“Errore di prospettiva” di Nino Martino – Recensione

Nino Martino ha parlato del suo romanzo, “Errore di prospettiva”, alla scorsa Stranimondi (per chi fosse appena atterrato sul nostro pianeta: festival del libro fantastico che si è tenuto a ottobre a Milano. Qui un consistente resoconto!). Ha raccontato dei retroscena e soprattutto dei suoi obiettivi, che riassumono molto la sua poetica fantascientifica.


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“Alieni coprofagi dallo spazio profondo” di Marco Crescizz – Recensione

“Diciam che la cacca fa schifo / ma ciò non è un dato oggettivo”, cantavano Elio e le Storie Tese. Un concetto simile è alla base di “Alieni coprofagi dallo spazio profondo”: e se quelli che per noi sono rifiuti immondi fossero manicaretti appetitosi per alieni venuti dallo spazio profondo? Nella fattispecie, vere e proprie sostanze stupefacenti? Lo scopre a proprie spese Nunzio, il protagonista: un ragazzo affetto da una grave obesità che, proprio a causa della sua malattia, fa molta gola agli omini verdi. Riuscirà a salvarsi da chi vuole sfruttarlo come una vera e propria “mucca da merda”?


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Blade Runner 2049 – Recensione

“So che ogni singolo fan entrerà al cinema armato di mazza da baseball. Ne sono consapevole e lo rispetto, perché si tratta di arte. L’arte è rischio e io devo correrlo.” Parole di Denis Villeneuve su “Blade Runner 2049”.

Villeneuve parla di “fan armati”, come se i doveri di BR2049 fossero nei confronti di questi ultimi. Personalmente non sono d’accordo: i doveri sono nei confronti di Blade Runner stesso, del suo peso nel corso della fantascienza tutta (che non sarebbe stata tale se il film di Scott non avesse anticipato, con lucidità e grande lungimiranza, l’estetica, le atmosfere e le tematiche del cyberpunk, prendendo la sf e portandola di fatto nella sua nuova era). Se accetti di dirigere il seguito di una simile pietra miliare accetti implicitamente confrontarti con 35 anni di mitologia e non si può in alcun modo prescindere dai confronti col capostipite.
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È uscito “Ucronia” di Elena Di Fazio!

Oggi è una data speciale: esce in tutti gli store on-line il romanzo “Ucronia” di Elena Di Fazio (la metà bionda del Dodo), vincitore dell’ultimo Premio Odissea.

Copertina dell’edizione digitale

Anno 2050, il cataclisma. Non è una tromba d’aria né un terremoto: è una catastrofe temporale mai vista prima, che fa regredire intere aree del pianeta all’anno 1968. Due momenti storici diversi nello spirito e nella tecnologia si trovano a convivere tra conflitto e curiosità. Per le strade di una Roma sospesa tra due epoche si aggirano bizzarre creature marziane che piangono sostanze lisergiche. I cittadini del 2050, portatori di un neuro-modem che permette loro di immergersi nella Rete, scoprono nuove “porte della percezione”. E su questo sfondo si prepara un’invasione che ha scelto un campo di battaglia inaspettato.

(C’è anche un dodo, ovviamente. E avrà un ruolo chiave.)

Copertina dell’edizione cartacea

Il romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice Delos Digital, collana Odissea Digital Fantascienza, in formato e-book e formato cartaceo. Potete trovarlo su tutti gli store-on line, di seguito qualche link:

Turn on, tune in, drop out! 🙂

Passengers – Recensione

Nel futuro, le grandi migrazioni verso altri pianeti avvengono su eleganti navi spaziali i cui occupanti sono tenuti in sonno criogenico fino all’arrivo. Il viaggio fra la Terra e Homestead II (pianeta in fase di colonizzazione) richiede infatti 120 anni. Quando la nave Avalon si scontra con un grosso asteroide, iniziano a verificarsi malfunzionamenti e la capsula del passeggero di seconda classe Jim Preston (Chris Pratt) si riattiva con novant’anni di anticipo. Sorte simile toccherà presto anche ad Aurora (Jennifer Lawrence), ricca scrittrice newyorkese in prima classe.

Dovendo valutare “Passengers” nel complesso, direi che rientra nella categoria “è intelligente ma non si applica”. Dietro la patina da romance fantascientifico per ventenni si scorgono infatti potenzialità  buttate alle ortiche in favore della storiella d’amore che, nei suoi sviluppi, risulta abbastanza improbabile e lontana dai risvolti interessanti che avrebbe potuto avere.

La prima ora del film è la parte migliore: l’esplorazione della nave deserta, il peso della solitudine e un bel dilemmone morale la cui crudeltà stupisce in un’opera del genere. A sua volta tutto questo porterà a un conflitto interessante e ben reso dalla brava Jennifer Lawrence (rimandato invece a settembre Chris Pratt: belle chiappe, ma espressività di un Cicciobello) e a una serie di interrogativi che riguardano i personaggi in astratto e le sorti della nave in concreto.

