Blade Runner 2049 – Recensione

“So che ogni singolo fan entrerà al cinema armato di mazza da baseball. Ne sono consapevole e lo rispetto, perché si tratta di arte. L’arte è rischio e io devo correrlo.” Parole di Denis Villeneuve su “Blade Runner 2049”.

Villeneuve parla di “fan armati”, come se i doveri di BR2049 fossero nei confronti di questi ultimi. Personalmente non sono d’accordo: i doveri sono nei confronti di Blade Runner stesso, del suo peso nel corso della fantascienza tutta (che non sarebbe stata tale se il film di Scott non avesse anticipato, con lucidità e grande lungimiranza, l’estetica, le atmosfere e le tematiche del cyberpunk, prendendo la sf e portandola di fatto nella sua nuova era). Se accetti di dirigere il seguito di una simile pietra miliare accetti implicitamente confrontarti con 35 anni di mitologia e non si può in alcun modo prescindere dai confronti col capostipite.
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È uscito “Ucronia” di Elena Di Fazio!

Oggi è una data speciale: esce in tutti gli store on-line il romanzo “Ucronia” di Elena Di Fazio (la metà bionda del Dodo), vincitore dell’ultimo Premio Odissea.

Copertina dell’edizione digitale

Anno 2050, il cataclisma. Non è una tromba d’aria né un terremoto: è una catastrofe temporale mai vista prima, che fa regredire intere aree del pianeta all’anno 1968. Due momenti storici diversi nello spirito e nella tecnologia si trovano a convivere tra conflitto e curiosità. Per le strade di una Roma sospesa tra due epoche si aggirano bizzarre creature marziane che piangono sostanze lisergiche. I cittadini del 2050, portatori di un neuro-modem che permette loro di immergersi nella Rete, scoprono nuove “porte della percezione”. E su questo sfondo si prepara un’invasione che ha scelto un campo di battaglia inaspettato.

(C’è anche un dodo, ovviamente. E avrà un ruolo chiave.)

Copertina dell’edizione cartacea

Il romanzo è stato pubblicato dalla casa editrice Delos Digital, collana Odissea Digital Fantascienza, in formato e-book e formato cartaceo. Potete trovarlo su tutti gli store-on line, di seguito qualche link:

Turn on, tune in, drop out! 🙂

Passengers – Recensione

Nel futuro, le grandi migrazioni verso altri pianeti avvengono su eleganti navi spaziali i cui occupanti sono tenuti in sonno criogenico fino all’arrivo. Il viaggio fra la Terra e Homestead II (pianeta in fase di colonizzazione) richiede infatti 120 anni. Quando la nave Avalon si scontra con un grosso asteroide, iniziano a verificarsi malfunzionamenti e la capsula del passeggero di seconda classe Jim Preston (Chris Pratt) si riattiva con novant’anni di anticipo. Sorte simile toccherà presto anche ad Aurora (Jennifer Lawrence), ricca scrittrice newyorkese in prima classe.

Dovendo valutare “Passengers” nel complesso, direi che rientra nella categoria “è intelligente ma non si applica”. Dietro la patina da romance fantascientifico per ventenni si scorgono infatti potenzialità  buttate alle ortiche in favore della storiella d’amore che, nei suoi sviluppi, risulta abbastanza improbabile e lontana dai risvolti interessanti che avrebbe potuto avere.

La prima ora del film è la parte migliore: l’esplorazione della nave deserta, il peso della solitudine e un bel dilemmone morale la cui crudeltà stupisce in un’opera del genere. A sua volta tutto questo porterà a un conflitto interessante e ben reso dalla brava Jennifer Lawrence (rimandato invece a settembre Chris Pratt: belle chiappe, ma espressività di un Cicciobello) e a una serie di interrogativi che riguardano i personaggi in astratto e le sorti della nave in concreto.

Purtroppo tutto quello che si muove (o si muoverebbe) sotto la patina, dalle implicazioni umani-morali-fantascientifiche all’allegoria sui rapporti uomo-donna, resta bloccato lì e subisce un colpo di grazia nella seconda parte, leziosa e prevedibile.

Tutto questo senza contare una sfilza di disfunzioni narrative: il tempo passa ma sembra non passare mai (almeno stando alle pettinature immobili della protagonista); i costumi sono francamente ridicoli e fuori luogo; il personaggio di Arthur è uno spreco pazzesco (inclusa la sua inquietante défaillance di metà film, che sembra suggerire qualcosa di molto sinistro, ma che viene dimenticata lì e mai approfondita).

