Fantaletture estive – 2

Seconda puntata della lista delle fantaletture da spiaggia del dodo. (Prima parte: Fantaletture estive). La menzione alla spiaggia non è un insulto ma una mera descrizione (e dove volete che se ne stia un dodo?).

Attenzione: qui sono un po’ più cattiva. Ma devo comunque dire che leggere fantascienza Delos nuoce gravemente alla noia.

Bleb

di Paul De Filippo, Delos

Un racconto simpatico e godibile, scritto all’americana, ovvero con uno stile informale, diretto, semplice e scorrevole. Da una bella idea De Filippo tira fuori l’abbozzo di una storia; punta, annuncia e mantiene una conclusione a effetto che strappa un sorriso. Niente di più e niente di meno.

Giudizio: contrastante, ammetto che è simpatico, ben scritto, ben pensato, allo stesso modo non l’ho trovato eccezionale forse perché manca di un po’ di pathos. Ma è una lettura fantascientifica intelligente e che non mette in campo grandi (e pesanti?) problemi dell’umanità.

Buone notizie dal Vaticano

di Robert Silverberg, Delos

Leggere la genesi di un racconto è sempre interessante. Quando poi lo scrittore ammette candidamente di averlo scritto al volo e in poco tempo per fare un favore all’amico che aveva bisogno di un tappabuchi (lo dico? A cazzo di cane. L’ho detto.) si aggiunge anche un affabile divertimento, che però si tramuta in irritazione quando il racconto in sé si rivela esattamente quanto annunciato: un testo tirato su al volo con poco studio e poche pretese. Il Premio Nebula e i riconoscimenti dei quali Silverberg si dimostra sorpreso sorprendono anche me, e mi lasciano comunque con una stima di base verso un autore che in pratica avvisa i lettori di stare per leggere una cacata. Detto questo: lo stile è anche qui scorrevole e rapido, l’idea di base è carina, scena finale azzeccata e il nome del maccanopapa quando era cardinale è un colpo di genio di quelli che ti vengono solo quando hai fretta e devidevidevi quagliare.

Giudizio: una buona idea di base, uno svolgimento sciatto, il ragazzo è bravo ma se sei nei casini e gli chiedi un racconto mentre sta scrivendo un romanzo e lui te lo fa per pura amicizia non si applica.

Cattive notizie dal Vaticano

di Mike Resnick, Delos

Il sequel del precedente “Buone notizie dal Vaticano” è un racconto più lungo, più articolato e decisamente meglio riuscito. Mike Resnick recupera l’idea del papa meccanico e la sviluppa, da buon fantascientista, esplorandone le implicazioni. Allo stesso tempo, costruisce dei personaggi credibili, simpatici e incredibilmente vivi… gli umani. SistoSesto, il papa di latta, è una creazione interessante, inquietante, intrigante, infallibile per davvero, ed è proprio questo il problema. Unica pecca il finale, risolto in quattro e quattr’otto con un meccanismo tipo deus ex machina (in machina?) che lascia un po’ spaesati perché è troppo su due piedi. Nulla toglie che il racconto sia ben scritto, interessante e piacevole da leggere.

Giudizio: un recupero strepitoso, un buon racconto che darà soddisfazione ai vaticanisti e ai cultori della logica. Leggetelo anche senza il suo “prequel”, è più bello ed è comunque autosufficiente e autonomo.

Arie di Roma Andalusa

di Lino Aldani, Delos

Il primo racconto che leggo di Lino Aldani, presentato come uno degli ultimi, spalanca con classe un mondo di idee e possibilità e poi chiude tutto con uno spiegone di mezza pagina arrivederci e ciao. Maperché? In realtà non è un racconto di fantascienza, ma una specie di rievocazione dei giochi infantili del protagonista, che in questo modo ci porta con sé nella favolosa ambientazione dei sotterranei delle ville di Roma. Il setting in effetti è incantato e l’avventura che Aldani ci ficca funziona fino a un certo punto, fino a che custodisce un mistero da svelare, un mosaico da decodificare. Ma poi tutto finisce, esatto, è successo questo e quello e il mistero è così e cosà, fine, ciao. Alla prossima, Aldani, questa te la abbuono perché, tanto per restare in loco, tu sei tu e io nun sono un cazzo.

Giudizio: un racconto ben costruito, con ambientazioni e suggestioni affascinanti, che però pecca di una conclusione affrettata che vanifica la magia costruita fino a quel momento.

