“Pistacchio amaro” – Racconto umoristico

Oggi è l’ultimo giorno utile per segnalare opere e nomi per il Premio Italia 2019. Dopo la mezzanotte di oggi, la prima fase si chiuderà e si andrà allo spareggio, con la distribuzione di armi votazione dei finalisti nelle rispettive categorie.

Pubblichiamo oggi uno dei nostri racconti segnalabili al Premio Italia: “Pistacchio amaro” è un racconto umoristico scritto da Giulia Abbate e pubblicato sul numero 2 di “Andromeda – Lost Tales”, per i tipi di Lettere Elettriche edizioni.

Abbiamo pensato di renderlo pubblico per diversi motivi: intanto se c’è qualcun* che non ha ancora votato può farsi un’idea diretta e personale della nostra proposta; poi speriamo che faccia venire la voglia di leggere anche il resto della rivista che contiene articoli e racconti molto belli; infine, più semplicemente, per farci una ghigna insieme.

YAK!

Pistacchio Amaro

Salute, grande Autore!
Mi chiamo Xz7 e le scrivo da Vega15, stella gemella di Eros77.
Siamo quindi vicini di sistema stellare e mi permetto di contattarla per farle una richiesta.

Ho appena finito di leggere il suo ultimo romanzo, nonché tutti e ventitré i racconti da lei precedentemente pubblicati sulle riviste di settore ANDROID, FruLL, Dalle Stalle Alle Stelle e Fantascientisti Casti.
Adoro il suo stile e le tematiche da lei affrontate, relative alle dinamiche  specie specifiche del suo ceppo, della sua famiglia genetica, Umanità o come la vuole chiamare.

(Non è tenuto a saperlo, ma in seguito all’ultima convention, il Sistema Panstellare ha stabilito di rinominare i vari ceppi di vita nel nostro Universo seguendo la scala cromatica Quack. Quindi, se mi permette questa ulteriore precisazione, voi Umanità ora vi chiamate Pistacchio.)

L’immaginazione e l’inventiva dei suoi racconti sono  divertenti: qui noi Vegani (che ora ci chiamiamo Pervinca, ma per Fritz, l’abitudine è dura a morire!) siamo tutti suoi fans, lei ha molto umorismo! E non so se è voluto, ma le geometrie frattali tra le righe pari e quelle dispari dei suoi testi impressi su supporto fisico hanno davvero un bel suono!

Le scrivo quindi da lettore e ammiratore, prima che da vicino stellare.
Come le avevo preannunciato, ho da farle una piccola richiesta.

Nei suoi racconti, lei se la prende spesso con gli “alieni tentacolati”. Sono quasi sempre indicati come causa di qualche disastro, o come cattivi in qualche guerra; in un suo racconto minore sono addirittura colpevoli di lesioni interne ai danni dei maschi della sua specie.
Questo rattrista me e i miei fratelli di Vega15, perché si dà il caso che anche noi siamo dotati di organi prensili che potremmo definire proprio tentacoli. E poiché siamo vostri vicini, ma non così vicini, ai vostri occhi potremmo sembrare alieni, se mai decidessimo di presentarci, come dite voi, per un apericena.

Le garantisco che noi non siamo cattivi. Odiamo gli spargimenti di fluidi e non ci sogneremmo mai di ficcare le nostre delicate dita in pertugi cari a qualche altro essere vivente. L’idea ci ripugna anche. Inoltre siamo estremamente mansueti e da circa quattro  cronoparsec abbiamo ripudiato la guerra. Oggigiorno, a Fritz piacendo, induciamo artificialmente reazioni termonucleari solo per arare i campi di krall.

Alla luce di queste informazioni, non potrebbe, da ora in avanti, cambiare cattivi? Sono certo che con il suo estro, la sua immaginazione e la sua ironia non avrà difficoltà a inventarsi qualche essere ripugnante al quale affibbiare questo ruolo.

Grazie mille!
E la prego di scusarmi per il linguaggio zoppicante, non è tenuto a saperlo, ma i traduttori gavagai grammagenerativi hanno ancora molta strada da fare.

