Italcon 2019 – Il dodoreport

Sabato 4 maggio 2019 sono stata alla Italcon, convention del fantastico e della fantascienza.

In questa cornice, appassionat* e operator* del settore si riuniscono e vengono assegnati i Premi Italia, ovvero i riconoscimenti del fandom per i contributi migliori dell’anno appena trascorso, suddivisi in varie categorie.

La Italcon si sarebbe dovuta svolgere a Bellaria, come altri anni in passato, ma all’ultimo momento è stata spostata.
(Peccato, non vedevo l’ora di pagare € 140,00 per trovarmi in mezzo a bancarelle di gadget in un palazzetto fantasma.)

Il 4 maggio, dunque, l’Italcon è migrata: dalla piccola Bellaria alla signora Torino, in un luogo che sembrava nato apposta per accoglierla: la Mini Maker Faire.

Le Maker Faire sono giornate dedicate a tutte le forme della creatività e dell’intraprendenza, un evento dove chiunque può mostrare agli altri il frutto della sua creatività e condividere quello che sa. Lo scopo delle Maker Faire è intrattenere, informare, e dare forza alla comunità dei maker. L’età non conta, la formazione nemmeno: contano solo l’ingegno e la voglia di Capire, Fare e Innovare.

In un complesso di capannoni ex industriali, tra l’altro vicinissimi alla stazione e raggiungibili facilmente con mezzi pubblici di ogni tipo e dalle auto, si è dunque svolto un raduno della creatività, a ingresso assolutamente libero.

Ho passeggiato con la mia famiglia tra stand dedicati alle invenzioni più disparate: componenti per macchinari, stampanti laser e 3D, giochi di ruolo, software, programmi di istruzione, concorsi per le scuole… e la cosa per noi più importante di tutte: la fiera Vaporosamente!

È grazie agli amici e alle amiche appassionat* di steampunk, infatti, che la Italcon ha trovato questa nuova collocazione, insieme a una splendida accoglienza.


Vaporosamente ha integrato gli eventi Italcon nel suo programma, ha dato una sala, il suo organizzatore ha presentato e introdotto i panel… insomma, si sono comportati da amici oltre che da perfetti padroni di casa.
(Peccato, ero ansiosa di essere fermata da buttafuori Sticcon fuori dalla sala della premiazione e di essere trattata malissimo insieme all’organizzatore Italcon.)

Bisogna anche dire che la migrazione da Bellaria a Torino è stata molto veloce e fatta all’ultimo, e questo ha portato inevitabili problemi di visibilità. Quando ho chiesto al banco informazioni della Maker Faire dove si tenevano gli eventi della Italcon, i ragazzi lì presenti mi hanno risposto:

Italcon? Cioè? Intendi dire i laboratori per bambini?

Oltre a essere sconosciuta persino al banco informazioni, la convention non era segnalata in nessun modo, ed è stata raggiunta solo da chi arrivava apposta e da chi ne era stato informato dall’attivissima Vaporosamente attraverso i suoi canali. Questo problema organizzativo è però scusabile, dato il poco tempo avuto a disposizione per tirare su tutto.
La sala dedicata ai panel Italcon non era grande, ma è stato bello vederla praticamente sempre piena.
(Peccato, avevo nostalgia della “sala Babel”, lo scantinato del palazzetto di Bellaria; segnalato da un unico foglio A4 scritto a penna e attaccato al muro con lo scotch).

Sono arrivata nel pomeriggio, verso le 15:45 e purtroppo ho perso per un soffio l’incontro dedicato a Mariangela Cerrino e ai suoi romanzi storici e fantastici: “Tra storia e racconto”.

Alle 16:00, si è poi tenuta una presentazione che mi interessava particolarmente. Silvio Sosio, editore Delos Digital, ha condotto la prima presentazione del romanzo di Davide Del Popolo Riolo: “Ubermensch”.

Arrivato in finale al Premio Urania, il romanzo è stato pubblicato da Delos Digital sia in digitale che in cartaceo, e racconta un’ucronia complessa, divertente, avvincente e avventurosa che ha davvero tutte le carte in regola per diventare un romanzo di successo, amato anche da chi di solito non legge fantastico e fantascienza.

Sono felice di aver letto il romanzo in anteprima, quando era ancora un manoscritto: in veste di editor ho aiutato Davide Del Popolo Riolo a farne la bella storia che si è imposta all’attenzione di Urania e che ora è pubblicata, e gli sta dando molte e giuste soddisfazioni.

 

Davide ha parlato della genesi del romanzo, delle sue tante linee narrative e del modo in cui le ha gestite, basandosi su una grande conoscenza della storia del periodo, del quale lui è un appassionato.
Da questo punto di vista, ha dato una lezione molto interessante e vera, utile a chiunque voglia cimentarsi con la difficile arte dell’ucronia: il sinonimo fantastoria può sembrare svilente, invece indica che chi scrive storia alternativa deve conoscere benissimo il periodo storico che decide di cambiare.

Subito dopo la presentazione di Ubermensch, Silvio Sosio ha raccontato un’altra avventura: quella di Delos Digital, che sta ripubblicando in Italia le opere dello scrittore Jack Vance, a partire da “Stazione Araminta”.

