Batman V Superman – Dawn of justice – Recensione

Dopo il boom degli Avengers e delle annesse saghe Marvel, la DC comics organizza il suo team-up di supereroi da contrapporre – solo al botteghino, naturalmente – a Tony Stark e compagni. Quest’anno ha finalmente visto la luce “Batman V Superman – Dawn of justice”, attesissimo dal 2013, anno in cui fu annunciato. Premetto che tra gli Avengers e Batman la mia preferenza va nettamente a quest’ultimo e che il solo titolo di questo film è puro orgasmo nerdico: fra le dieci cose che sognavo di vedere al cinema prima di morire, Batman che prende l’Uomo d’Acciaio a calci in culo è sicuramente sul podio.

La trama in breve: furioso contro Superman per i tragici danni provocati a Metropolis durante lo scontro con il Generale Zod (vedasi “Man of steel”), Batman/Bruce Wayne ha giurato vendetta. Al tempo stesso, Superman/Clark Kent indaga sull’identità del giustiziere mascherato di Gotham City. La tensione fra i due esploderà sulla spinta di un giovane e folle Lex Luthor, che li mette uno contro l’altro.

Dai commenti di amici e conoscenti e dalle recensioni che ho letto on-line mi pare di capire che questo film è piaciuto solo a me, per i motivi che andrò a spiegare. Intanto c’è il regista Zack Snyder, già autore di quel capolavoro che fu “Watchmen”, capace di accompagnare puro spettacolo e grande profondità, di comunicare tantissimo con poche inquadrature, di trasformare il genere supereroistico in un dramma intelligente e ricco di pathos senza mai scadere nel giocattolo per bambini (COUGH COUGH *Avengers* COUGH COUGH).

Poi c’è un cast davvero azzeccato, a cominciare da Ben Affleck (e giuro che non ci avrei puntato un centesimo). Non era facile ereditare il ruolo dopo Christian Bale, ma Affleck se la cava con dignità impersonando un Batman invecchiato e con meno grilli per la testa, ma anche brutale, incazzato e ben poco diplomatico. Henry Cavill sembra nato per essere Superman: bello di una bellezza quasi aliena, riesce a rendere con grande naturalezza la dualità di Superman, algido ma tormentato, letale e allo stesso tempo tenero come un cucciolo. Lo scontro sostanziale è tra l’eroe umano e quello superumano che si affrontano per stabilire la reciproca legittimità.

Amy Adams funziona come Lois Lane anche in virtù della differenza d’età con Cavill, che a sua volta rende la fragilità umana della donna contrapposta all’infinita giovinezza dell’alieno. Non mi è invece del tutto chiara la scelta di inserire anche Wonder Woman (interpretata dall’israeliana Gal Gadot), mentre il vero epic fail è il personaggio di Lex Luthor (a cui dà vita il pur interessante Jesse Eisenberg), qui riformulato come un giovinastro ricchissimo e folle, ma privo di motivazioni sensate. Non c’è neppure bisogno di confrontarlo con il tormentato analogo di “Smallville” per notare l’assenza di tridimensionalità: decide di fare casino e di far massacrare tra loro Batman e Superman perché sì, perché è pazzo, ricco e annoiato, tutto qui.

Il film mette sul piatto un crescendo di tensione (l’attesa dello scontro fra i due titani) e una interessante commistione fra gli universi dei rispettivi eroi, la luminosa Metropolis e la cupa Gotham (in ogni caso vicina alla rivisitazione in chiave realistica di Nolan); il dramma va a incardinarsi sul rapporto problematico fra umanità e supereroi, di cui si esplorano i lati oscuri e le effettive ripercussioni sul “mondo reale”. Le fugaci apparizioni di Flash e Aquaman, la presenza di Wonder Woman e il flashforward vissuto da Bruce Wayne a metà film preannunciano il crossover “Justice League” in arrivo nel 2017.

Il film non è comunque perfetto, a partire dal fatto che sponsorizza Turkish Airlines (non volate mai con Turkish Airlines. Posso avere gusti cinematografici opinabili, ma fidatevi su questo: non volate mai con Turkish Airlines). Alcuni aspetti restano poco approfonditi (come il già citato Lex Luthor) e la scena di svolta dello scontro tra i due supereroi è francamente imbarazzante (“Save Martha!” “Martha won’t die tonight!”, chi ha avuto quest’idea finirà nell’inferno degli sceneggiatori).

Peccato, perché qualche minuto prima che riducessero Batman e Superman a due mammoni complessati avevamo avuto un assaggio di quanto entrambi i personaggi, se si trovassero dal lato sbagliato del campo di battaglia, sarebbero letali e spaventosi. Batman era già un supereroe molto lugubre, ma Superman con gli occhi rossi nel buio mi ha fatto venire la pelle d’oca.

Voto complessivo: sette più. In attesa spasmodica di “Justice League”.

Fantaletture estive – 1

Il dodo viaggia, il dodo si riposa. E se Elena è in giro per il mondo tra aerei, colpi di stato, liste di sospetti terroristi e orsi assassini (se vi siete persi i suoi pazzi resoconti chiedetele l’amicizia su Facebook o che vivete a fa’), Giulia sguazza nelle chiarefreschedolci acque greche e si carica di letture scaricando il Kobo.

Figlie abbastanza grandi per essere dimenticate sulla battigia con palette e braccioli, mega svendita Delos sul catalogo dei racconti, un paio di prestiti dalla biblioteca… e chi mi ammazza!

Ecco una prima carrellata delle mie fantaletture inrivalmar. ‘Namo!

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