L’impressione è che il film cerchi di acchiappare un target più ampio possibile, dal pubblico adulto agli appassionati di fantascienza, dai popcornari della domenica ai bimbiminkia; e inevitabilmente le energie narrative si disperdono, scontentando tutti. Resta qualche elemento interessante annegato in due litri di melassa rosa, e un finale che spreca definitivamente le carte giocate in apertura.

Annientamento – Recensione

Una spedizione composta da quattro professioniste (una biologa, una psicologa, una topografa e un’antropologa) viene inviata nella cosiddetta “Area X”, in Florida, dall’agenzia governativa Southern Reach. A seguito di un “Evento” non meglio specificato, l’area si è trasformata in qualcosa di incomprensibile: le undici spedizioni precedenti hanno avuto pessima sorte, molti non sono tornati, altri sono riapparsi a casa senza preavviso e sono morti poco tempo dopo.

A narrare è la biologa, moglie di un membro dell’undicesima spedizione. Una voce delicata, struggente, che VanderMeer è bravissimo a caratterizzare. Il suo personaggio, l’“uccello fantasma” innamorato degli angoli indecifrabili del mondo, ci mostra un’Area X che è al contempo terrificante, disturbante e suggestiva; e pian piano ci racconta, attraverso il suo particolare sguardo, le sorti della dodicesima spedizione.

Dal sito di Jeff VanderMeer

“Annientamento” (“Annihilation” in lingua originale) è un romanzo breve, ma molto intenso. L’autore riesce con grande agilità a costruire un mondo familiare e alieno al tempo stesso, a formulare ipotesi, a suggerire spiegazioni, ma il suo obiettivo sembra un altro: raccontarci i personaggi, o meglio il personaggio, la protagonista senza nome. L’esplorazione dell’Area X in questo senso è quasi un espediente che va a intrecciarsi con la sua ricerca intima e personale, toccando momenti di grande intensità emotiva. Il tutto realizzato con apparente semplicità strutturale, un resoconto spezzato dai flashback e arricchito da bellissime descrizioni.

VanderMeer ebbe l’ispirazione per l’opera durante un lungo trekking nel St. Marks National Refuge, una vasta area protetta vicino Tallahassee, Florida, dove l’autore vive da anni. Il romanzo ha vinto il Premio Nebula e il Premio Shirley Jackson e nel 2018 vedrà la luce in versione cinematografica nelle sale, diretto da Alex Garland (l’autore di “The beach”, ma anche sceneggiatore e produttore) e interpretato da Natalie Portman (scelta che mi pare azzeccatissima).

Una delle prima immagini dal (blindatissimo) set

Un plauso a Einaudi per aver pubblicato l’opera (e i due sequel della trilogia) in una collana mainstream, e anche per l’oggetto-libro che è molto particolare e ben curato… anche se un prezzo di copertina di 16 euro per un romanzo di neanche 200 pagine è esagerato, eh.

Starcon 2017, seconda parte: Dodo’s Death Note

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte del nostro reportage dalla Starcon 2017, che si è tenuta a Chianciano lo scorso weekend. Abbiamo parlato dei panel, della giornata di sabato, della premiazione serale e di tutti i contenuti interessanti e le persone che abbiamo incontrato. [Leggi: “Il Dodo all’Italcon: the day after”]

Oggi passiamo alla seconda parte, che abbiamo deciso di scorporare per due motivi: uno, ci sembrava corretto parlare delle cose belle dell’Italcon al netto dei disagi; due, l’articolo era già piuttosto lungo e non volevamo pregiudicarne la leggibilità.

Annoyed Dodo

Ci limiamo quindi gli artigli delle zampe pennute e procediamo a esaminare una serie di questioni piuttosto fastidiose, con una riflessione finale che non vuole essere una critica fine a se stessa, piuttosto un modo per analizzare il presente in vista del futuro. Tra l’altro, è stato comunicato che la prossima Italcon (2018) si terrà all’interno della convention Stranimondi: notizia che non può che farci piacere.

Partiamo con la black list…

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Doppia immagine nello spazio – Recensione

Anno 2069, la sonda Sunprobe supera il sole e scopre che c’è un pianeta che ruota in orbita simmetrica e opposta rispetto al pianeta Terra, motivo per cui nessuno lo aveva mai notato. L’agenzia spaziale europea EUROSEC [ai tempi l’ESA non esisteva, N.d.Dodo] organizza una missione e manda due uomini a esplorare il pianeta: ma, dopo un incidente durante l’atterraggio, il colonnello Ross si ritrova di nuovo all’EUROSEC, interrogato senza sosta sui motivi che l’hanno riportato sulla Terra senza completare la missione. Finché non si rende conto che tutto, intorno a lui, funziona al contrario di come dovrebbe…


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Premio Italia: fase finale!