Salute!

Xz7

Caro XZ7,
la ringrazio intanto per avermi scritto. La sua missiva è stata una vera sorpresa per me.

È vero, ho pubblicato moltissimo e il mio ultimo romanzo è solo la punta dell’iceberg di una produzione concettuale che pochi conoscono come lei (ha citato perfino FC, complimenti).

È anche vero che i miei lettori sono molti, anche perché la mia attività di divulgatore è intensa: proprio l’altro ieri ho ritirato un premio a Olgiate Olonate di Sotto, presente l’intero Consiglio comunale e una rappresentanza della ASL locale, pensi. Ma rendermi conto di essere arrivato addirittura su Vega19, è davvero incredibile!

Proprio per questo, le do qualche precisazione in più sulla mia produzione letteraria. Su significati, su sfumature che forse non ha colto in modo adeguato. Ma si sa, i traduttori gavagai, ahimé, comprendo il problema.

Il primo appunto: nei miei racconti non sono affatto ironico.

Io creo ed esploro mondi. Io do vita a galassie che faccio conflagrare in sanguinanti conglomerati quantici, che gridano il dolore dell’essere umano al cospetto del dilemma: chi sono mai? Io vivo quello che scrivo. Provo dolore, lacerato dalle mie stesse parole, io mi stupro, mi colpisco, mi devasto, mi crocifiggo. Io sono le spoglie urlanti di ciò che di buono c’era in noi, sono eros e thanatos, io sono rosso e nero… altro che pistacchio!

Il fatto che qualcuno rida leggendo le mie parole mi ferisce. Ma forse è un problema riconducibile ai soliti, inaffidabili traduttori, sono sicuro che sia così. E ti chiedo, prima di sorridere ancora, di considerare da ora in poi queste mie parole, questo mio dolore siderale.

Voi,  dici, avete ripudiato la guerra. Esplosioni che arano, bombe contadine: edificante e inoffensivo. Non  sei tenuto a saperlo, ma qui invece con le bombe si uccide, qui si soffre, l’uomo è lupo dell’altro uomo e nelle mie righe io parlo proprio di questo! I mostri sono solo un pretesto, sono una maschera, i veri mostri siamo noi, con braccia e gambe, altro che tentacoli!

Tentacoli che, però, sono molto apprezzati dai miei lettori.
Lettori terrestri, intendo, lettori quindi in grado di capire le sfumature, i significati, i messaggi delle mie righe. Io, in fondo, scrivo per loro, e anche se sono deliziato del vostro interesse e vi ringrazio, devo seguire innanzitutto la mia vocazione. Io odio e aborro il professionalismo (ho un sicuro impiego all’archivio del catasto e me ne frego degli squallidi compromessi editoriali), io scrivo per esprimermi e ispirarmi, non posso cambiare le mie parole per voi. Non posso soffocare il mio impulso creativo per far piacere a qualcuno, anche se quel qualcuno mi scrive da Vega15.

Caro! Forse non hai mai scritto un racconto e non sai cosa si prova. Non  conosci l’insopprimibile estasi, il doloroso cinetico orgasmo dell’ispirazione, e va bene così. Non  te ne faccio una colpa!

Sempre relativamente ai tentacoli: “Il giorno degli stupri” è stato il mio racconto più scaricato su Vivaloscrittore.biz, questo mese. Il mio editore mi ha già chiesto il seguito. Potrei anche riferirgli quello che mi  hai scritto. Ma non crederebbe a una sola parola, purtroppo.

Faccio un caro saluto a  te e ai tuoi compatrioti. Continuate a leggere le mie parole di pace, a odiare la violenza, ad arare! Restate puri!

Salute anche a  te!
Tuo

Pippo Sganga

Salute Pippo,

grazie, grazie, grazie! Non ridevo così da almeno  tre stagioni luce!