I libri avventurosi di Vance sono molto amati da lettori e lettrici SF, ma per tanti anni non sono stati reperibili. Con la loro ripubblicazione, Delos spera di colmare la lacuna e di restituire al pubblico italiano questo autore tra i più importanti e apprezzati nella fantascienza classica.

Dopo le notizie su Vance, c’è stato un cambio di registro: la Italcon ha ricordato Giuseppe Lippi, scomparso da poco e all’improvviso, in un’assemblea lunga e partecipata.

Hanno preso la parola diverse persone (ho ascoltato Dario Tonani, Andrea Vaccaro, Paolo Bertetti, Maico Morellini) condividendo ricordi su uno dei curatori più importanti della fantascienza italiana, che è stato anche una persona molto disponibile ad aiutare, istruire, introdurre e coinvolgere gli altri. Prima che “operatore” Lippi era un appassionato, e questa sua passione che era visibile in lui e nel suo lavoro ora emerge nelle parole di chi lo ricorda con trasporto e vero affetto.

L’esistenza è un affar pieno di senza,
Di rinunce, d’affanno e d’astinenza,
Ma io dico al lettor che ha sapienza
Quest’adagio ripeti: Pazienza e Fantascienza.
Giuseppe Lippi

Successivamente, alle 18:00, è stata la volta di Dario Tonani che ha raccontato la genesi e la strada del suo romanzo best seller “Naila di Mondo9”.


Ho già avuto occasione di ascoltare Tonani parlare del libro, ad esempio a Stranimondi 2018, e la sua passione e convinzione sono sempre coinvolgenti. Il romanzo ha avuto una lunga strada e un lavoro d’equipe, e sentirlo descrivere è istruttivo.

Durante questa presentazione Tonani ha rivelato una cosa molto interessante, che in parte già sapevo: dato che la protagonista è una donna, e il tema femminile è molto presente nella storia, Mondadori ha voluto far leggere l’ultima versione del romanzo a un’editor donna per avere un suo “parere tecnico di genere”, per così dire. Tonani ha rivelato durante la presentazione che l’editor interpellata è stata Nicoletta Vallorani, che ha dato il suo placet all’opera. La cosa, per quanto mi riguarda, è praticamente una garanzia.

Dopo il racconto di Naila, ecco arrivare il momento topico, ovvero la consegna dei Premi Italia.

Come ogni anno, le nomination erano interessanti e riflettevano a volte mondi diversi. I risultati, un mese dopo la loro pubblicazione, sono stati ampiamente discussi e assimilati, credo, e sono consultabili qui: PREMIO ITALIA 2019.

Sono felice di aver potuto ritirare un Premio Italia collettivo, frutto del buon lavoro di un team intero: la Miglior Antologia Italiana 2019 è “Next-Stream. Visioni di realtà contigue”, che contiene racconti fantastici e SF di autori e  autrici italiane e ha la mia curatela insieme a quella di Lukha B. Kremo.

Qui la prefazione al volume, dove racconto la genesi e il lavoro (anche in questo caso molto attento alla questione di genere) che abbiamo fatto tutte e tutti insieme.
È bello che esso sia coronato da un riconoscimento da parte del nostro ambiente: grazie a chi ci ha votato!

Foto di gruppo dei/delle premiat*, a cura di Vaporosamente

Ho raccolto qualche parere da premiati e premiate di quest’anno, che hanno raccontato in una serie di post il loro lavoro e il perché, secondo loro, ha potuto ricevere un premio.

La domanda provocatoria è “Come si vince un Premio Italia?” e le risposte per ora raccolte sono quelle di:

Alla fine della consegna ufficiale, sono poi stati dati altri premi ufficiosi, tra il serio e (soprattutto) il faceto.

Quello che mi ha fatta più ridere, in senso assolutamente positivo, è stato il Premio Bella(ria) Ciao assegnato ad Armando Corridore:

Per il coraggio dimostrato nella lotta di liberazione dell’Italcon dall'”oppressore alieno”

In sostanza, un riconoscimento scherzoso per aver avuto il coraggio di lasciare Bellaria (e quindi la “parte” trekker, la Sticcon) seppure all’ultimo, evitando condizioni quest’anno troppo pesanti per la Italcon.

Questo premio ironico, che lì per lì ci ha fatt* ridere, ha però fatto incazzare di brutto  altre persone, qualche giorno dopo.

Ma di questo parleremo in un prossimo post: oltre allo strascico polemico, che è un po’ la cifra folcloristica del nostro ambiente piccolo ma vitale, la Italcon di quest’anno ha suscitato anche una serie di riflessioni relative al Premio Italia, alle possibilità e opportunità di allargarne la base, i votanti, i numeri.

Inoltre, non eravamo soli: la confluenza nell’evento steampunk ha portato partecipanti e punti di vista nuovi, che poi hanno tratto le loro conclusioni su ciò che hanno visto: cosa più che legittima e direi preziosa, da non trascurare, ma anzi da tenere in grande considerazione.

Concentreremo tutto questo nel prossimo post, che come da tradizione di questo blog intitoleremo: le Dodo’s Death Note. In pluma venenum!

C O M I N G S O O N

 

 

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