Tomorrowland – Il mondo di domani – Recensione

Sei minuti di questo film sono stati presentati in anteprima nella maggior parte dei cinema che proiettavano “Avengers – Age of Ultron”, generando negli spettatori un po’ tonti – tipo me – una serie di domande su cosa c’entrassero George Clooney e le vasche da bagno volanti al posto di Hulk che fracassa cose e persone. Poi viene fuori che è appunto una preview promozionale, simpatica, sì, e incuriosiva, sì: così gli ho dato una chance e sono andata a vederlo per intero quando è uscito.

Me ne sono pentita più o meno al minuto tre. La sequenza iniziale con i due protagonisti, l’antefatto, insomma, è già sufficiente a chiarire il registro del film, che infatti rimane lo stesso per tutta la durata dell’opera.

La trama in breve: Casey, un’adolescente col pallino dell’ingegneria, riceve una misteriosa spilletta che le mostra un assaggio di una dimensione alternativa, nella quale si trova l’utopistica città di Tomorrowland. “Utopistica” nel modo in cui sarebbe stata concepita negli anni Sessanta, cioè tutti vestiti in tutina bianca con gli zaini volanti, le porte automatiche, le monorotaie, gli ologrammi e niente cicche per terra. Decisa a raggiungere questa incredibile città, Casey si lascia guidare da Athena, una strana bambina, che a sua volta la conduce da Frank Walker (George Clooney), inventore solitario e unico a conoscere la via d’accesso per l’altra dimensione. I loro progetti vanno però in conflitto con quelli dell’ambiguo governatore di Tomorrowland: il dottor House.

“It’s not lupus!”

La Tomorrowland del titolo è più che altro una Yesterdayland super-vintage (sarei stata invece curiosa di vedere come si intende oggi una città del futuro, quali speranze e aspettative proiettiamo oggi sul domani). Il concetto di fondo sembra essere la morte delle aspettative sul progresso, almeno così come venivano intese a metà del Novecento, e la loro rinascita, ma non ci sono nuove chiavi interpretative, solo la riproposizione di un ottimismo cieco e anch’esso vintage, totalmente scollegato dai tempi in cui viviamo (ripeto, mi sarebbe piaciuto vedere una riflessione su come il progresso e le sue conseguenze – buone o cattive che siano – sono percepite oggi: temi come la decrescita, per esempio, che nella fantascienza utopica/distopica contemporanea è molto più attuale degli skateboard volanti).

La grande utopia: tutti vestiti di bianco e nessuno si impatacca.

Il più grande dei difetti di “Tomorrowland” è una sceneggiatura infantile, noiosa e scontata. I momenti che dovrebbero far ridere provocano al massimo uno sbadiglio in chiunque abbia superato i sei anni d’età (l’unica battuta davvero simpatica è quella che fa Athena nella sua scena clou). Anche George Clooney recita con grande impaccio, e la cosa è comprensibile (sfido chiunque a essere credibile interpretando un uomo di sessant’anni coi capelli brizzolati che esclama serio e drammatico: “Quando avevo UNDICI anni ero innamorato di te e tu mi hai ingannato!”).

L’unico pregio “Tomorrowland”– tutte le citazioni fantascientifiche letterarie, cinematografiche e fumettistiche – risulteranno assolutamente incomprensibili al pubblico di riferimento (dubito che un poppante sappia chi è Hugo Gernsback o che colga gli altri piccoli omaggi al genere disseminati nella pellicola).

Anch’io da piccola volevo costruire uno zaino volante. La mia idea era riempire di benzina o altri prodotti infiammabili la mia tavola da surf per bambini e poi darle fuoco. Non l’ho fatto. Ancora.

La Disney fallisce sempre quando non riesce a sbilanciarsi: questo è il classico film “acchiappatutti”, che dovrebbe soddisfare spettatori dai sei ai sessant’anni, obiettivo quasi impossibile che infatti non raggiunge. Mi viene da pensare a “Pirati dei Caraibi” volumi II e III per citare due epic-win disneyani degli ultimi anni, film curati nell’estetica e nella sceneggiatura, ma anche abbastanza coraggiosi da sfidare il tanto temuto PG13 che turba i sonni delle megaproduzioni.

Secondo pregio: il cameo di Carson Beckett.

Perciò, se avete pargoli e siete moralmente obbligati ad accompagnarli al cinema a vedere “Tomorrowland”, portatevi un sacco di pop-corn; in qualunque altro caso, lasciate perdere e restate a casa a guardarvi “Paddington” in dvd.

Annunci

One thought on “Tomorrowland – Il mondo di domani – Recensione

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...