(Da quando durante la semina il mio quinto marito trifasico confuse i semi elettrolitici con i parassiti pulisci-tentacoli. Sono entrambi molto piccoli e dello stesso colore e ti lascio immaginare il disastro, il trambusto, i botti! Radiazioni per almeno trenta chiloprapp, e quante, quante risate!)

Le tue descrizioni sono ancora più efficaci. Mi sono permesso di portare la tua lettera al circolo, ieri mattisera, e di leggerla insieme. So che apprezzeresti, dato che sei così prodigo nel condividere con il mondo, con l’universo, la tua trascinante bravura. Bene, alla terza lettura, arrivati al dolore siderale, ti assicuro che abbiamo pisciato squascia dalle ombrelle.

Ma immagino che tu sia abituato a ricevere questi complimenti. E non voglio darti l’impressione di volerti (come si dice dalle tue parti, secondo il mio nuovo traduttore aggiornato) leccaculizzare. Oh, minchia, fratello! (Il traduttore consiglia di inserire anche questo, ogni tanto).

Proprio perché ci fanno tanto ridere le tue parole, ci fanno ancora più soffrire le tue scelte: cambia, ti prego, i tuoi cattivi!
Ci sono tanti possibili aspetti davvero ripugnanti, davvero terrificanti e orribili, diversi da ciò che abbiamo di tanto caro. Noi amiamo i nostri preziosi tentacoli e ti giuro che non abbiamo assolutamente intenzione di piantarli nelle viscere dei vostri maschi. Per trovarvi cosa, poi?

Se vuoi, possiamo fornirti le descrizioni di esseri oscenamente brutti, nostri vicini satellitari, che potrebbero sicuramente fare al caso tuo, e dimostrarsi dei cattivi molto meglio di noi!
Te le facciamo avere via posta neuronale? O preferisci una convulsione controllata?

Con speranza, con attesa, comunque con gioia e una bella risata… cinetica! Ah ah!

Minchia, fratello! Salute!

Xz7

Signor Xz7,

non so se il tuo traduttore riuscirà a passarti questa mia frase. Ma insomma: ci sei o ci fai?

Il mio atroce dubbio è che ci fai.
Forse vuoi minare la mia autostima. Forse vuoi insinuare che non ce la posso fare, che la mia tecnica non merita il mio successo, che persino i miei dichiarati scopi… fanno ridere.
Ti faccio ridere? Vi faccio ridere? Vergogna! Voi contadinotti di frodo, voi provinciali dalle viscide propaggini! Al circolo, dici… mi fai ridere, tu fai ridere me!

Ti informo solo che “Il giorno degli stupri – parte seconda” è già nella top 300 di Vivaloscittore.biz e il mio editore mi ha nominato “FantaEsordiente del mese”. Ha affittato tutto il paginone centrale della nuova rivista “SFSP – Fantascienza selfpubblicatoria”, che è riuscito a farmi scontare di una bella cifra, per pubblicizzare la mia saga e annunciare il terzo volume di prossima uscita: “Il giorno degli stupri 3 – The tight road”! Uscirà tra un mese, lo sto giusto finendo, stamparlo mi costerà un occhio della testa perché il mio editore crede in me e mi ha convinto ad alzare la tiratura… e i miei cattivi sono sempre più cattivi e sempre più tentacolati, con buona pace dei vostri campetti di grano e circoli di bocce.

Lascia stare, lasciami stare. Non siete in grado di provare sentimenti, il bastardo dolore, l’angoscia esistenziale, l’ululato lacerante del tessuto palpitante! Non sono alla vostra portata.

Ed è meglio così, credimi. E dimenticami.

Addio!

Pippo Sganga

Salute Boy_l@n!

Tu che te intendi di idiomi minori, leggi un po’ qui. Che problema ha?

Xz7

[Allegato / gas: Risposta-Pistacchio-Pippo-2]

Salute Xz7!

Letto. Guarda che non era ironico!

