Passengers – Recensione

Nel futuro, le grandi migrazioni verso altri pianeti avvengono su eleganti navi spaziali i cui occupanti sono tenuti in sonno criogenico fino all’arrivo. Il viaggio fra la Terra e Homestead II (pianeta in fase di colonizzazione) richiede infatti 120 anni. Quando la nave Avalon si scontra con un grosso asteroide, iniziano a verificarsi malfunzionamenti e la capsula del passeggero di seconda classe Jim Preston (Chris Pratt) si riattiva con novant’anni di anticipo. Sorte simile toccherà presto anche ad Aurora (Jennifer Lawrence), ricca scrittrice newyorkese in prima classe.

Dovendo valutare “Passengers” nel complesso, direi che rientra nella categoria “è intelligente ma non si applica”. Dietro la patina da romance fantascientifico per ventenni si scorgono infatti potenzialità  buttate alle ortiche in favore della storiella d’amore che, nei suoi sviluppi, risulta abbastanza improbabile e lontana dai risvolti interessanti che avrebbe potuto avere.

La prima ora del film è la parte migliore: l’esplorazione della nave deserta, il peso della solitudine e un bel dilemmone morale la cui crudeltà stupisce in un’opera del genere. A sua volta tutto questo porterà a un conflitto interessante e ben reso dalla brava Jennifer Lawrence (rimandato invece a settembre Chris Pratt: belle chiappe, ma espressività di un Cicciobello) e a una serie di interrogativi che riguardano i personaggi in astratto e le sorti della nave in concreto.

Purtroppo tutto quello che si muove (o si muoverebbe) sotto la patina, dalle implicazioni umani-morali-fantascientifiche all’allegoria sui rapporti uomo-donna, resta bloccato lì e subisce un colpo di grazia nella seconda parte, leziosa e prevedibile.

Tutto questo senza contare una sfilza di disfunzioni narrative: il tempo passa ma sembra non passare mai (almeno stando alle pettinature immobili della protagonista); i costumi sono francamente ridicoli e fuori luogo; il personaggio di Arthur è uno spreco pazzesco (inclusa la sua inquietante défaillance di metà film, che sembra suggerire qualcosa di molto sinistro, ma che viene dimenticata lì e mai approfondita).

L’impressione è che il film cerchi di acchiappare un target più ampio possibile, dal pubblico adulto agli appassionati di fantascienza, dai popcornari della domenica ai bimbiminkia; e inevitabilmente le energie narrative si disperdono, scontentando tutti. Resta qualche elemento interessante annegato in due litri di melassa rosa, e un finale che spreca definitivamente le carte giocate in apertura.

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Annientamento – Recensione

Una spedizione composta da quattro professioniste (una biologa, una psicologa, una topografa e un’antropologa) viene inviata nella cosiddetta “Area X”, in Florida, dall’agenzia governativa Southern Reach. A seguito di un “Evento” non meglio specificato, l’area si è trasformata in qualcosa di incomprensibile: le undici spedizioni precedenti hanno avuto pessima sorte, molti non sono tornati, altri sono riapparsi a casa senza preavviso e sono morti poco tempo dopo.

A narrare è la biologa, moglie di un membro dell’undicesima spedizione. Una voce delicata, struggente, che VanderMeer è bravissimo a caratterizzare. Il suo personaggio, l’“uccello fantasma” innamorato degli angoli indecifrabili del mondo, ci mostra un’Area X che è al contempo terrificante, disturbante e suggestiva; e pian piano ci racconta, attraverso il suo particolare sguardo, le sorti della dodicesima spedizione.

Dal sito di Jeff VanderMeer

“Annientamento” (“Annihilation” in lingua originale) è un romanzo breve, ma molto intenso. L’autore riesce con grande agilità a costruire un mondo familiare e alieno al tempo stesso, a formulare ipotesi, a suggerire spiegazioni, ma il suo obiettivo sembra un altro: raccontarci i personaggi, o meglio il personaggio, la protagonista senza nome. L’esplorazione dell’Area X in questo senso è quasi un espediente che va a intrecciarsi con la sua ricerca intima e personale, toccando momenti di grande intensità emotiva. Il tutto realizzato con apparente semplicità strutturale, un resoconto spezzato dai flashback e arricchito da bellissime descrizioni.