Venerdì scorso sono stati annunciati i finalisti del Premio Italia su fantascienza.com (qui l’articolo), e con grande, infinita gioia abbiamo scoperto di essere in finale in ben quattro categorie:

Romanzo di autore italiano – Fantascienza: con Nelson di Giulia Abbate (Delos Digital)

Collana: con Futuro Presente, curata da Elena Di Fazio e Giulia Abbate (Delos Digital)

Articolo su pubblicazione amatoriale: con “La fantascienza è delle donne – Panel Stranimondi 2016” di Giulia Abbate, pubblicato su lezionisuldomani.wordpress.com

Antologia di uno o più autori italiani: con “Oltre Venere“, curata da Gian Filippo Pizzo (AAVV, Edizioni Della Vigna)

Inizia adesso la fase finale della votazione, in cui gli aventi diritto (circa duemila!) sono chiamati a indicare un solo nome o titolo per categoria.

I vincitori saranno annunciati alla premiazione ufficiale durante l’Italcon, che si terrà a Chianciano dal 25 al 28 maggio prossimo.

Per prima cosa, in bocca al lupo a tutt*, finalisti e finaliste, compagn* di viaggio in questa bellissima avventura. Il Premio Italia sarà soprattutto una splendida occasione per conoscersi o rivedersi nel contesto dell’Italcon.

Per chi volesse sostenerci votandoci nelle varie categorie, di seguito elenchiamo i nostri suggerimenti, accompagnando il tutto con un GRAZIE a chi finora ci ha dato fiducia e ci ha aiutato ad arrivare in finale: un risultato che ci commuove e ci ripaga di tanto lavoro svolto negli ultimi anni.
Happy Dodo! 🙂

COLLANA

Collana: Futuro Presente, Delos Digital

“Futuro Presente” è una collana che curiamo per Delos Digital e che ha un tema specifico: la fantascienza sociale, la proiezione del presente nel futuro per darne una rilettura critica, facendo ciò che la fantascienza sa fare meglio di qualunque altro genere letterario, ovvero porre domande. Abbiamo selezionato, editato e promosso titoli di autori ricchi di idee, alcuni dei quali nientedimeno che Premi Urania!

E non è tutto: in puro stile dodo – alias – Studio83, abbiamo risposto a tutti gli autori, anche quelli che non abbiamo scelto per la pubblicazione, con una scheda di valutazione del loro racconto. Per ringraziarli di averci mandato i loro lavori, per aiutarli nella loro strada espressiva, per lasciar loro qualcosa, comunque, dall’esperienza di Futuro Presente. Molti di loro hanno poi rimesso mano ai racconti e ce li hanno rimandati. Alcuni ci hanno convinte e li abbiamo pubblicati! Insomma, un grandissimo lavoro di scouting e selezione per la miglior fantascienza possibile e per crescere insieme.

Qui potete trovare tutti i titoli di Futuro Presente usciti finora, per farvi un’idea più precisa della collana e delle sue finalità 🙂

La selezione dei racconti è ancora in corso, è sempre in corso! Qui il regolamento con le caratteristiche richieste per i testi.

ROMANZO DI AUTORE ITALIANO – FANTASCIENZA

Nelson“, Giulia Abbate, Delos Digital

Un romanzo di storia, fantastoria, amore, pirati e viaggi nel tempo. Arrivato in finale unicamente grazie ai voti dei lettori e dei sostenitori e senza nessun appoggio “ufficiale” alle spalle. Grazie!

Un romanzo di mare coniugato al genere fantascientifico: il protagonista è Claude Anthony Nelson, ammiraglio a capo di una flotta corsara della Marina Britannica all’inizio del Seicento.
Ma il tempo in cui vive Nelson è diverso da quello che conosciamo: sono infatti giunti dalle Epoche Future uomini e donne che hanno portato con sé conoscenze e tecnologie del domani e hanno sconvolto la Storia, modificando l’ordine politico mondiale.
Un giorno, a bordo della nave di Nelson viene portata la giovane Pearl Lorna Shelley: una donna dall’identità misteriosa che Nelson è deciso a scoprire.

Ecco l’incipit del romanzo:

Lì nell’abisso, il mare era ancora blu. Il vento increspava la superficie dell’acqua e gradazioni sempre nuove di colore si infrangevano in creste di schiuma argentea sul bagnasciuga della nave.