Boy_l@n

Salute Pippo,

non eri ironico? Mi spiace, potevi dirlo più chiaramente! Ammetto che mi era sfuggito: il traduttore non c’entra niente, è che pareva davvero che scherzassi, pareva un gioco a prenderti sul serio e invece… lascia stare, mi rendo conto che il torto è il mio.

Certo che ora i tuoi scritti non possono più farci ridere avranno tutt’altra collocazione e fortuna, ma penso che tu sia comunque in gamba: non buttarti giù, li leggeremo lo stesso e cercheremo di soffrire molto come da tua indicazione.

Detto questo, la questione dei cattivi non cambia.
Ti chiedo ancora di ripensare alla tua decisione. In fondo, hai una grande fantasia e creare qualcosa di nuovo non ti costerà molto sforzo, credo. Considera di darti all’umorismo, per davvero, e ricorda che se lo facessi avresti fama, riconoscimento e un futuro anche dalle nostre parti. Comunque ti sosterremo sempre, ironia o sofferenza che sia. Basta che ci usi un po’ di cortesia, un po’ di comprensione. Smettila di farci fare i cattivi.

Salute!

Xz7

Senti, Xz7 o vegano pervicace o come ti chiami. Ora sono arrabiatissimo, ti scrivo di getto senza manco rilegere, non perdo tempo con te, ti odio, odio il tuo nome e il tuo schifoso pianeta e spero che non verete mai per apericena o piza o quello che cazzacio ti pare, ficcati i tuoi tentacolinculo, vi faremo fuori luridi bastardi invertebrati vi faremo saltare in aria, credimi stronzo è una promessa, parola del fantaesodiente del mese della fantascieza.

FANCULO!

Salute Pippo,

ho capito. Scusami, dimentica tutto, fai come vuoi. Le tue ultime parole sono chiare e non fanno più ridere. Nemmeno lontanamente.

Accetta solo un regalo di addio. Apri il pacchetto allegato alla presente, estrai i semi e bagnali in acqua. Tu che fai fare strane cose coi tentacoli, tu che indaghi il male dei mondi… se sei davvero edotto di dolore siderale, sei la persona giusta per apprezzare ciò che ne verrà.

Poi non ti darò più fastidio.

Addio!

Xz7

Salute Xz7,

oh, ma la Pistacchia!?

Boy_l@n

Salute Boy_l@n,

[Allegato / gas: Risposta-Pistacchio-Pippo-3]

Elettrokrallizzati. Quando è troppo è troppo.

Xz7

 

Salute Xz7…

Quindi adesso il Cromalemma Pistacchio è libero da attribuzione? Aspetta che lo sappiano i Fucsia Bordesto Lillato e ci toccherà un’altra barbosissima convention.

Vabbè.

(Com’era? Minchia fratello! YAK!)

Boy_l@n

 

FINE 

[Dedicato a Patrick Boylan]

Se vi è piaciuto, se vi ha anche solo fatto sorridere, segnalatelo per il Premio Italia, come miglior racconto su pubblicazione professionale, oh, minchia fratelli!

Vi ricordiamo anche le altre nostre proposte.

Miglior illustrazione: Ksenjia Laginja per Next-Stream. Visioni di realtà continue, Kipple

Miglior antologia: AA.VV Next-Stream. Visioni di realtà continue, Kipple

Miglior articolo su pubblicazione professionale: Giulia Abbate, Prefazione a Next-Stream. Visioni di realtà continue, Kipple (leggibile qui)

Miglior articolo su pubblicazione amatoriale: Giulia Abbate, “Duecento anni di Frankenstein e sei racconti romantici & gotici su Mary Shelley e il suo Prometeo moderno” di Giulia Abbate pubblicato su Andromeda – Rivista di fantascienza (leggibile qui)

Miglior curatela: Giulia Abbate & Elena Di Fazio (per Futuro Presente, Delos Digital) e/o Giulia Abbate & Lukha B. Kremo (per Next-Stream, Kipple)

Miglior collana: Futuro Presente, Delos Digital

Miglior sito amatoriale: Lezioni Sul Domani

Buone segnalazioni e sopravvivano vincano i migliori!

 

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