“Alieni coprofagi dallo spazio profondo” di Marco Crescizz – Recensione

“Diciam che la cacca fa schifo / ma ciò non è un dato oggettivo”, cantavano Elio e le Storie Tese. Un concetto simile è alla base di “Alieni coprofagi dallo spazio profondo”: e se quelli che per noi sono rifiuti immondi fossero manicaretti appetitosi per alieni venuti dallo spazio profondo? Nella fattispecie, vere e proprie sostanze stupefacenti? Lo scopre a proprie spese Nunzio, il protagonista: un ragazzo affetto da una grave obesità che, proprio a causa della sua malattia, fa molta gola agli omini verdi. Riuscirà a salvarsi da chi vuole sfruttarlo come una vera e propria “mucca da merda”?



Tenevo d’occhio questo libro da un pezzo, aspettando l’occasione giusta per comprarlo. Se scrivi un romanzo che parla di alieni e cacca, devo leggerti. Se poi il romanzo ha un titolo che è al tempo stesso un omaggio e uno sfottò nei confronti della sf anni Cinquanta, e ha un’illustrazione in copertina fichissima (anche se non riesco a guardarla per più di tre secondi consecutivi senza star male), hai tutta la mia curiosità.

All’ultima Stranimondi, inoltre, ho assistito a una presentazione dedicata a Vaporteppa (la collana di Tombolini Editore in cui l’opera è stata pubblicata) e tenuta dal curatore editoriale, Marco Carrara (noto in rete come il Duca di Baionette). Era presente anche l’autore, Marco Crescizz, che insieme a Carrara ha raccontato la genesi e il percorso editoriale del testo. Che è stato lavorato, corretto, rimaneggiato fino a raggiungere la sua forma migliore.

Il lavoro sul testo non passa inosservato: è pulito da un punto di vista tecnico, non solo formale ma anche strutturale; e ho apprezzato anche alcune scelte redazionali che vengono poi spiegate dallo stesso editor nella postfazione.

Nel complesso, il romanzo è sempre in bilico tra demenzialità e dramma: un mix che personalmente adoro e che trovo molto efficace. L’autore inserisce trovate gustosissime (come le t-shirt degli alieni, il collega complottista o il personaggio immaginario di Arnold Schwarzenegger) e le alterna alle difficoltà vissute dal protagonista, inclusa l’infernale – e molto terrestre – quotidianità di una persona obesa.

La scrittura è pulita ed efficace e il romanzo, complice la brevità, si legge facilmente. Nei capitoli in cui si parla di cacca ci vuole un po’ di pelo sullo stomaco, ma ehi, se compri un romanzo che parla di alieni coprofagi devi essere spiritualmente preparato. (A proposito, WordPress mi segnala “coprofagi” come errore. Puritano!)

Adesso sono molto curiosa di leggere il primo romanzo lungo dell’autore, “Brandelli d’Italia”, giunto in finale al Premio Odissea 2016 e pubblicato dalla casa editrice Delos Digital. A presto su questi schermi!

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