Purtroppo tutto quello che si muove (o si muoverebbe) sotto la patina, dalle implicazioni umani-morali-fantascientifiche all’allegoria sui rapporti uomo-donna, resta bloccato lì e subisce un colpo di grazia nella seconda parte, leziosa e prevedibile.

Tutto questo senza contare una sfilza di disfunzioni narrative: il tempo passa ma sembra non passare mai (almeno stando alle pettinature immobili della protagonista); i costumi sono francamente ridicoli e fuori luogo; il personaggio di Arthur è uno spreco pazzesco (inclusa la sua inquietante défaillance di metà film, che sembra suggerire qualcosa di molto sinistro, ma che viene dimenticata lì e mai approfondita).

L’impressione è che il film cerchi di acchiappare un target più ampio possibile, dal pubblico adulto agli appassionati di fantascienza, dai popcornari della domenica ai bimbiminkia; e inevitabilmente le energie narrative si disperdono, scontentando tutti. Resta qualche elemento interessante annegato in due litri di melassa rosa, e un finale che spreca definitivamente le carte giocate in apertura.

Annientamento – Recensione

Una spedizione composta da quattro professioniste (una biologa, una psicologa, una topografa e un’antropologa) viene inviata nella cosiddetta “Area X”, in Florida, dall’agenzia governativa Southern Reach. A seguito di un “Evento” non meglio specificato, l’area si è trasformata in qualcosa di incomprensibile: le undici spedizioni precedenti hanno avuto pessima sorte, molti non sono tornati, altri sono riapparsi a casa senza preavviso e sono morti poco tempo dopo.

A narrare è la biologa, moglie di un membro dell’undicesima spedizione. Una voce delicata, struggente, che VanderMeer è bravissimo a caratterizzare. Il suo personaggio, l’“uccello fantasma” innamorato degli angoli indecifrabili del mondo, ci mostra un’Area X che è al contempo terrificante, disturbante e suggestiva; e pian piano ci racconta, attraverso il suo particolare sguardo, le sorti della dodicesima spedizione.

Dal sito di Jeff VanderMeer

“Annientamento” (“Annihilation” in lingua originale) è un romanzo breve, ma molto intenso. L’autore riesce con grande agilità a costruire un mondo familiare e alieno al tempo stesso, a formulare ipotesi, a suggerire spiegazioni, ma il suo obiettivo sembra un altro: raccontarci i personaggi, o meglio il personaggio, la protagonista senza nome. L’esplorazione dell’Area X in questo senso è quasi un espediente che va a intrecciarsi con la sua ricerca intima e personale, toccando momenti di grande intensità emotiva. Il tutto realizzato con apparente semplicità strutturale, un resoconto spezzato dai flashback e arricchito da bellissime descrizioni.

VanderMeer ebbe l’ispirazione per l’opera durante un lungo trekking nel St. Marks National Refuge, una vasta area protetta vicino Tallahassee, Florida, dove l’autore vive da anni. Il romanzo ha vinto il Premio Nebula e il Premio Shirley Jackson e nel 2018 vedrà la luce in versione cinematografica nelle sale, diretto da Alex Garland (l’autore di “The beach”, ma anche sceneggiatore e produttore) e interpretato da Natalie Portman (scelta che mi pare azzeccatissima).

Una delle prima immagini dal (blindatissimo) set

Un plauso a Einaudi per aver pubblicato l’opera (e i due sequel della trilogia) in una collana mainstream, e anche per l’oggetto-libro che è molto particolare e ben curato… anche se un prezzo di copertina di 16 euro per un romanzo di neanche 200 pagine è esagerato, eh.

Starcon 2017, seconda parte: Dodo’s Death Note

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte del nostro reportage dalla Starcon 2017, che si è tenuta a Chianciano lo scorso weekend. Abbiamo parlato dei panel, della giornata di sabato, della premiazione serale e di tutti i contenuti interessanti e le persone che abbiamo incontrato. [Leggi: “Il Dodo all’Italcon: the day after”]

Oggi passiamo alla seconda parte, che abbiamo deciso di scorporare per due motivi: uno, ci sembrava corretto parlare delle cose belle dell’Italcon al netto dei disagi; due, l’articolo era già piuttosto lungo e non volevamo pregiudicarne la leggibilità.

Annoyed Dodo

Ci limiamo quindi gli artigli delle zampe pennute e procediamo a esaminare una serie di questioni piuttosto fastidiose, con una riflessione finale che non vuole essere una critica fine a se stessa, piuttosto un modo per analizzare il presente in vista del futuro. Tra l’altro, è stato comunicato che la prossima Italcon (2018) si terrà all’interno della convention Stranimondi: notizia che non può che farci piacere.

Partiamo con la black list…

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