Posso godermi l’arte e denunciare l’artista? – Roxane Gay

Questa è la mia traduzione al post di Can I enjoy the art and denounce the artist? di Roxane Gay, per Marie Claire (6 febbraio 2018).
Lo pubblichiamo qui come “appendice” al post “Marion Zimmer Bradley: basta con questa cattiva maestra” scritto in occasione del “caso Montanelli”, per ragionare insieme di idoli da abbattere e di cui sperabilmente liberarci.

Posso godermi l’arte e denunciare l’artista?

di Roxane Gay

Crescendo, ho adorato The Cosby Show. A me e ai miei fratelli era concessa solo un’ora di televisione alla settimana, ciò significava trascorrere del tempo con Bill Cosby e la sua famiglia televisiva. Da ragazza nera della classe media, mi veniva detto che lì c’era qualcosa della mia vita, che tornava di riflesso. Tale rappresentazione era sfuggente, necessaria e incredibilmente significativa. Non potrei descrivere in modo più netto di questo l’impatto che Cosby ha avuto su di me.

Quando sono cresciuta e ho iniziato a sentire storie sull’abitudine di Cosby alle aggressioni sessuali, ho avuto il desiderio di distogliere lo sguardo. Non poteva essere possibile che l’uomo che ci ha dato il personaggio di Cliff Huxtable potesse anche essere un predatore sessuale. Ma io cerco sempre di credere alle persone quando raccontano quanto hanno sofferto. So quanto costa il farsi avanti in veste di vittima di violenza sessuale, e quando il responsabile è famoso, il costo è massimo, e ciò che si ottiene è davvero poco. Mentre l’entità delle sue violenze veniva alla luce, anche solo il numero di donne che Cosby ha perseguitato mi ha sconcertata, come la volontà di alcune persone di tenere ancora in considerazione la sua eredità artistica, nonostante il male che ha fatto.

Ogni volta che penso al lavoro di Cosby, ricordo le donne che ha perseguitate, e come il loro silenzio sia stato imposto dalla trappola dorata della sua fama. Per me, l’eredità artistica di Cosby è insignificante di fronte al dolore che ha causato. Deve esserlo. Prima Cosby ha dato un grande contributo artistico,  e poi lo ha distrutto. La responsabilità della distruzione è sua e solo sua. Siamo liber* di piangerne, ma non a spese delle sue vittime.

Verso la fine del 2017, la diga del silenzio si è infranta, e donne e uomini sono venute allo scoperto, in quantità senza precedenti, dando voce a come furono aggredite, molestate, intimidite, messe a tacere e sminuite in molti modi da uomini creativi di potere. Molte eredità sono state rese insignificanti da queste testimonianze, anche se il dibattito sull’eventualità che ciò avvenga continua, in modo inspiegabile.

Non possiamo più inchinarci all’altare del genio creativo ignorando il prezzo troppo spesso pagato per quel genio. A dire il vero, avremmo dovuto imparare questa lezione molto tempo fa, ma subiamo la fascinazione culturale di uomini creativi e potenti che sono anche “mercuriali” o “volatili”: di uomini che si comportano male.

A questi uomini viene dato ampio spazio. La loro importanza conferisce loro una certa immunità. Perdoniamo le loro trasgressioni, perché creano cose così brillanti, perché sono così carismatici, perché c’è un tale fascino per le persone che sfidano le convenzioni culturali e che osano fare tutto ciò che vogliono. Sia che stiamo parlando di Bill Cosby o Woody Allen o Roman Polanski o Johnny Depp o Kevin Spacey o Harvey Weinstein o Russell Simmons o di qualsiasi uomo che abbia costruito il suo successo sulle schiene di donne e uomini la cui sofferenza è stata ignorata per il bene di quello stesso successo, è tempo di dire che nessun’opera d’arte, nessuna eredità è tanto grande da farci scegliere di guardare dall’altra parte.

Non faccio più fatica con le eredità artistiche. Non è così difficile rigettare il lavoro di predatori e uomini arrabbiati, perché soffrire per l’eredità di un predatore significherebbe che c’è un prezzo che sono disposta a lasciare che le vittime paghino per amore della buona arte, mentre la verità è che non esiste mezz’ora di TV così eccellente da valere il prezzo della sofferenza di chicchessia. Al suo posto, ricordo quante carriere di donne sono state rovinate; penso a coloro che hanno rinunciato ai loro sogni perché alcuni “geni” hanno deciso di indulgere alla propria sete di potere e di controllo, considerandola più importante dell’ambizione e della dignità altrui. Ricordo tutto il silenzio, i decenni e decenni di silenzio forzato, intimidazioni e manipolazioni che hanno permesso ai malvagi di prosperare. E nel fare tutto ciò, per me è abbastanza facile per me non darmi pensiero della presunta grande arte di uomini cattivi.

Esistono persone creative di ogni tipo, che sono brillanti, originali, misteriose e in grado di trattare gli altri con rispetto. Il genio creativo non scarseggia di certo, ed è questo il tipo di opere alle quali invece possiamo e dobbiamo rivolgerci.

Roxane Gay

Versione originale del post: Can I enjoy the art and denounce the artist? di Roxane Gay, per Marie Claire (6 febbraio 2018).

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