Claude Nelson osservava quei colori netti e pensava alla definizione di “blu oltremare”: era il colore profondo, ancora puro, che apparteneva a un mondo di oceani lontani dalla terra brulicante di compromessi, e dai mari chiusi delle acque commerciali, sporche, macchiate di pece e di rifiuti liquefatti.

Sotto i miei piedi ci sono ancora conchiglie.

Sotto i suoi piedi, sotto la massa oceanica, esistevano a milioni, gusci a spirale che proteggevano le vite ripiegate al loro interno, resistevano all’incommensurabile pressione dell’oltremare.

Resistono ancora. Non verranno pescate tutte.

Qualcuno chiamò: “Mio Commodoro.”

Qui la recensione del romanzo, firmata da una delle due metà del dodo, ovvero Elena Di Fazio: Nelson – Recensione

ARTICOLO SU PUBBLICAZIONE AMATORIALE

La fantascienza è delle donne – Panel Stranimondi 2016 di Giulia Abbate, lezionisuldomani.wordpress.com

Si tratta del bellissimo reportage scritto da Giulia Abbate sul panel “La fantascienza è delle donne”, che si è tenuto alla convention Stranimondi a Milano lo scorso autunno.

Tricia Sullivan, Nicoletta Vallorani, Giulia Iannuzzi ed Emanuela Valentini sono intervenute parlando di un tema specifico: la presenza delle donne nella fantascienza. Cosa significa essere donna in questo settore? Quali idee e tematiche può portare l’approccio femminile al genere?

 

Per quanto riguarda le altre categorie, ce ne sono quattro che vorremmo segnalare comunque:

Romanzo di autore italiano – Fantasy:

“Asad e il segreto dell’acqua”, Alberto Cola, Piemme

Si tratta di un bellissimo romanzo per ragazzi pubblicato da Piemme nella storica collana del Battello a Vapore (alzi la mano chi è cresciuto leggendo i loro libri! ❤ ).

È inoltre una pubblicazione ad alta leggibilità, adatta anche a bambini con DSA, illustrata dal bravissimo Madrigal.

Rivista o sito web non professionale:

Andromeda, http://andromedasf.altervista.org/

Andromeda è una rivista che seguiamo con grande interesse, ricca di spunti e tematiche, che offre tanti approfondimenti, recensioni e articoli. Li segnaliamo con piacere perché apprezziamo il loro lavoro, come appassionate e lettrici di fantascienza in primis: inoltre, la nostra Giulia Abbate è da poco entrata a far parte dei collaboratori della rivista!

Curatore

Gian Filippo Pizzo

Il grande Gian Filippo Pizzo, con cui abbiamo lavorato e che ha curato diverse antologie a cui abbiamo partecipato anche noi, come “Oltre Venere”, e che è in finale anche con l’antologia di fanta-arte “Continuum Hopper”, curata insieme a Luca Ortino e Roberto Chiavini.

Il mio scopo principale è quello di arrivare al lettore generico e convincerlo che la fantascienza non è poi quella cosa strana e fuori dal mondo che ci viene presentata da cinema e televisione ma può essere una lettura seria e stimolante. Per questo motivo propongo le mie antologie in prima istanza a editori generalisti e scelgo argomenti di interesse generale, che possano attrarre un pubblico più vasto e allo stesso tempo presentare diversi punti di vista su quell’argomento.

Da “Gian Filippo Pizzo… e le fantantologie”, intervista a G.F. Pizzo di Filippo Radogna su La Zona Morta

Traduttore

Roberto Chiavini

Un traduttore versatile e affidabile, che è anche una garanzia sulla qualità dei testi: li sceglie molto bene ed è anche un saggista pluripremiato.

Proprio Chiavini ha tradotto la bella antologia che ha portato Stanley Weinbaum in Italia: Volo su Titano, recensito anche dal dodo. E ha tradotto anche pulp, western e l’horror caraibico del Reverendo Whitehead, anch’esso in finale al Premio Italia come miglior testo internazionale.

Tradurre racconti e romanzi così datati è un’esperienza affascinante, che però mi consente di scrivere in un italiano più “arcaico” o “arcaicizzante”, che è molto più nelle mie corde di quello contemporaneo.

Da “Roberto Chiavini: professione traduttore” su Thrillermagazine.it

Qui l’elenco completo dei finalisti sul sito della World SF Italia.

Scegliere tra i tanti titoli e artisti proposti è davvero arduo, perché in ogni categoria ci sono più candidature eccellenti! Rinnoviamo quindi il nostro in bocca al lupo a tutt*, ci si vede a Chianciano per tanti, tanti brindisi! ❤

E alla ciurma che voterà dodo, una razione di grog assicurata.