Starcon 2015, Bellaria – Impressioni prive di riflessioni

Bellaria è un posto di mare bellissimo, mi chiedo per quale motivo in un fine settimana primaverile in cui i camping sono tutti pieni e la gente è tutta in giro i locali del centro pedonale all’ora di pranzo siano tutti sbarrati. Tranne quelli che servono da mangiare, quelli sono aperti, mi chiedo per quale motivo siano tutti un po’ incazzati e trattino maluccio chi chiede qualsiasi cosa non sia una piadina.
(E per la cronaca: noi in Romagna non siamo vegetariane, siamo allergiche. Sennò ci cacciano.)

La convention fantascientifica è un tutti insieme appassionatamente: Star Wars, Star Trek, Doctor Who, serie TV, pupazzi e pupazzetti, gente mascherata. Ah sì, c’è anche la letteratura, siamo negli scantinati, pardon, in “sala Babel”.

La convention fantascientifica è un tutti insieme, ciò nonostante di sabato pomeriggio è un panorama semilunare. La “grande kermesse” è un pochino vuota. Me ne chiedo il motivo.

Se poi mi è concessa un’altra critica, direi anche che dodici euro di ingresso al giorno sono un prezzo eccessivo.

Qualcuno  deve averci letto, tempo fa. Infatti quest’anno l’ingresso singolo, semplice, secco,  costava VENTICINQUE euro.

Buona notizia: c’è il libro in omaggio.
Cattiva notizia: è il libro tratto dal film nuovo di Star Trek.

Scusi, dico, sono le tre del pomeriggio, non è che è previsto un ingresso ridotto, che so, mezza giornata?
No, dice, forse dopo le nove.
Dopo le nove… di sera?
Sì, per la sfilata dei costumi.

Che termina alle nove e trenta, comunque. Divertente. E fanno venticinque.

Però ragazzi, che allestimenti.
Però ragazzi, che allestimenti.

Poi entri e fai un giro, e insieme a qualche stand di libri ci sono magliette e spille e cartonati e mercanzia varia. Venduta a prezzi stellari. Ma va bene così. Un po’ di gente a dire il vero c’è, e fa la fila per farsi la foto con la stella di una serie TV, si mettono in posa, e fanno cheese, e fanno sessanta euro.

Cheese!
Cheese!

Io mi attengo al programma, anche se non sempre, nelle edizioni passate, è stato seguito rigidamente. Ricordo con affetto la presentazione di una rivista che si è tenuta al bar di fronte, tra amici. Io però ero in sala Babel, in silenzio, a chiedermi dove fossero tutti.

E infatti anche stavolta una piccola sbavatura c’è stata, ma probabilmente mia, non ho ben capito come leggere il programma, forse. Arriviamo mezz’ora prima e ci ritroviamo in un incontro-dibattito sul nuovo episodio di Star Wars, che uscirà a dicembre.

Poteva andarmi peggio. Potevo restare a Milano.

Chi è a favore si siede a destra, chi è contro si siede a sinistra, voi due chi cazzo siete? Più o meno l’andazzo è stato questo, io non ce l’ho con Star Wars, anzi, nemmeno con i fan, tutt’altro, è solo che, se mi trovo nel mezzo di un dibattito fuori programma in cui non ho un’opinione ben definita, mi farebbe piacere essere trattata comunque con cortesia, sono un’ascoltatrice dignitosa, un bravo dodo che non fa male a nessuno.

Intanto, in un paese lontano lontano...
Intanto, in un paese lontano lontano…

La presentazione poi c’è stata, ed è stata anche bella. Io non ho parlato, ho detto che ero lì per ascoltare, e ho ascoltato, ho preso anche appunti. Perché una volta tanto volevo starmi zitta e sentire bene quello che dicevano gli altri e ne è valsa la pena.

Si è parlato delle Guide Odoya, ad esempio. La Guida alla Letteratura Horror  ha preso il Premio Italia, quest’anno, e nel presentarla Walter Catalano ha  spiegato anche il senso di un lavoro simile, che arriva dopo la Guida alla Letteratura di Fantascienza e la Guida al Cinema di Fantascienza, quindi in pratica dopo che lui, Gian Filippo Pizzo, Michele Tetro, Roberto Chiavini e compagnia scrivente si sono fatti il culo a fette, passatemi il francesismo.

Oggi il concetto di manuale onnicomprensivo, di guida di saggistica è diverso da un tempo, perché c’è Internet. Quindi quello che bisogna fare è cercare, scegliere e aggregare del materiale che, se poi uno lo vuole approfondire, può essere scoperto e analizzato online. Inoltre le nostre guide non sono neutre: abbiamo dato un taglio critico chiaro, per una lettura comunque nuova e che vada oltre il riassunto.

Oltre alla Guida al Cinema Horror, Gian Filippo Pizzo presentava tre antologie di racconti sci-fi italiani (contenenti anche nostri racconti. Quali? Dove? A voi il piacere di scoprirlo):

Proprio su questa curatela condivisa ci sono state parole interessanti. Già curare un testo, già curare qualsiasi cosa è difficile se lo si fa da soli, figuriamoci se c’è anche da coordinarsi.

Donato Altomare: – Io capisco come agisce un curatore, ma in tre come vi conciliate?

Gian Filippo Pizzo: – Litighiamo.

Conclusa la presentazione siamo andate via, non prima di un altro giro, saluti, incontri di amici vecchi e nuovi. Quello che ci ha sopportate più di tutti, e penso gli sia bastato per almeno un altro anno, è Alberto santo-subito Cola.

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Eccoci. Non siamo alla sfilata dei costumi e non indossiamo nessuna maschera.

Grazie alla sua mediazione, abbiamo conosciuto direttamente i due “editori di fantascienza e altre meraviglie” di Zona42. Una casa editrice “piccola” solo per dimensioni ma con un catalogo e soprattutto una qualità di titoli, proposte e traduzioni da fare paura senza essere horror. Anche se abbiamo trovato lo zampino di Elvezio Sciallis, che di horror è un’autorità indiscussa, e che firma la prefazione di un bellissimo testo che abbiamo (che Elena ha) appena letto e che recensiremo (che Elena recensirà) molto presto.

E se qualcuno volesse saperlo, in due noi ci conciliamo così.
Io bloggo, lei lavora.

Per una degna conclusione a questo post riepilogone spacciato per rapida sequenza di istantanee, ecco la lista dei vincitori  del Premio Italia 2015 in tutte le categorie.

E un altro  riepilogone, quello di Fantascienza.com, a testimonianza delle tante cose successe alla Starcon 2015 di Bellariamentre io cercavo solo cose di cui lamentarmi.

Al netto delle lamentele, torno con un bel carico di libri.

IMG_2828
Questi li stavo finendo. Sono sul comodino.
scaffale
Questi sono i prossimi: sullo scaffale in vista.
scaffale2
Anche questo ha un perché: sotto la gamba più corta del tavolo.

E che la prosperità sia con voi.
O qualcosa del genere.

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5 thoughts on “Starcon 2015, Bellaria – Impressioni prive di riflessioni

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