L’azzeccagarbugli e il Re delle Scimmie

di Ken Liu, Delos

Come il precedente, nemmeno questo è un racconto di fantascienza, e immagino sia stato pubblicato da Delos perché, come Lino Aldani, Ken Liu è un nome della fantascienza (ha appena vinto un premio Hugo, fate un po’ voi). Ma meno male, così me lo sono potuto leggere. Perché è un racconto davvero meraviglioso. Dopo un’apertura un po’ strana, fuori fase direi, di poco più di una cartella, Ken Liu ci porta nel mondo della Cina antica e in quello di Tian Haoli, “the litigation master”, che vive in compagnia del Re delle Scimmie, suo amico immaginario con il quale ama discutere e commentare ciò che succede. La dialettica tra il personaggio “azzecca garbugli” e il Re delle Scimmie, un po’ mentore, un po’ compagno di banchetto, un po’ bastian contrario è solo una delle affascinanti componenti di una storia che parte sul faceto e finisce sul serio sfoderando una ferocia tutta orientale (chiedo scusa per il luogo comune). Riuscire a divertire non è facile, e se in un racconto solo riesci a divertire, interessare, appassionare, inorridire, commuovere… respect, sei un maestro, punto e basta.

Giudizio: un racconto bellissimo, una storia di grandi cattiverie e di silenziose bontà, di soprusi giganteschi e di piccoli gesti che alla lunga li riscattano, tipo goccia cinese, sempre per restare in loco. La postfazione poi fa venire i brividi. Lo consiglio e lo consiglierò sicuramente e leggerò altro di Ken Liu.

Carnifex Rex

Di Robert J. Sawyer, Delos

Sawyer è uno di quei nomi che mi mettono timore. L’ho sentito raccontare il suo concetto di fantascienza, ai Delos Days del 2011, ed è stata un’esperienza inquietante, perché non la penso esattamente come lui ma lui è una specie di freddo carro armato e mi mette soggezione anche solo pensare di essere in disaccordo. Seguo anche il suo blog, vado sul suo sito ogni tanto e leggo i suoi consigli agli autori e i suoi resoconti di lavoro, è bravo, è una macchina da guerra. Quindi spero che non legga mai questi miei giudizi, non è che sono negativi, e che mi fa proprio paura lui punto e basta.

Comunque: Carnifex Rex è un bel racconto alla Sawyer: buona idea e buono svolgimento, costruzione interessante, emozioni suscitate al momento giusto da bravo hardscienziato della parola scritta oltre che della SF (“scienty-fiction”, diceva alla conferenza, calcando su scienty) e quindi a tutti gli effetti una buona lettura. Allo stesso tempo, il coivolgimento non riesce al cento per cento, perché la scrittura, bella, precisa e capace quanto volete, è sempre un po’ fredda, dimostrazione del fatto che a volte essere efficienti non significa necessariamente essere efficaci (Dio fa’ che non lo legga mai).

Giudizio: lo svolgimento intelligente di un’idea brillante che potrebbe (forse dovrebbe) reggere anche un romanzo breve. I fantascientisti lo apprezzeranno, e credo anche i lettori di noir/thriller/gialli potrebbero trovarci qualcosa di gustoso e leccarsi le fauci come fa il lucertolone brutto e cattivo del titolo, che è raccontato davvero bene e in modo dannatamente puntuale e documentato (“ho detto: scienty!”).

Sherlock Holmes e l’enigma definitivo

di Robert J. Sawyer, Delos

Qui Sawyer si sbottona e si diverte pure lui, complice il personaggio di Watson al quale prende in prestito la voce, e l’oggettivo godimento del gioco canone-apocrifo. Il racconto è molto breve e Holmes non conduce una vera e propria indagine, piuttosto porta a termine una catena di deuduzioni e ci conduce nel luogo familiare della realtà sensibile assoggettata alla logica intellettuale. La storia di per sé non è eccezionale e anche il ragionamento di Holmes-Sawyer non mi entusiasma. Ma un apocrifo è un apocrifo e vedere Holmes svegliarsi nel futuro val bene un ebook.

Giudizio: un raccontino simpatico dove Holmes viaggia nel futuro e Sawyer nel disimpegno.

Bene! A dire il vero le mie letture non finiscono qui, quelle di fantascienza però sì. Seguite il dodo in versione mainstream sul blog di Studio83 per altre recensioni e librogiudizi!

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