Into the forest – Recensione

Sulla piattaforma Netflix, rovistando con attenzione, si possono scovare un sacco di titoli interessanti nella categoria “Fantascienza”. Uno di questi è “Into the forest”, post-apocalittico canadese del 2015, diretto dalla regista Patricia Rozema e interpretato da Ellen Page e Evan Rachel Wood (che ultimamente è tornata alla ribalta con “Westworld”).

Nell e Eva abitano in una bella casa nel bosco insieme al padre vedovo. Un giorno, all’improvviso, la corrente salta per non tornare più. Senza energia elettrica, viene meno ogni altra risorsa: mezzi di comunicazione, mezzi di trasporto, produzione alimentare. Nessuno sa cosa sia successo, neppure in paese, e l’unico modo per scoprire cosa è rimasto del mondo esterno è affrontare viaggi a piedi lunghi mesi. Le sorelle, rimaste sole in seguito a una serie di eventi, si trovano a dover difendere se stesse e la propria casa in un mondo in cui tutti lottano per sopravvivere.

Sebbene precedente, l’opera ricorda nelle premesse un altro film uscito da poco su Netflix: “La fine” (“How it ends”), con Theo James e Forest Whitaker. Entrambi raccontano un’apocalisse non meglio specificata che inizia con un blackout prima materiale, poi morale, e usano questo spunto come allegoria dei rapporti familiari. Gli sviluppi sono molto diversi: dove in “How it ends” la catarsi passava per una becera iniziazione alla violenza (“Ora che hai imparato a sparare sei un vero uomo e posso affidarti mia figlia”), in “Into the forest” si scende con grandissima pietas nella vita delle protagoniste, due donne isolate in un bosco mentre fuori ogni cosa va in frantumi (letteralmente e non).

La storia è narrata da un punto di vista squisitamente femminile, che recupera un rapporto profondo con il corpo e la sua intimità; con una nudità che non è mai sessualizzata, ma che è vicinanza e tenerezza e, alle volte, anche dolore estremo. Accanto a tutto ciò va a incardinarsi una toccante allegoria sulla famiglia e sul necessario distacco da essa, per trovare la propria identità e la propria strada nel mondo (che può essere accogliente, ma anche orribilmente crudele).

Semplicemente meravigliose le due protagoniste, Ellen Page e Evan Rachel Wood – pur se obbligate, malgrado il giro di boa dei trenta, a recitare la parte delle eterne adolescenti. Per fortuna non c’è un’edizione italiana del film, che è disponibile solo in lingua originale sottotitolata: sarebbe un delitto doppiarlo, meglio godersi a pieno la loro straordinaria performance.

“Into the forest”, quindi, è consigliatissimo se cercate una distopia intensa e toccante; una storia delicata e dolorosa, e bellissima nell’equilibrio tra i due estremi.

 

 

 

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