VanderMeer ebbe l’ispirazione per l’opera durante un lungo trekking nel St. Marks National Refuge, una vasta area protetta vicino Tallahassee, Florida, dove l’autore vive da anni. Il romanzo ha vinto il Premio Nebula e il Premio Shirley Jackson e nel 2018 vedrà la luce in versione cinematografica nelle sale, diretto da Alex Garland (l’autore di “The beach”, ma anche sceneggiatore e produttore) e interpretato da Natalie Portman (scelta che mi pare azzeccatissima).

Una delle prima immagini dal (blindatissimo) set

Un plauso a Einaudi per aver pubblicato l’opera (e i due sequel della trilogia) in una collana mainstream, e anche per l’oggetto-libro che è molto particolare e ben curato… anche se un prezzo di copertina di 16 euro per un romanzo di neanche 200 pagine è esagerato, eh.

“Il catalogo delle vergini” di Nicoletta Vallorani – Recensione

Il catalogo delle vergini” è una raccolta di tre racconti brevi di Nicoletta Vallorani, uscita ieri per la collana Future Fiction (Mincione Edizioni) diretta da Francesco Verso.

I racconti hanno ambientazione, voci e temi affini, e sono incentrati sul sistema di mercimonio e sopraffazione impiegato per lo sfruttamento del corpo principalmente femminile.

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Starcon 2017, seconda parte: Dodo’s Death Note

Ieri abbiamo pubblicato la prima parte del nostro reportage dalla Starcon 2017, che si è tenuta a Chianciano lo scorso weekend. Abbiamo parlato dei panel, della giornata di sabato, della premiazione serale e di tutti i contenuti interessanti e le persone che abbiamo incontrato. [Leggi: “Il Dodo all’Italcon: the day after”]

Oggi passiamo alla seconda parte, che abbiamo deciso di scorporare per due motivi: uno, ci sembrava corretto parlare delle cose belle dell’Italcon al netto dei disagi; due, l’articolo era già piuttosto lungo e non volevamo pregiudicarne la leggibilità.

Annoyed Dodo

Ci limiamo quindi gli artigli delle zampe pennute e procediamo a esaminare una serie di questioni piuttosto fastidiose, con una riflessione finale che non vuole essere una critica fine a se stessa, piuttosto un modo per analizzare il presente in vista del futuro. Tra l’altro, è stato comunicato che la prossima Italcon (2018) si terrà all’interno della convention Stranimondi: notizia che non può che farci piacere.

Partiamo con la black list…

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Il DODO all’Italcon: the day after

Il Dodo è rientrato ieri dopo un weekend tra le fresche frasche di Chianciano Terme, dove si è tenuta l’Italcon, convention annuale dedicata alla letteratura fantascientifica e fantastica italiana. L’Italcon fa parte del trio Starcon, che include anche la Sticcon (convention dei fan di Star Trek) e YavinCon (convention di Star Wars).

Quest’anno le manifestazioni sono state slegate fisicamente una dall’altra e si sono tenute in differenti hotel di Chianciano. Noi abbiamo partecipato all’Italcon sia come pubblico che come relatrici.

Eravamo lì, infatti, anche per presentare insieme all’editore Silvio Sosio la collana di fantascienza sociale “Futuro Presente”, che dallo scorso anno curiamo per la casa editrice Delos Digital.

Inoltre, al termine della giornata era prevista la cerimonia di assegnazione del Premio Italia, riconoscimento annuale per romanzi editi, racconti, collane, curatori e altre categorie che operano nel fantastico italiano.

Anche noi eravamo candidate:

Di seguito parleremo dell’Italcon, dei vari panel e della giornata di sabato in generale: abbiamo seguito diverse presentazioni, preso appunti e riporteremo qui quello che ci ha colpite, sipirate, e il succo dei vari incontri ai quali abbiamo assistito.

Ci sono poi altre considerazioni da fare, più generali, e che contengono materiale potenzialmente esplosivo.

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Doppia immagine nello spazio – Recensione

Anno 2069, la sonda Sunprobe supera il sole e scopre che c’è un pianeta che ruota in orbita simmetrica e opposta rispetto al pianeta Terra, motivo per cui nessuno lo aveva mai notato. L’agenzia spaziale europea EUROSEC [ai tempi l’ESA non esisteva, N.d.Dodo] organizza una missione e manda due uomini a esplorare il pianeta: ma, dopo un incidente durante l’atterraggio, il colonnello Ross si ritrova di nuovo all’EUROSEC, interrogato senza sosta sui motivi che l’hanno riportato sulla Terra senza completare la missione. Finché non si rende conto che tutto, intorno a lui, funziona al contrario di come dovrebbe…


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