria del cinema non garantisce longevità professionale, anzi: se ti fai dieci anni sei già un veterano.

Dopo questa parentesi pittoresca e orrorifica, torniamo alla scrittura e alle nostre parti. Altieri è stato il traduttore dei due meridiani Mondadori dedicati a Dashiel Hammett e Raymond Chandler, i due padri dell’hard boiled. Ha raccontato di quanto sia stato difficile farlo, e di come “Piombo e sangue” di Hammett sia stata in assoluto l’impresa traduttiva e redazionale più difficile. Almeno, ha ottenuto da Mondadori di poter mettere ogni tanto un punto anche dove nell’originale non c’era: spezzando così gli interminabili periodi di trenta righe di Hammett e dando anche al lettore italiano qualche piccolo aiuto.
(Questo potrebbe far inorridire chi veda il ruolo del traduttore come mero trasferitore di parole, una specie di povero sherpa linguistico: mentre è perfettamente ammissibile, anzi, è augurabile che il traduttore si faccia davvero carico del senso del testo, e lo porti nella seconda lingua tenendo conto della sua frubilità per il pubblico di arrivo.)

“Piombo e sangue”: una storia complessa e insceneggiabile, secondo Altieri, perché sposta in continuazione il baricentro dell’intreccio.

Dopo la traduzione, ancora la scrittura: più persone del pubblico hanno chiesto di Magdeburg,  il ciclo “hard boiled” su sfondo storico reso con un linguaggio moderno e con un’attenzione certosina alla storia di Magdeburgo, città che fu distrutta più volte, l’ultima delle quali nel 1945: gli alleati ci hanno fatto le prove generali di Dresda, così, per essere sicuri di farla bene, ‘sta distruzione urbana. “Così è la vita”, direbbe qualcuno.

Nel 1631, Magdeburgo subì un pesante assedio, nel contesto allucinante della Guerra dei Trent’anni: un macello tutto europeo nel quale hanno luogo anche le storie di D’Artagnan e dei nostri Renzo e Lucia. La competenza di Altieri mi ha fatto venire voglia di leggere Magdeburg: messo in lista.

altieri-magdeburgL’ultima parte della serata è stata tutta per Terminal War, il nuovo ciclo di sci-fi militare del quale è uscito il primo capitolo, Jugernaut, e che ne avrà altri tre: Magellan, Maelstrom e la conclusione di tutto (della quale non ho sentito il titolo).

Juggernaut 14,2x21_Layout 1La storia di Terminal War inizia a un paio di secoli da oggi, e qui scatta l’insegnamento del maestro:

mai mettere date precise nei vostri testi, o rischiate di doverle poi ricorreggere.

In un mondo dominato da mega città, divise tra zone ricche e inferni poveri, l’uomo ha trovato il segreto del motore che supera la velocità della luce, grazie alla fantastica “propulsione a distorsione del continuum”. E lo usa per una esplorazione scriteriata: andare verso la fonte dei primi messaggi extraterrestri arrivatici dallo spazio profondo.

Pessima idea.

Tra viaggi interstellari, armamenti dei futuro ma che fanno comunque pum (perché “ci piace sentire il botto”), meganavi con microequipaggi e una visione del genere umano comunque catastrofale, l’umanità arriverà a fronteggiare il suo nemico definitivo. Che ovviamente Altieri non spoilera, limitandosi a descrivere l’effetto che cerca, quello che dovremo ritrovarci a pensare una volta scoperto:

No… tutto ma non questo!

Ma è giusto, si chiede Altieri in chiusura, parlare di pessimismo? Non sarebbe più appropriato dirci realisti, nel momento in cui dobbiamo ammettere di non aver vissuto un solo giorno della nostra vita senza che da qualche parte del mondo non sentissimo di una guerra?

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Altieri a Stranimondi

Da questo punto di vista, chi scrive fantascienza ha l’onere di tenere gli occhi aperti, per cogliere nelle brutture di oggi gli orrori di domani, nei garbugli di oggi le storie di domani.

La guerra non è fatta per essere vinta, ma per continuare. Non lo dico io, lo dice Orwell.

E per chi scrive fantascienza militare ce n’è davvero a volontà. Siamo in una condizione di brinkmanship, ovvero dell’arte scellerata di arrivare sull’orlo del precipizio e vedere cosa tiri fuori da lì. Tra urbanizzazione selvaggia, armamenti sempre più pericolosi, bilanci stellari di spese militari e guerre che coinvolgono in misura sempre maggiore i civili (l’ultima guerra di eserciti, ci ricorda Altieri, è stata la Prima Guerra Mondiale. E stavano pure fermi) le guerre di domani saranno sempre più cruente e surreali, e l’unico vero nemico da bombardare sarà solo uno. Questo.

Dove combatteranno la guerra di domani? Fuori da questa stanza. Benvenuti nel futuro.

Dopo questa nota gaia, la serata si è conclusa con un applauso liberatorio, prima di rituffarci di nuovo in una distopica Senago vuota e battuta dalla pioggia.

Rimane il piacere di aver partecipato a un bell’incontro serale, e di aver ascoltato un vero maestro: di scrittura, di lettura, di oratoria, che ha condiviso la sua enorme esperienza con il pubblico e l’ha fatto in modo brillante e coinvolgente. Che non è proprio da tutti!

[Ciliegina sulla torta: in biblioteca erano esposte le splendide tavole di Gigi Cavenago per Dylan Dog. Chiunque conosca le vicende dell’Indagatore dell’Incubo non potrà non commuoversi vedendo questi meravigliosi abbracci con Morgana!]

E non finisce qui: venerdì 18 novembre Altieri torna, ma tra il pubblico: ad asoltare Nicoletta Vallorani, altra maestra di SF e di pensiero, e a parlare insieme di ecologia e visioni future.

Il dodo non mancherà, per adesso è tutto, andate in biblioteca e venite a Senago, a voi studio!